mercoledì 27 marzo 2013

Dilettanti allo sbaraglio

L’Italia è stata retrocessa in serie B. Negli anni '90 noi eravamo una potenza mondiale, anzi addirittura una delle otto potenze mondiali e avevamo un rating di tripla A, passo dopo passo gradino dopo gradino alla fine siamo scesi addirittura alla serie B. Ossia, le agenzie di rating oggi ci hanno dato la BBB+ che sono soltanto tre gradini sopra la spazzatura. Non c’è di essere soddisfatti della situazione, dobbiamo preoccuparci perché tutte le politiche si sono dimostrate fallimentari. I governi che si sono succeduti non hanno fatto altro che aggravare questo stato di dissesto, nonostante 

Monti cerca di difendere le sue politiche governative dicendo che l’azione del governo è stata positiva, facendo una corsa contro il tempo, però alla fine noi siamo stati degradanti. Passo dopo passo corriamo il rischio adesso di essere nel gruppo del campionato mondiale, addirittura nella categoria dei dilettanti.

Infatti la politica si è già attrezzata a questa nuova situazione ed effettivamente di dilettanti allo sbaraglio stiamo parlando. Sono ormai vent'anni che i dilettanti in questo paese imperano e i professionisti stanno in panchina. Questi dilettanti che nel lontano ‘94, se vi ricordate, quando Forza Italia e Lega Nord riuscirono a vincere e ad essere la prima coalizione dl paese sono diventati ministri, sottosegretari, presidenti della Camera dei Deputati, non sapevano neanche dove mettere le mani. Oggi l’Italia ha una nuova formazione politica di altri dilettanti allo sbaraglio. 

Non c’è nessuna voglia di dare addosso al M5S, che ansi è fatto di persone sicuramente per bene, il problema è un altro, che la soluzione del nostro tormento non viene attraverso questo movimento. Tanto è vero che il loro manifesto politico è il presupposto di ogni democrazia seria di questo pianeta, basti pensare alla Danimarca, alla Norvegia, alla Finlandia ed alla Svezia, nel senso che la politica è una funzione, che gli uomini che si occupano di politica sono soltanto lì per manifestare una funzione in maniera transitoria e temporanea per poi riprendere la loro attività quotidiane. 

Tuttavia questo non può esser l'obiettivo di un movimento politico, è il presupposto della democrazia, è il presupposto che ci hanno insegnato perfino i nostri padri costituenti. E' chiaro che questo paese è diventato una repubblica delle banane e queste cose è ovvio, purtroppo devono essere riproposte e diventare oggetto dell'attività politica quotidiana dei partiti e dei movimenti, ma è ancora insufficiente. Il nostro problema è talmente rilevante che sfortunatamente la strada, che stiamo percorrendo, sembra disegnata come quella della Grecia, come del default della Grecia. 

Se i negozi chiudono, gli esercizi commerciali non riesco ad aprire, i giovani non riesco a trovare lavoro, le fabbriche alla fine diventano un deserto industriale di questo paese, la situazione è estremamente complessa, ed avere un po' di giovani sicuramente bravi, sicuramente per bene non risolve il problema, abbiamo bisogno, purtroppo, di fuoriclasse della politica, abbiamo bisogno in questo momento di campioni, perché il rischio di adeguarci al sistema dilettantistico e trovare adesso persone che vanno a scendere in campo, dei dilettanti allo sbaraglio, non può che amplificare il problema. 

L’Italia ha bisogno di una classe dirigente degna di questo nome, non necessariamente le scuole di partito come esistevano fino a 30/40 anni fa, però qualcosa che si avvicini a obiettivi di più importante, più autorevole, di persone con capacità che abbiano le competenze che sappiamo dove mettere le mani per risolvere il problema. Il paese deve occuparsi di cose serie. Bersani ha sostenuto dopo questa degradazione a serie B, che forse le politiche sono fallimentari, che forse l'austerity disegnato dalla Germania e dalla Merkel, forse non funziona. Allora, Bersani, perché non l'ha detto durante l'anno del governo Monti, perché non l'ha detto in campagna elettorale. 

Ogni volta qualcuno si ravvede degli errori che fa, da un lato abbiamo Berlusconi che pensa e propri interessi e Bersani che è in balia di se stesso, dall'altro abbiamo una serie di dilettanti allo sbaraglio. Io non voglio essere qualunquista, non voglio essere neanche disfattista per andare ha disegnare il deserto dei tartari per dire che non c'è speranza. La speranza c'è, la speranza l'abbiamo, le soluzioni esistono. Io non dico usciamo dall'Euro, io non dico sospendiamo l'Europa che è un grande miraggio, è una grande speranza per tutte le popolazioni di questo continente, però se la politica che è stata portata dagli euro burocrati completamente fallimentare, se l'Italia da ottavo paese più industrializzato del mondo si ritrova ad essere sorpassato da paesi come la Turchia, l'Indonesia, il Brasile c'è qualcosa che non va. 

Vuol dire che la politica disegnata dal sistema europeo non è sicuramente buona, non è sicuramente legittima. Ora facciamo delle ipotesi, come si esce da questa situazione, perché le soluzioni come accennato esistono: cominciamo con nazionalizzare le banche. Nazionalizzando le banche, l’Italia comincia ad avere 40% di debito pubblico che viene compensato perché sono proprietà loro di Monte dei Paschi, Intesa San Paolo e Unicredit. Soltanto con un decreto di nazionalizzazione queste tre banche il 40% del debito pubblico non lo avremo più, perché ritorna di nuovo di proprietà dello Stato, 

Nel frattempo però le banche, siccome sono di proprietà pubblica, comincerebbero ad erogare credito nei confronti dei cittadini, potrebbero dare credito alle imprese, potrebbero rimettere in piedi il sistema economico. In realtà due strade si profilano all'orizzonte; o restiamo in un sistema di libero mercato e dobbiamo accettare tutte le conseguenze anche quelle patologiche, quelle che a noi danno fastidio, come ad esempio quello di considerare soltanto il denaro come valore fine a se stesso, e allora dobbiamo giocare al tavolo dei più ricchi dei più potenti mettendoci all'altezza del sistema neo liberale. 

Ciò significa liberalizzare tutto, significa non liberalizzare soltanto i taxi o le farmacie, ma dobbiamo liberalizzare la politica, liberalizzare la casta dei notai, liberalizzare la casta delle banche e delle assicurazioni, cioè chiunque può dare credito, chiunque può assicurare altri, quindi dobbiamo eliminare tutte le caste, non soltanto gli avvocati, i commercialisti e gli architetti, ma completamente tutto, e accettare la depravazione della regola del libero mercato, se vogliamo che il prodotto interno lordo cresca e che questo sia l'unico parametro sicuro, certo ed efficiente del sistema. 

L'altra soluzione è quello di non accettare che il libero mercato sia l'unica soluzione di questo mondo. Basta fare la politica che ha fatto Chàvez in Venezuela, basta procedere alle nazionalizzazioni delle banche, basta che il prodotto interno lordo di quel sistema cresca e non del sistema europeo. Anche, quindi, di un'Italia svincolata, per il momento, da un sistema europeo. Magari non dicendo di chiudere le frontiere, magari non uscendo completamente dall’Euro, ma anche dando una moneta in circolazione di secondo livello. 
Una moneta più debole che sia di interscambio privato all'interno di questo sistema. Di tutto questo nessuno discute, nessuno ha il desiderio di confrontarsi, di fare un dibattito nel paese, perché in questo momento la cosa più importante è: Renzi io vado a fare il leader, Bersani io voglio andare a fare il leader, Grillo io devo prendere 100% dei consensi, Berlusconi io devo aggiustare le cose mie perché sono già leader, sono già potente e ricco. 
Il panorama è completo di questa situazione. Certo non stiamo male,  stiamo molto peggio di quello che ci viene rappresentato, molto peggio di quello che può sembrare dal circo mediatico che ci è stato congegnato in questi giorni e la situazione non potrà che peggiorare. 

