sabato 13 aprile 2013

Non rubate la speranza

C'è un virus in questo periodo in Europa che potrebbe contaminarci perché quello che sta avvenendo nella Repubblica di Cipro, potrebbe riguardarci molto da vicino. Potrebbe influenzare un organismo un po' malaticcio come il nostro pese, dando il colpo di grazia. Un colpo di grazia che potrebbe mettere in pericolo la caduta dell'Euro e la caduta dell'Europa Unita. Il grande sogno che hanno gettato i padri costituenti dell’Europa Unita e che oggi invece è depravata e deviata, secondo delle logiche finanziarie che poco hanno a che fare con la politica, anzi l'hanno relegata in un ruolo molto subalterno e addirittura