Dopo la tripla B a questo punto non rimane che ulteriori due passaggi, dopo di che diventeremo spazzatura, spazzatura per il mercato libero del sistema economico mondiale, spazzatura dal punto di vista sociale che la recessione economica implicherà necessariamente la recessione sociale, il conflitto sociale e a quel punto qualsiasi salvatore della patria come già avvenuto in momenti di economia di mercato splendente come prima Berlusconi e poi Grillo si affacceranno all'orizzonte a suonare i loro pifferi magici e le folle seguiranno. La storia ci ha insegnato che molte volte questi movimenti populisti si sono trasformati in movimenti reazionari, con la forza hanno garantito sempre i più ricchi e i più potenti. Rinnovare, cambiare, cambiano loro stessi per non far cambiare nulla. Siamo noi popolo che dobbiamo far cambiare le cose ed è per questo che il grido di allarme e di aiuto, nella quale è necessario cambiare le cose, inventando nuove politiche sociali a cominciare dalla Costituzione Italiana.

giovedì 14 marzo 2013

Corto circuito




La fine dei leader politici è alla fine, Bossi, Di Pietro, Fini, Casini, D’Alema, e prossimamente anche Berlusconi. Questa notizia che potrebbe sembrare eclatante, in realtà non fa altro che ripercorre quello che abbiamo sempre detto quello che la logica dei tempi moderni in realtà, rappresenta la fine dei partiti cosiddetti personali. Noi siamo andati dietro troppo a delle virtù carismatiche delle persone che avevano delle funzione leaderistiche, abbiamo abbandonato la cosiddetta partecipazione democratica. Il fatto che il singolo cittadino contribuisca, così come dice la Costituzione, alla vita politica del paese, questo può farlo sia da singolo sia nelle formazione sociali, dove si svolge la sua personalità. 
Così recita la nostra Costituzione, che di solito si svolge nei partiti politici, almeno questo è il sistema democratico che è stato inventato dai nostri costituenti, come in tutte le democrazie liberali occidentali e onestamente compiute e mature.
 
FRULLATO DEMOCRATICO
Sciaguratamente in Italia c'è stata una certa sovversione dell'ordinamento democratico, i partiti che dovevano essere le cinghie di trasmissione fra il cittadino e la sovranità popolare, ovvero le forme in cui si esercita la sovranità popolare, sono delle semplici associazioni non riconosciute e non è mai stata emessa una legge nonostante la Costituzione dica che devono avere uno statuto interno, prettamente democratico e debbano essere delle personalità giuridiche. Invece sono delle semplici associazione non riconosciute, così come una ONLUS, così come un singolo comitato o una fondazione che i cittadini possono liberamente fare per associare i loro pensieri, i loro patrimoni per degli scopi sociali, per delle cooperative. In realtà manca questa legge di riferimento e in questa lacuna normativa si inseriscono dei personaggi o dei loschi figuri proprio perché manca il controllo incrociato, manca il nostro controllo, manca il controllo dei singoli tesserati. 
Se io domani mattina inventassi un movimento politico, basterebbe avere il simbolo, mi autoproclamerei presidente e segretario nazionale di questo simbolo e poi a cascata riuscirei a creare i singoli tesserati, convincendo tutti quanti delle mie virtù carismatiche e delle mie funzione leaderistiche. 
Per un problema di semplificazione democratica la gente, i cittadini, i lavoratori hanno preferito per un certo momento non occuparsi della vita politica del paese, hanno rilasciato una delega in bianco, hanno individuato 2, 3, 4, 5 personaggi carismatici a secondo delle varie epoche storiche o anche uno solo come nell'ultimo periodo. 
Hanno pensato che con questa delega in bianco ci fosse qualcuno che risolvesse il loro problema. Il paese è molto complesso le situazioni sono estremamente complesse, ma possono essere risolte, purtroppo, con procedure altrettanto complesse, la semplificazione nella vita politica del paese non è ammissibile. Dove c'era una traversa, dove c'è una scorciatoia, dove c'è una sintesi si nascondono il più delle volte anche delle magagne, poiché dove vedete una faccia patinata, una cosa che viene rappresentata nel miglior modo possibile, proprio perché ha una funzione mediatica che deve essere accondiscendente nei confronti degli altri, non sollevare dei problemi e dei dubbi, ma manifestare delle certezze. E’ come se io dicessi questa è la verità e voi per una serie di quieto vivere per una serie di riserve mentali o di ipocrisia o di delega in bianco, perché non vi va di impegnarvi nell'ambito quotidiano nei problemi di tutti i giorni, creare delle problematiche, entrare nel dettaglio dei problemi, cercare la risoluzione complessa a questi problemi, date una delega in bianco a chi in quel momento vi ispira fiducia, ma chi in quel momento mi sta ispirando fiducia lo fa per coartare il vostro consenso. 

IL CONDOMINIO
Non tutti quelli che ci tolgono la cacca lo fanno perché ci vogliono bene. 
Non è che non dobbiamo avere fiducia nel prossimo, ci mancherebbe altro, anche perché oggi il maggior problema è proprio questa mancanza di fiducia. Ognuno di noi ha delle riserve nei confronti del prossimo, non si fida. ma come è possibile il seguente paradosso, che non ci fidiamo del vicino di casa, non ci fidiamo del nostro collaboratore, non ci fidiamo casomai anche di nostra moglie, poi alla fine però per una cosa talmente importante come la vita della Repubblica, come le regole di questa Repubblica, come il nostro futuro, il futuro dei nostri figli siano delegati in bianco a dei personaggi di cui non sappiamo assolutamente nulla, persone che vengono prese da un sacco in maniera misteriosa, che vengono portati ad essere classe dirigente di questo paese. Dobbiamo prima o dopo occuparci della cosa pubblica, perché una democrazia funziona soltanto se il singolo cittadino è cosciente, responsabile, fa delle scelte giuste, informate, consapevoli e insieme agli altri cerca di trovare la soluzione per semplificare. 
Immaginando che tutta la cosa pubblica, tutta la Repubblica si riduca in un condominio, in un singolo edificio, dove tutti i cittadini sono i singoli proprietari delle singole unità immobiliari, ognuno per un quoziente ognuno per dei millesimi. 

Ora è mai possibile che noi possiamo delegare solo il proprietario dell’attico, solo l'amministratore che abbiamo preso dall'esterno, abbiano la soluzione dei nostri problemi e contemporaneamente ci disinteressiamo completamente della vita condominiale. Oppure ce ne infischiamo che il condomino del piano più alto, nominato rappresentante dei condomini, abbia un rapporto esclusivo con l’amministratore, i quali senza controllo realizzeranno delle ruberie a loro vantaggio, se l'amministratore non è sottoposto quotidianamente a controllo da parte dell'assemblea. E’ normale che il proprietario dell'unità più grande farà il proprio interesse per pagare di meno di condominio rispetto agli altri, noi non possiamo delegare la gestione della cosa pubblica ad altri, siamo noi stessi che dovremmo essere parte attiva e dovremmo darci da fare per contribuire al funzionamento del condominio.
Trasliamo questo ragionamento dal condominio alla Repubblica. 

DEMOCRAZIA PERSONALIZZATA
Se noi ci lamentiamo che questa Repubblica fa male, che non risponde al nostro interesse, che la cosa pubblica in realtà non è pubblica, ma è privata, perché qualcuno pensa soltanto agli affaracci suoi, è colpa nostra, siamo noi che non stiamo controllando, siamo noi che abbiamo delegato in bianco qualcun altro a risolverci dei problemi. 
I problemi nella vita ci saranno sempre, solo che esistono sistemi che incentivano la soluzione e sistemi che si allontaneranno sicuramente dalla soluzione. Ognuno di noi è capacissimo nella vita privata ha risolversi il proprio problema, ha trovare una soluzione. Una propria soluzione!!!
Dobbiamo uscire da questo individualismo, da questo egoismo, da questo lavaggio del cervello che ci hanno fatto, dove ognuno si è auto generato, auto partorito la sua soluzione. Noi usciremo dai problemi soltanto se troveremo la soluzione e la soluzione non può essere che una soluzione collettiva, una soluzione condivisa. Ognuno di noi ha la sua posizione, ognuno di noi ha le sue esperienze, ha le sue capacità, ha il suo modo di pensare ha la sua di ideologia, noi dobbiamo trovare le forme di comunicazione di tutte queste persone e che fra di loro parlino, per trovare una sintesi di questi valori. 

DIVISI E UNITI
La Costituzione di questa Repubblica, è uno dei testi normativi più importanti e più belli che le democrazie occidentali abbiano mai fatto, ma perché è così bella? Perché ce l’ha data qualcuno sulla montagna o una autorità divina? Sono stati degli uomini, è stata l'Assemblea Costituente, dove c'erano tanti uomini.
Una Costituzione prodotta perché è stata la sintesi di tanti valori, tanti valori che erano addirittura contrastanti, discrepanti e conflittuali. Pensiamo alle forze politiche che hanno dato vita alla Costituzione, da un lato c’era la sinistra: 
  • il partito socialista 
  • il partito comunista 
  • il partito sardo d'azione
dall'alto c’erano le forze conservatrici: 
  • il partito liberale 
  • il partito popolare poi diventato democrazia cristiana 
  • c’era il partito repubblicano 
  • il partito liberale 
C'erano cattolici e comunisti, visioni contrastanti della vita e invece sono riusciti a trovare una condensato comune, una piattaforma comune di valori in uno stesso testo ed e' uscito fuori un testo bellissimo che tutte le università del mondo ci invidiano e studiano, proprio perché è il  condensato di quei valori e di un parlamento che sia fatto di tante sensibilità diverse, di tante capacità, in modo che fra di loro si incontrino e trovino la soluzione.
 
La stessa cosa come l’assemblea condominiale, anche i singoli condomini devono confrontarsi sulle scelte da fare, su bilancio, sulla riduzione dei costi e sugli investimenti e su che cosa fare. Solo attraverso l’incontro e il dialogo fra di loro riusciranno a trovare una soluzione confacente e la migliore in assoluto possibile. Non delegando ad un amministratore che viene dall’esterno come nel caso ad esempio del governo Monti. 


SOVRANITA' POPOLARE
Esso, ha trovato soluzioni soltanto per una parte del condominio. Troverà la sua soluzione, applicherà il suo modo di pensare, applicherà la sua filosofia, preferendo agevolare le banche e le società finanziarie e le compagnie di assicurazione, piuttosto che il popolo, compiendo delle scelte. La scelta l’ha fatta ad esempio sull’articolo 18, l'ha fatta sulla riforma del lavoro, l'ha fatta salvando le banche, l'ha fatta facendo ridurre il welfare nei confronti dei cittadini e aumentato il carico fiscale. 

Per i ceti medio bassi queste sono scelte politiche non scelte tecniche. Le scelte tecniche, si può definire tale, quando a parità di opzione politica si sceglie quella tecnicamente migliore in assoluto. Se io devo aumentare l’aliquota sulle famiglie che hanno un reddito inferiore a 35.000 € è una scelta politica, se devo andare a far la patrimoniale sui patrimoni grandi, superiore ad un milione di euro, è una scelta politica, non è una scelta tecnica e quindi queste scelte politiche devono essere fatte da governi politici.


Anche il passato/presente governo, non è un governo tecnico, è un governo politico. Il problema è che questo governo politico non l'ha nominato la democrazia, non è la sovranità popolare che è stata esercitata nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione. C'è stato un momento di appannamento della vita  democratica, è andato in corto circuito il sistema. 
I partiti non hanno avuto la capacità di esprimere una democrazia, perché non sono ordinamenti democratici, ma sono partiti personali. Prendiamo ad esempio la Lega Nord. La Lega Nord è un partito che sembrerebbe più democratico degli altri perché più radicato sul territorio, però ha una caratteristica che è governata da un principe e la sua famiglia. Qualsiasi decisione potesse essere presa nei vari angoli della repubblica padana, in realtà però, poteva essere messo in discussione dalla famiglia e da Bossi stesso. Si rammenti il caso di Verona, del sindaco Tosi, che aveva intenzione di fare le liste alle sua candidatura al comune, ma ha avuto una serie di problemi per mettersi contro il potere della famiglia Bossi. Gli altri partiti sono ancora nella situazione peggiore perché non hanno neanche articolazione territoriale. Il PD ha solamente dei circoli che sono riuniti sulle carte e ci sono tesserati che non esistono. Il PDL addirittura non ha neanche dei circoli è nato con i circoli di Forza Italia solo che non ci sono i tesserati, ci sono solo dei sovvenzionatori, gente che paga una tessera ma che non si riunisce, non elabora delle linee politiche, perché la linea politica è stata affidata prima a Silvio Berlusconi, poi ad Angelino Alfano, che nessuno ha nominato, che nessuno ha eletto, è stato unto dal signore ed e' stato traghettato a fare il segretario nazionale del partito. Poi abbiamo SEL che è fatto soltanto da Nichi Vendola per il resto non esiste. L’Italia dei valori che è fatto solo da Di Pietro, con una piccola parentesi del partito di Ingroia e il resto non esiste. L’UDC che è fatto da Casini e il resto non esiste, FLI che è guidato da Fini e il resto non esiste. Allora se la situazione è la seguente, come pensiamo di poter essere in una democrazia. La realtà è che oggi la democrazia è in pericolo, ma è in pericolo non per colpa dei marziani, è in pericolo per colpa nostra, perché non abbiamo avuto la capacità di controllare l’amministratore di condominio, non andiamo alle assemblee di condominio e anche andando, non riusciamo a prendere decisioni giuste, perché non abbiamo un confronto democratico. 
Molte volte stiamo zitti, molte volte siamo in silenzio, molte volte ci disinteressiamo completamente della gestione della cosa pubblica. Noi abbiamo la necessità di fare una riforma culturale, abbiamo necessità di andare a parlare tra di noi, abbiamo necessità di luoghi di riunione, che questi siano i social network, che siano sezioni di partito, che siano organizzazioni di sindacato che siano altri tipi di formazione sociale. L’invito è che tutti i cittadini non devono isolarsi, non devono emarginarsi, in quanto il problema non potrà risolvere qualcuno più in alto di noi o qualcuno dotato di virtù carismatiche, perché la storia ha insegnato che quando è arrivato qualcuno con tali poteri i problemi non li ha risolti a noi, li ha risolti a se stesso. 
L’invito è che tutti i cittadini devono tornare a fare politica, non attività di partito del vecchio sistema dove uno si prende la tessera per avere indietro un favore, uno deve prendere una tessera per andare a partecipare attivamente nella propria opzione politica, nella propria posizione ideologica con la stessa legittimazione, perché da qualsiasi angolo di visuale si vede il problema in ogni caso c'è l'interesse a risolverlo, che questo sia di destra o di sinistra, o che sia di centro, l'importante è che ci sia attività politica, ci sia partecipazione da parte dei cittadini.

lunedì 18 febbraio 2013

Il dubbio


Con un personaggio di rilievo del genere, con un vasto pubblico pronto ad ascoltare e credere ciecamente ad ogni cosa che dice, è ritenuto pericoloso dai poteri forti che devono assicurarsi che non tutte le verità vengono spifferate.


Beppe Grillo è stato il migliore allievo di Giacinto Auriti, professore di economia, che denunciò pesantemente la truffa del Signoraggio, eppure il fu comico genovese parlò dello scandalo della moneta a debito solo in uno spettacolo risalente al 1998. Cosa può essere successo, perché non parla più della radice di tutti i mali, la creazione di denaro dal nulla. Andando a spulciare la carriera di Beppe Grillo, si può scoprire che negli ultimi anni la Casaleggio Associati ha assunto una società editrice del comico genovese.

La Casaleggio Associati nasce il 22 gennaio 2004 a Milano da 5 persone: Enrico Sasson, Gian Roberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich.
La mission ufficiale dell’azienda è di sviluppare una consulenza strategica di rete per le aziende e di realizzare rapporti sull’economia digitale. Nel loro sito ufficiale è pubblicato un video molto eloquente e allo stesso tempo allarmante: “PROMETEUS: IL FUTURO DEI MEDIA”, si tratta della visione futurista che i soci fondatori della Casaleggio hanno a livello di Media. 

La Casaleggio Associati sponsorizza, oltre al resto, ha sponsorizzato un video gioco chiamato “SECOND LIFE”. Un video gioco di ruolo destinato alla massa. Un intrattenimento virtuale che unisce giocatori di tutto il pianeta, tramite il proprio avatar, possono vivere una seconda vita, con un proprio conte corrente e relazioni amorose.

Perché (clicca qui PROMETEUS.) Prometeo è una figura della mitologia greca, titano, figlio di Giapeto e di Climene, che sottrae il fuoco, simbolo della luce, per riportarla agli uomini sulla terra. La strana coincidenza, per chi ci crede naturalmente, è lo stesso fuoco che ha portato Lucifero dal regno dei cieli. La Casaleggio, adottando il simbolo di Prometeo, non sarà sicuramente esoterica, ma è significativo che davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia una statua gigante di Prometeo, voluta proprio dal magnate in persona!

Ma ritorniamo ai soci fondatori della Casaleggio Associati, che secondo Marcello Pamio, dal sito finanzachiaro.it, afferma: "Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati , è necessario conoscere la Webegg Spa : un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia.

-Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg.
-Luca Eleuteri (socio Casaleggio) tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.
-Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.
-Enrico Sasoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg
-Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e stranamente, organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano"

Su cinque soci della Casaleggio, ben quattro lavoravano per la Webegg Spa con incarichi molto prestigiosi e importanti! E poi cos’è successo? Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia).

Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana! Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati. Questo dato è molto interessante perché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese.

Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM). La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group,ecc. Tra queste, quella che più c’interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie che controllano il mondo!

E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo (nonostante le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno, ecc.) abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e/o petrolifero!

Tra le compagnie che detiene nel portafoglio la JP Morgan c’è anche la multinazionale Monsanto. Una compagnie che si occupa del settore alimentare che promuove cibi tipo OGM, dalle quali Grillo non parla mai dei probabili danni di questi alimenti, anzi definisce paranoico chi sostiene l’incontrario. Come definisce ossessionato Pascucci, suo mentore per i suoi spettacoli negli anni ’90 contro il Signoraggio Bancario. Grillo sa delle scie chimiche che attraversano il nostro paese, e non solo, questi strani fenomeni che si vedono nei cieli? E’ possibile pensare che tali scie non sono altro che inquinanti per le piantagioni, giustificando il ricorso della modificazione genetica, gli OGM per l’appunto? Il Grillo ambientalista, perché non ne parla, perché non fa una campagna d’informazione contro queste scie? Resta il dubbio se il fenomeno Grillo è anch’esso un prodotto nuovo da dare alle masse.

Il fenomeno Grillo l’ho abbiamo già vissuto, un reflusso, un ritorno ad una sorta di contestazione a tutto campo. Come non ricordare il fenomeno dell’uomo qualunque, il “Qualunquismo”. Un qualunquismo dell’immediato dopo guerra fu un fenomeno apparentabile al Grillismo. Un movimento anche lì, che faceva ad un personaggio eccentrico, Guglielmo Giannini, un giornalista brillante, spregiudicato nel linguaggio. Riuscì a sconvolgere, si inserì in un atmosfera che aveva bisogno di questi toni eclatanti, di quella retorica, che è ritornata con Grillo, piena di esagerazione, di parole grosse, di parole forti. Guglielmo Giannini, reintrodusse la parola zebedei, che sconvolse i nostri nonni ed i nostri padri, ma lui se ne giovò per polemizzare con i suoi oppositori. Il qualunquismo ai suoi tempi ebbe una affermazione che in qualche modo sembra annunciare quella che potrebbe avere Grillo alle prossime elezioni.

La simbiosi dei due personaggi è molto simile, trovando queste analogie in molti paesi, in cui un personaggio dilatato, esagerato viene fuori imponendosi. Si impone alla fantasia di elettori stanchi, usurati, delusi in momenti storici particolarmente difficili, come questo che stiamo attraversando, e come era nel ’46 in Italia dell’uomo qualunque.

Fatte le debite proporzioni il Messico ha avuto Pancio Villa, la Francia ha avuto Alfred Bougeard, gli Stati Uniti d’America hanno avuto Michael Moore, possono essere accostati a Beppe Grillo. Beppe Grillo è un personaggio abile, un capo popolo, un monologhista, una persona competente alla comunicazione. Conosce il popolo, conosce i punti deboli, conosce i momenti in cui affondare le proprie ragioni. Bravissimo, tramite la Casaleggio Associati, ad usare la tecnica digitale, mentre intorno abbiamo dei politici più portati alla pastorizia , giovandosi come un rivoluzionario di altri tempi che usavano i forconi. Grillo è il proprietario del movimento, usando il movimento come se fosse il suo vestito personale, il padrone di questa iniziativa politica.
Ora che cosa succederà a questo movimento a gestione padronale, non lo possiamo sapere, ma sappiamo sicuramente l’esperimento di Parma. Parma era una città desolata e distrutta dalle precedenti amministrazioni e questo cambiamento che si deve al M5S, ha aperto i cuori alla speranza, ma la speranza è lenta a muoversi, ed anche i grillini sono lenti, perché fino ad ora non è successo niente. Almeno i parmigiani si sono liberati di una gestione terrificante degli ultimi anni. La sfida che attende il movimento è quella di contrapporre il leaderismo e la democrazia, come scrive Pirgiorgio Corbetta su Panorama “Il leaderismo contiene un ambiguità di fondo nei confronti della democrazia: si pone come difensore della restituzione ai cittadini dello scettro della politica contro i traditori che se ne sono impossessati, ma nello stesso tempo scivola verso forme di leadership, carismatica che sono la negazione della democrazia.” Se il movimento non sarà in grado di risolvere la tematica, sarà un episodio che appare con forza, ma subito dopo si dissolverà.





















domenica 27 gennaio 2013

Porte girevoli



Da più parti aleggia nel ceto parlamentare, di affidare la presidenza della Repubblica Italiana al presidente della banca centrale europea (BCE) a Mario Draghi. Ma chi è Mario Draghi, cosa ha fatto nella sua lunga carriera di super tecnico dell’economia ed ora fregiato alla nomination della più alta carica dello Stato Italiano?

Per 10 anni consecutivi, dal 1991 al 2001, Mario Draghi è stato il nostro direttore generale nel ministero del tesoro. Il direttore generale, immediatamente sotto il ministro, di un qualunque ministero, controlla la burocrazia e tutti gli atti amministrativi del ministero. Le funzioni del ministero del tesoro, che oggi non esiste più, perché nel 2001 si è fuso con il ministero del bilancio per diventare il ministero dell’economia, è di occuparsi del debito pubblico, della gestione della cassa della tesoreria dello stato.

In questi anni il debito pubblico è schizzato, ovvero uno dei maggiori responsabili del debito pubblico italiano, al di là della politica, c’è una responsabilità personale da pubblico impiegato di Mario Draghi, cioè dell’attuale presidente della BCE. Andando avanti, dal 1993 al 2001, il nostro ex direttore generale del ministero del tesoro, è stato presidente delle commissioni per le privatizzazioni italiano. Il governo italiano, tramite Mario Draghi, ha fatto una grande opera di dismissione del patrimonio pubblico, come le banche di interesse nazionale: Banca Commerciale, Credito Italiano, Banco di Roma che sono state date e svendute al mercato, così come altre imprese strategicamente importanti per L’Italia (clicca qui).

In tutta questa campagna di privatizzazioni, Mario Draghi è stato l’artefice, l’ideologo principe, è stato colui che ha costruito questa grande svendita di stato. Quindi Mario Draghi ha una doppia responsabilità, il debito pubblico e di aver svenduto beni che erano del popolo italiano, al privato, ad un prezzo che è al di sotto del valore di mercato, con una perdita netta in conto capitale. Il risultato è stato che è aumentato il valore delle spese, diminuendo la cassa. 

Oggi questo signore deve essere accusato con una responsabilità anche per una altro fatto, in quanto dal 2002 al 2005, prima che diventasse governatore della Banca d’Italia, è stato vice presidente della banca americana della Goldman Sachs. Tale banca è una delle più grandi banche d’affari al mondo. Una banca che si occupa di consigliare i governi nella privatizzazione e nelle opere di dismissione del patrimonio pubblico nei confronti del privato.

La Goldman Sachs, banca d’affari, è stata creata nel 1869 da un ebreo tedesco (Marcus Goldman) e da un generale americano (Samuel Sachs). La banca nel corso degli anni ha conseguito una serie di affari e nel 1929 l’anno della grande depressione, della grande crisi, stava rischiando il fallimento, in quanto aveva truffato una serie di persone applicando quello che va sotto il nome di Schema Ponzi.

Lo schema Ponzi consiste di prendere i soldi ad una persona promettendo dei lauti guadagni, delle facili rendite e con quei soldi convincendo un’altra persona, con il risultato di pagare gli interessi con i soldi dell’ultima persona. Ponzi era un immigrato italiano negli Stati Uniti, che ha inventato questo meccanismo. Ad ogni cittadino immigrato italiano, prendeva 2 dollari promettendogli degli interessi cospicui, alla fine riuscì a fare 15.000.000 $.

Questo meccanismo è stato adottato, come detto, dalla Goldman Sachs. Meccanismo finanziario migliore per truffare il prossimo.

La stessa cosa ha fatto la Goldman Sachs nel 2010, ed è imputata dello stesso reato. Questa grande banca d’affari non solo ha l’ideologia perversa del libero mercato e di quella che va a consigliare i governi a svendere beni nazionali a poche persone, compiendo tanto di quei misfatti, passando alla storia per essere non una banca d’affari, ma una grande bancarella che serve per andare a fare affari soltanto per i loro clienti e i loro proprietari.

Di tutto questo Mario Draghi, non solo è artefice, non solo è responsabile, ma è un perno fondamentale di questo sistema. Finito questo sistema è andato a fare il governatore prima alla Banca d’Italia, poi alla Banca Centrale Europea, con una domanda: “Con un conflitto d’interesse o no?”
E’ evidente che la risposta rimarrà elusa.

La Goldman Sachs, banca dai più grandi poteri finanziari al mondo, usa un sistema che si chiama REVOLVING DOORS (porte girevoli), nel senso che entrano da lei dei politici, trasformandosi in finanzieri, o entrano dei finanzieri che si trasformano in politici. Un grande meccanismo di gente che si traveste, stile Udinì, facendo carriera ed immessa nelle stanze dei segreti e dei misteri. Questa gente infine acquisisce capacità sacerdotali per amministrare l’economia, trasformandosi in guida per la società.

Tutto questo crea chiaramente un problema. Un problema che oggi va sotto il nome di Mario Monti, cioè un meccanismo scellerato per cui alcune persone cercano di trarre in inganno il prossimo, convincendole di cose che non esistono. I mentecatti della peggiore specie si permettono di vendere fumo in un pacco regalo o facendo il gioco delle tre carte, cercando di guadagnare qualche euro per sopravvivere truffando il prossimo. Chi lo fa a livello più sofisticato, più subdolo perché ha capacità tecniche, cognizioni scientifiche e soprattutto potere illimitato, è ancora maggiormente più responsabile. Non possiamo prendercela soltanto con chi ruba i mandarini, giustificato per fame, però chi non ha fame e fa questo per truffare milioni di persone, facendole soffrire, convincendole di cose astratte, è ancora più responsabile.

Bisogna porre rimedio a tutto questo meccanismo atroce, che genera solo disperazione. Qui non stiamo parlando di teorie complottistiche. Molte volte sui social network, che sulla stampa si sente parlare della Trilaterale o il gruppo Bilderberg. Non ritengo che queste organizzazioni siano effettivamente dei poteri occulti che vada a dirigere il mondo, però si faccia questa considerazione. Perché sorge una organizzazione. Per difendere alcuni interessi. E’ come un organizzazione sindacale che nasce per difendere gli interessi dei lavoratori. E’ qual’è l’interesse della Trilaterale o del gruppo Bilderberg, fare in modo che la loro ideologia abbia il sopravvento su altre ideologie, cioè fanno politica ai massimi livelli, facendo in modo di convincere che il libero mercato è l’unica salvezza dello spirito umano, l’unica salvezza per il popolo. 

Queste organizzazioni tuttavia, spiegano le loro considerazioni non in maniera democratica, muovendo le file nazionali, usando sistemi di pressione, facendo in modo che i pochi appartenenti siano nel gota delle classi dirigenti e pezzi di società, decidendo il destino degli altri al di fuori delle regole democratiche.

Mario Draghi, con le sue logiche, con le sue idee, con le sue politiche monetarie risponde al popolo europeo, alla commissione europea, al parlamento europeo, alle regole della democrazia europea o a lobby di poteri finanziari. Sembra evidente che Mario Draghi risponde ad altre logiche che non sono quelle della salvezza dei popoli europei, ma agli interessi dei profitti, degli utili ed alle rendite, solo di alcuni prescelti.

domenica 13 gennaio 2013

Crack globale


Perché è scoppiato questo crack finanziario, c’è un potere occulto che manovra in modo così potente e oscuro? Solo dopo l’inchiesta Cordova si è scoperta la potenza della massoneria, cioè una forza di legare a se mafia, servizi segreti e poteri illeciti. Inchiesta svoltasi in un piccolo paesino della Calabria, Palmi. Questo paese non e' certo Milano, o Roma o Palermo, eppure negli uffici giudiziari di questo piccolo centro calabrese si e' sviluppata la più importante inchiesta sugli intrecci tra poteri occulti, apparati dello Stato, alta finanza e mafia. Se Falcone a Palermo è riuscito a dare un volto alla gerarchia di Cosa Nostra, se Di Pietro a Milano ha messo a nudo il sistema della corruzione politica e imprenditoriale, Agostino Cordova appunto a Palmi ha svelato per primo le "generalità " di un super potere in grado forse di spiegare molti misteri della storia d'Italia degli ultimi trent'anni. In 7 anni di lavoro, Cordova e' riuscito a collegare inchieste di argomenti più diversi con un unico filo conduttore che lega la massoneria deviata a tanti illeciti: dal commercio dei rifiuti tossici alle tangenti sulla Sanità; dal traffico di valuta alle operazioni finanziarie più spericolate, dall'import/export di armi nucleari alle truffe ai danni delle più grandi aziende di Stato. Scoprendo a volte realtà sconvolgenti, come per esempio la nascita' di una




societa' al 50% tra un gruppo come quello di Raoul Gardini e una famiglia tra le più chiacchierate come quella del boss Piromalli in Calabria, attirati dai colossali affari legati alla centrale di Gioia Tauro. Nell’ultima indagine di Cordova, quella sulla P2 ha denunciato lui stesso gli intralci di due suoi grandi oppositori: l'ex capo dello Stato, Francesco Cossiga e l' ex ministro della Giustizia, Claudio Martelli.Daniel Estulin (autore, giornalista investigativo ed ex agente del K.G.B.) scrive: «Nel 1982, John Coleman, un ex agente dell’intelligence che poteva accedere a tutti gli stadi del potere e a tutte le carte segrete, rivelò che l’ex Presidente del Consiglio italiano Aldo Moro, «un alto esponente della Democrazia Cristiana, che si opponeva alla “crescita zero” e alle politiche di riduzione della popolazione, oltre che al signoraggio, pianificate per il suo Paese, fu ucciso da killer gestiti dalla loggia massonica P2 [di Licio Gelli, amico di Henry A. Kissinger, membro del R.I.I.A. e del Gruppo Bilderberg, allo scopo di piegare l’Italia ai voleri del “Club di Roma” e del Bilderberg, volti a deindustrializzare il Paese e a ridurne in modo considerevole la popolazione». 
Coleman descrive con dovizia di particolari la sequenza di eventi che paralizzò l’Italia: il rapimento di Moro e la spietata esecuzione della sua scorta, da parte delle Brigate Rosse [collegate, almeno per quanto riguarda la figura di Franceschini, con i vertici dei Liberali al Parlamento Europeo, esattamente con un funzionario del Parlamento Europeo, amico di Gaetano Martino, di Antonio Martino (membro della P2) e del padre di Alessio Vinci, come provano le lettere originali di cui sono in possesso (Nota di Andrea Di Lenardo)], nella primavera del 1978 alla luce del giorno, e la sua successiva uccisione. Il 10 novembre 1982, in un’aula del tribunale di Roma, Corrado Guerzoni, un intimo amico della vittima, testimoniò che Aldo Moro – che è stato un leader politico per decenni – «fu minacciato da un agente del “Royal Institute for International Affaire” (RIIA), mentre era ancora ministro». 
Coleman racconta che, durante il processo ai membri delle Brigate Rosse, «molti di loro testimoniarono di essere venuti a conoscenza dell’implicazione di un alto funzionario degli Stati Uniti nel pieno per uccidere Moro». Tra il giugno e il luglio del 1982, «la vedova di Aldo Moro testimoniò che l’omicidio di suo marito era stato il risultato di una serie di minacce alla sua vita, mosse da qualcuno, che lei definì una figura molto importante della politica degli Stati Uniti».
Quando il giudice le chiese se poteva dichiarare alla Corte cosa aveva detto precisamente questa persona, Eleonora Moro ripeté esattamente lo stesso concetto espresso da Guerzoni: «Se non cambi la tu alinea politica, la pagherai cara».
In una delle pagine più emozionanti del libro, Coleman scrive: «A Guerzoni, richiamato dal giudice, venne chiesto se era in grado di identificare la persona, di cui aveva parlato la signora Moro. Guerzoni rispose che si trattava di Henry Kissinger, come aveva già detto precedentemente».
Perché un importante uomo politico statunitense minaccia un leader di una nazione europea indipendente? La testimonianza sensazionale, e potenzialmente distruttiva delle relazioni tra Stati Uniti e Italia, di Guerzoni fu immediatamente diffusa da tutti i media dell’Europa occidentale, il 10 novembre 1982. curiosamente, nessun canale televisivo americano pose l’attenzione su quella notizia, anche se Kissinger venne condannato per complicità in omicidio.
Se esiste una organizzazione così potente da condizionare la politica degli Stati, organizzare guerre, organizzare stragi, restando impunite, uccidere tutti coloro che si oppongono al sistema (Moro, Kennedy), quale è il fine ultimo di questa organizzazione?
Per capirlo basta studiare i processi del sistema bancario dalla crisi del 1929 e i suoi riflessi sulla vita dei cittadini. Banca d’Italia, BCE (banca centrale europea), FMI (fondo monetario internazionale), scopriremo che è questo il cuore di tutti i problemi: il mondo bancario. Una prima anomalia che si palesa immediatamente è il funzionamento della banca d’Italia e la BCE.
La banca d’Italia è per il 95% in mano a capitali privati ovvero:
INTESA SAN PAOLO
GENERALI
MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Quindi ecco un primo grosso problema della politica e finanza italiana. La moneta non viene emessa dallo Stato italiano, ma da banche private, cioè i controllati si controllano da soli. Questo significa una cosa sola, che le banche governano uno Stato e non la politica, la quale è asservita ai banchieri.

«Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò di chi ne fa le leggi.»

«La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo conferenze di Pace, in modo che nessuna delle parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le Nazioni, coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre di più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro potere.» 


Mayer Anselm Rothschild
Ciò è confermato dalle leggi che regolano le banche, ove è evidente che il governo non ha nessun potere su banca d’Italia, né di controllo né di nomina degli amministratori.
La seconda anomalia è europea. Noi dipendiamo dalla BCE. La BCE è un istituzione indipendente dalla comunità europea, con più poteri dello stesso parlamento europeo. Gli amministratori BCE sono svincolati, non rispondono praticamente a nessuno, godendo addirittura di immunità superiori a quelle, già corpose, dei parlamentari europei. In sintesi, la finanza europea dipende dalla BCE.
L’aspetto più raccapricciante è che la banca d’Inghilterra ha il 17% del capitale della BCE, seppur non facendo parte dell’UE. Quindi, che senso ha mettere una quota, consistente, nella mani di una nazione straniera fuori dal circuito dell’Euro e controllarne anche i destini dei paesi dell’area Euro? Ora se i geni dell'anticomplottismo saltano subito su a precisare quel 17% (superiore alle quote italiane, francesi e spagnole) è solo formale, basta un minimo d’intelligenza per capire che un istituzione come la banca d’Inghilterra non si insidia in un organismo, importante e potente come la BCE, solo formalmente. In realtà le banche inglesi hanno un potere enorme sulle banche europee. Facendo una ricerca sul Web, risulta che il vertice della massoneria mondiale, il vertice ufficiale, è nella corona inglese. Ora siccome i dirigenti della banca d’Inghilterra, vengono nominati dalla stessa corona inglese, (è sufficiente controllare sul sito ufficiale della banca) per capire che la banca d’Inghilterra è controllata dalla massoneria. Non è complottismo, lo dicono i siti ufficiali di queste istituzioni. Considerando l’importanza e la potenza della massoneria a livello mondiale ci vuole poco a capire chi veramente detiene il potere nella BCE. Tali vertici, della BCE, non rispondono né civilmente né penalmente, neanche nei confronti del parlamento europeo. Tuttavia, la cosa più assurda è che controllano il flusso degli investimenti delle banche italiane, si nota che molte, tante, troppe azioni e troppi milioni di euro sono investiti in banche inglesi ed americane: Barclays, Rockfeller, Morgan Stalley ecc. creando un conflitto d’interessi pauroso. 
In altre parole, il nostro destino è legato a filo doppio alle sorti delle banche inglesi ed americane.
Conflitti d’interessi, in quanto le leggi o le manovre finanziarie che rafforzano l’Euro danneggiano le altre monete, ma fortificano la nostra moneta paradossalmente allo stesso tempo deterioriamo anche le nostre banche e i nostri investimenti, e viceversa. Analizzando quindi i flussi di capitali e la ricchezza, ci si accorge che tutto il potere del pianeta è concentrato in poche mani, di gruppi bancari e industriali il cui destino è legato dalle stesse vicende. A questo punto si capisce perché la politica sia sottomessa alle banche e perché chi prova a toccare le banche Muore. Proprio così, muore!!!
Infatti tutti quelli che si sono avvicinati alla massoneria e/o alle banche sono morti: Falcone, Ambrosoli, a persone meno conosciute come Arrigo Molinari. Persone che avevano provato a portare alla luce il problema del Sigoraggio Bancario. 
Ma che fine ha tutto questo? Controllare tutto va bene, ma perché? Cercando di conoscere il meccanismo del sistema bancario la cosa appare chiara e risulta evidente il motivo della crisi di questi anni. Le banche prestano denaro virtuale ed inesistente a fronte di beni reali. Per prestare denaro una banca non fa nessuna fatica, deve solo scrivere una cifra sullo schermo di un PC. Si digita 1.000.000 di Euro e voilà....come per magia la banca ha prestato 1.000.000 di Euro. Quando l’azienda, il privato o lo Stato non possono restituire, la banca a sua volta fa una operazione molto semplice: chiede all’azienda 500.000 Euro di azioni in cambio dell’azzeramento del prestito; chiede al privato i suoi beni in cambio di riportare a zero il suo debito;; chiede ad uino Stato una miniera di diamanti, di oro. Non a caso che la maggior parte delle miniere di diamanti dell’Africa siano di proprietà di banche europee ed americane. 
Il meccanismo è elementare: se Tizio non può pagare un debito di 100, la banca si accontenta di un bene che vale 50. Tizio ci guadagna, la banca ci rimette. In realtà, dal punto di vista della concretezza, la banca non ha perso nulla, ma al contrario ci ha guadagnato una miniera, il controllo della società, i beni di Tizio. In definitiva la banca non ha perso nulla, tranne la cifra scritta sullo schermo del PC, ma in cambio ha acquistato petrolio, diamanti, oro, terreni e case. Da Bretton Woods in poi, nel 1994, il sistema bancario mondiale non è più vincolato all’oro, ma è poco più carta straccia. 
Il suo valore è dato da un complesso di calcoli e di variabili che in sostanza fanno dipendere il suo valore dalla fiducia che in un dato momento il mondo finanziario accorda in quella moneta. A fronte di un esborso, pari a “0”, la banca si impossessa di beni reali. Inoltre, allo stato attuale, non esiste neanche una quantità di carta moneta sufficiente tutti i conti correnti e i debiti delle banche. 
Questo significa che se tutti i risparmiatori si recassero a prelevare contanti, in circolazione non ci sarebbero moneta sufficiente a restituire il denaro. Quindi è errato affermare che le bache falliscono, sarebbe più corretto dire che la banca ha terminato il suo lavoro: acquisire beni reali a fronte di cessione di beni inesistenti.
Avere un bilancio in passivo, per una banca, equivale avere in mano un documento con calcoli e cifre, ma anche, avere in mano, beni materiali di ingente valore acquistati per poter arrivare a questo buco di bilancio. L’altro strumento di questa immensa operazione è stato il fenomeno delle privatizzazioni. Ci avevano detto che le privatizzazioni servivano per rendere più efficiente dell’energia, delle telecomunicazioni, dell’acqua, del gas, insomma una migliore gestione delle risorse di una nazione. Oggi abbiamo capito che non è così. Telecom è più inefficiente di prima, l’ENEL in questi anni ha moltiplicato gli errori sulle bollette e sui contatori, traduzione: una completa incapacità di gestione delle 2 aziende di primaria importanza per l’Italia, compresa una truffa sistematica verso i cittadini, con un meccanismo che prima, quando erano in mano statale, non accadeva.
Per non parlare delle società di riscossione delle tasse degli enti locali, che diventano private. Si affida un servizio pubblico impositivo ad un ente privato che mediante le cartelle esattoriali pazze, incamera illegalmente migliaia di Euro. Sappiamo benissimo il tentativo di privatizzare anche l’acqua, bene essenziale per le persone, amplificando il controllo del pianeta e dei suoi abitanti. Questa è la ragione perché nessun partito, da destra a sinistra, ha sollevato il problema. Poche le parole d’ordine della politica è occuparsi di temi solo secondari, dalle coppie gay allo spread. Ma mai occuparsi delle banche (che poi significherebbe risanare il bilancio dello stato ed evitare il crack economico e finanziario). Facile immaginare che il vertice del potere economico e finanziario, salendo salendo, si arriva al gruppo Bilderberg, ormai sempre più palesemente in mostra sulle opinioni pubbliche, prova né è l’ultima riunione a Roma. 

Cosa avranno deciso nel Campidoglio i nostri ministri in quella riunione. Forse avranno concordato che Monti dovrà ancora governare sull’Italia, in modo da completare le riforme necessarie a svendere gli ultimi scampoli di sovranità rimasti e rendere gli italiani ancora più poveri di quanto già non siamo. 
Una situazione che è stata preparata con cura nei decenni, dai politici disonesti, tramite le lobby finanziarie, in un legame indissolubile. Infatti per arrivare ad una ideologia del genere era necessario che nessun politico potesse dissentire dal programma globale, da un nuovo ordine mondiale.
Ed ecco le ragioni di questo crack finanziario globale, far crollare il sistema bancario, per far perdere al denaro il suo valore, ma, affinché i beni continuino ad avere un valore. Se a questo crak aggiungiamo la privatizzazione di tutti i servizi pubblici, compreso l’acqua, il quadro è completo. Tutto rientra nel programma di controllo globale delle risorse. I grandi gruppi bancari e industriali, nonostante il fallimento controllato, avranno in mano non solo beni materiali, ma anche risorse primarie come l’acqua. 
















domenica 9 dicembre 2012

Stato Sociale


Keynes ha spostato l'attenzione dell'economia dalla produzione di beni alla domanda, osservando come in talune circostanze la domanda aggregata è insufficiente a garantire la piena occupazione. Di qui la necessità di un intervento pubblico di sostegno alla domanda, nella consapevolezza che altrimenti il prezzo da pagare è un'eccessiva disoccupazione e che nei periodi di crisi, quando la domanda diminuisce, è assai probabile che le reazioni degli operatori economici al calo della domanda producano le condizioni per ulteriori diminuzioni della domanda aggregata. (Wikipedia)


Dal prof. Christian Marazzi

La grande soluzione è lo stato sociale. Lo stato sociale è la prima esperienza capitalistica di regolazione del circuito economico all’interno dei perimetri economici. Lo stato sociale a partire dalla grande crisi del 1929 è la prima esperienza di creazione di un mercato di sbocco, non prendendo i paesi al di fuori, ma all’interno del perimetro. E’ la creazione di quella famosa domanda aggiuntiva che manca nel circuito economico all’interno del circuito stesso, attraverso la spesa pubblica.

Una spesa pubblica deficitaria, perché non potrebbe essere altrimenti, condizione indispensabile per creare una domanda che non è contemplata del circuito economico stesso, dall’economia privata per intenderci. Il deficit è un veicolo per costruire ponti, strade, ospedali, scuole pubbliche, per aiutare i poveri. Tutti questi interventi da parte dello stato, sono interventi che lo stato può fare soltanto attraverso la spesa, il deficit. Esattamente come i paesi poveri che per poter fungere come mercato di sbocco hanno dovuto indebitarsi. Lo stato deve indebitarsi per creare una domanda in più che manca all’interno del circuito economico. Se si badasse solo sul prelievo fiscale non funzionerebbe uno stato sociale, perché un prelievo fiscale sarebbe un prelievo su una domanda che già di per se è insufficiente.

Quindi si prende da una parte per spostare dall’altra, però al netto di questo spostamento la domanda è sempre inferiore all’offerta. Per essere più precisi, se la domanda è costituita da 100 e l’offerta da 150, se si tassasse alcuni contribuenti, compresi i ricchi, che fanno parte dei 100, e li sposto ai poveri, alla fine è sempre 100, dunque inferiore ai 150. Quindi questa operazione di intervento attivo dello stato nella regolazione del circuito economico può avvenire soltanto attraverso il deficit.

Lo stato sociale quindi non può soltanto basarsi sulle entrate annuali (tasse e quant’altro) per poter creare quella domanda aggiuntiva che è necessaria per la realizzazione della vendita di questo valore aggiunto che viene, anno dopo anno, creato all’interno del circuito economico nazionale. Allora viene necessariamente posta una domanda “L’economia reale come è che può permettere allo stato di annullare, o ridurre questo deficit che ha contratto?” Qui entra in scena l’aspetto dinamico della tematica. Mettiamo che lo stato si indebita per 100 creando dei redditi, una domanda aggiuntiva, una domanda addizionale pari a 100, per esempio assumendo personale per ripulire delle strade, oppure fa un ordinazione per beni ospedalieri per costruire 10 ospedali, quindi un iniezione di domanda di redditi per aumentare la domanda stessa per accrescere il PIL. Lo stato iniettando questi 100 valori, per creare domanda aggiuntiva, significa che il capitale, gli imprenditori, potranno vendere una buona parte del loro sur plus. Il processo permette di realizzare i profitti e reinvestiti in parte, per ampliare la produzione e quindi creare occupazione di lavoro. La creazione di nuova occupazione complessivamente, evidenzia, che la base imponibile aumenta. Dunque per essere più chiari, ripartendo da 100 che permettono di realizzare profitti, che a sua volta permettono di realizzare degli investimenti creando, ampliando occupazione e produzione che amplifica la base imponibile. Quindi il prelievo fiscale più estesa, permetterà allo stato di ridurre il debito pubblico, per lo meno da renderlo gestibile. La funzione dello stato sociale quindi, è quello di alimentare un circolo virtuoso espansivo di occupazione e redditi.




Come è potuto accadere, quello che è accaduto. Noi abbiamo un periodo ormai di 25 anni, nel corso del quale si sono susseguite tutte una serie di contro riforme, perché l’unica riforma delle pensioni è quella del ‘69, tutte le altre sono state chiamate riforme, ma sono in realtà tentativi di riportare indietro la società. 

Non appena si dice sviluppiamo il sistema sulla base contributiva, si dice riportiamola a quella che era prima dello stato sociale Keynesiano, arrangiamoci, tornando a quello che era il sistema della prima metà del secolo scorso. Tu ricevi i soldi che hai messo da parte, niente di più. Questa si chiama contro riforma, non è una riforma, è un regresso sociale a condizioni pre esistenti. 

Come è potuto accadere, che la società fosse trascinata indietro. Ci sono state grandi manifestazioni, per esempio quando Berlusconi lanciò la sua proposta di riforma pensionistica, si scese in piazza, centinaia e centinaia di migliaia di persone che dimostrarono con forza la loro indignazione. Però, subito dopo Lamberto Dini, fece una riforma che al 95% era esattamente uguale a quella che aveva proposto Berlusconi e contro la quale la gente era scesa in piazza. Come è stato possibile, che fine ha fatto quella forza che abbiamo cercato di manifestare in quelle occasioni: La forza si è dissolta come neve al sole, non è intervenuta una forza reale nella società. E’ questo il problema che abbiamo, non dobbiamo cercare di fare appelli volontaristici, dobbiamo capire dove si annida la nostra debolezza sostanziale. Cerchiamo di superare, questa debolezza, con atti di volontà e di manifestazioni, ma che non si consolida in un sapere sociale. Questo è il vero problema, se il popolo è stato sconfitto, ripetutamente, è perché in qualche modo sotto sotto condividiamo una parte dell’esperienze dei nostri aguzzini. E’ lì che c’è la trappola. Quando loro parlano e dicono “Non c’è alternativa bisogna fare così”. Lo facciamo però un pò alla volta, la riforma Dini, oppure diamo un accettata come ha fatto la Fornero adesso, è perché ci dicono “Siamo costretti”.
C’è addirittura l’apologia del fatto che non ci sarebbero alternative. Il problema è che l’alternative ci sono, ma bisogna saperle individuare e costruire. 

Nel libro di Piero Angela Perché dobbiamo fare più figli, la problematica è molto chiara: ieri le pensioni potevano essere pagate con tranquillità, perché c’erano pochi anziani e una grande quantità di giovani al lavoro. In futuro ci saranno molti vecchi e poca gente al lavoro, perché ne nasce poca. 

Non c’è altra alternativa di ridurre le pensioni. Se si pensa che l’obbiettivo da qui al 2050, obiettivo di scemi, di idioti, di ignoranti, è quello di fissare la spesa pensionistica al livello del PIL attuale, non deve superare il 15%. Però tutti dicono che da qui al 2050 le persone anziane raddoppiano. Qualcosa non quadra, le persone anziane raddoppiano dandogli la stessa quantità di reddito che percepiscono oggi. Si sta dimezzando la loro ricchezza, li stai impoverendo drasticamente. Risposta “Non ci sono i soldi, come si fa? Non ci sono figli che possono sostenererli, la legge democrafica ci impedisce di mantenere meglio gli anziani”.


Siamo ritornati per caso nel 1600? Quando si credeva che la potenza di una nazione era nel numero di braccia disponibili. Ma noi, tutti i giorni ci spostiamo a piedi per andare al lavoro, o in vacanza e raggiungere qualsiasi parte del mondo, o abbiamo usato degli strumenti, o abbiamo usato la tecnica? Quello che manca nel libro di Piero Angela è il fatto che i giovani che stanno sostenendo gli anziani, oggi non usano più la zappa, non usano più il bue per arare, non usano più la cucchiara per mescolare il cemento. Oggi i palazzi si costruiscono con camion che arrivano con quintali di cemento e tirano su muri.
Tutto ciò significa che gli economisti nel 1600, avevano già capito che introducendo un congegno tecnico che permette di produrre molto più di prima, sostituisco lavoratori non avendo più bisogno di avere braccia, molto più efficace delle braccia: la forza produttiva degli strumenti tecnici che sostituiscono il lavoro. Se il discorso di Piero Angela fosse anche lontanamente vero, allora perché su quattro giovanotti messi sotto, due stanno buttati da una parte e non riescono a produrre, perché sono disoccupati? 

Sono disoccupati perché per il loro lavoro non si trova un uso. Questo è il punto fondamentale, l’innovazione tecnologica, modifica la realtà sociale e nessuno può raccontarci delle favolette pretendendo di fare scienza. E’ in realtà la diffusione dell’ignoranza governativa planetaria.

Attenzione, tutto questo discorso non serve a niente, perché lo stato delle cose ancora da ragione alle ideologie del 1600 diventando luogo comune, per cui la maggior parte delle persone è convinta che facendo meno figli bisogna ridurre i trattamenti pensionistici futuri.

E’ una stupidaggine, ma oramai la tendenza si è consolidata. Perché non si va a vedere il funzionamento della società nella sua concretezza. 

Qual’è stata la base del sistema pensionistico introdotto nel 1969. Non è che un trattamento generoso sia stato introdotto come dicono la maggior parte dei denigratori del vecchio sistema, per opportunismo politico. Siccome i politici volevano arruffianarsi gli elettori, hanno elargito a piene mani, una ricchezza che non avrebbero potuto elargire. Gli anziani hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità reali. Perché, per esempio, era assurdo secondo loro, introdurre un sistema retributivo. Che cosa è questa storia che quando tu vai in pensione, prendi l’80/90% dell’ultimo stipendio. Quanti soldi hai messo da parte? Quelli ti restituisco, chi se ne frega se è il 50% dell’ultimo stipendio, quelli sono soldi tuoi e arrivederci, quello ti spetta. 

Quando fu introdotto il sistema del ‘69, si riconobbe che questo ragionamento non aveva un fondamento economico reale, in quanto ormai si era sviluppata la capacità tecnologica in maniera straordinaria, e quindi la produttività richiedeva che la società assorbisse ciò che riusciva a produrre con le nuove tecniche.

Per questo si è deciso che le pensioni potessero essere ancorate alle ultime retribuzioni, senza causare alcun danno, anzi sostenendo l’attività economica. Perché quello che succede con lo sviluppo della tecnica, è che ad un certo punto la società è in grado di produrre sempre di più. Dobbiamo capire che il mondo cambia radicalmente con l’avvento dello stato sociale, perché la capacità produttiva dei paesi industrialmente avanzati esplode, cambiando radicalmente la condizione umana. I frutti propri della società capitalistica giungono a maturazione. Nel periodo precedente, la cosa che non si riusciva ad accettare era che il problema, che determinava la crisi, stava dal lato della domanda, non dal lato dell’offerta. In tutta la crisi degli anni ‘30 si diceva, come si sta dicendo in questo periodo, incredibilmente, bisogna lavorare di più, dobbiamo tagliare i sussidi di disoccupazione, le paghe dei dipendenti pubblici. A quel tempo Keynes disse “No, il problema non è dal lato dell’offerta, il sistema è in grado di produrre molto di più di quello che produce, non lo fa perché non c’è chi spende, non c’è la domanda.”



Questo è stata la grande rivoluzione che ha consentito, dopo la seconda guerra mondiale, un radicale cambiamento della società. Le pensioni, dello stato sociale Keynesiano, poggiano su questa consapevolezza. Diamo alle persone anziane un reddito corrispondente e alle possibilità del sistema economico. La domanda si manifesterà e il sistema sarà in grado di produrre il suo pieno potenziale, questa è la cosa più importante da capire. 



L’Europa dopo il 1945, gode di 30 anni, di pieno impiego, significa che la disoccupazione media nel vecchio continente, in quei 30 anni è inferiore al 3%. In alcuni periodi addirittura, le aziende chiedono 900.000 lavoratori, essendoci 100.000 disoccupati. Le aziende vogliono lavoratori e non li trovano, questa è la situazione che si instaura nel momento in cui la spesa pubblica cresce, garantendo uno sbocco alla capacità produttiva esistente. 



Che succede ad un certo punto dopo l’esplosione della capacità produttiva, succede che, Keynes ne aveva ampiamente previsto, le condizioni economiche non saranno più miserevoli come prima, creare lavoro non sarà più tanto facile, il problema della disoccupazione tornerà a presentarsi e bisognerà affrontarlo in un altro modo, non con un ulteriore spesa pubblica per creare lavoro. Questa condizione succede negli anni ‘80 e i conservatori cominciano a prevalere culturalmente. La prima cosa che fanno è quella di dire “La Banca d’Italia non sottoscriva più il debito pubblico italiano. Lo stato vuole spendere? Si aumentino le tasse.”



Le tasse, in Italia, negli anni ‘70 stavano al 25% del reddito, oggi siamo arrivati al 50%, sono raddoppiate, in quanto i conservatori hanno cominciato a dire “Se uno vuole qualcosa la deve pagare. Vogliamo che lo stato soddisfi i bisogni? Vanno pagati con le tasse”.



Questo è proprio quello che Keynes diceva che non doveva succedere, perché questo avrebbe lentamente fatto regredire la società, impoverendola, bloccando il processo di sviluppo. Non è un caso che lentamente siamo precipitati di nuovo in una situazione di ristagno strutturale. Allo stesso modo come quello degli anni ‘20 e ‘30 in Inghilterra e America, in quanto hanno preso il sopravvento le stesse menti che all’epoca combattevano contro lo stato sociale, facendo ristagnare l’economia europea per un ventennio. 



Da questo punto di vista, il problema delle pensioni va collocato all’interno di questa problematica, un aspetto essenziale che in qualche modo abbiamo conquistato con lo stato sociale, distrutto dalle contro riforme dei conservatori. Dobbiamo recuperare questa risorsa, dobbiamo cominciare a manifestare il pensiero progressista e propinarlo nella società.

Dobbiamo recuperare la forza lavoro come istituzione essenziale di una comunità nazionale, oggi la disoccupazione giovanmile sfiora il 36%, per quello che ci fanno sapere. I dati ufficiali, però, sono dati imbroglioni, in quanto nelle casistiche viene conteggiato anche il lavoratore che ha lavorato un ora nell’ultima settimana, viene considerato occupato. Venti anni fa all’ufficio collocamento si diceva “Lei è occupato?” “No” la registrazione consolidava la disoccupazione. Adesso fanno numerose controprove “Che cosa hai fatto nelle ultime 2 settimane di attivo nella ricerca di una occupazione?” La maggior parte dei giovani risponde “Niente, nel paese non ci sta niente che cosa faccio?” Dice l’intervistatore “ No, tu comunque dovevi scrivere a delle aziende in altri luoghi per cercare lavoro, se non cerchi lavoro in realtà non lo vuoi”
Con questo piccolo marchingegno fanno sparire, nella casistica, un numero imprecisato di giovani disoccupati. Il problema può essere risolto solo in un modo, la redistribuzione del lavoro a tutti, facendo in modo che tutti abbaino una occupazione, se non si riesce a riempire le ore della giornata si riduca il tempo di lavoro individuale, quanto è possibile.

I conservatori, distruttori della società, vincono perché anche noi, senza renderci conto, ragioniamo come loro. Nella protesta dei malati di SLA, contro il ministro Fornero, la quale ha risposto “Si, va bene, però 150. Gli altri si attacano” “Perché?” “Perché mancano le risorse”

Questa è stata l’argomentazione del ministro del lavoro. Dove sta scritto che mancano le risorse? Mancano gli infermieri? No! Mancano gli edifici per poter assistere le persone con gravi patologie? No! Mancano gli strumenti per trasportarli? No! Allora è colpa tua, quali sono le risorse mancanti, sei tu che sei una cocuzza. Sei tu che non riesci ad elaborare una mediazione sociale diversa dal denaro. La Fornero dovrebbe guardare le risorse, che non sono solo i soldi, raccogliendo le risorse produttive esistenti. O la Fornero pensa di lasciarle inutilizzate?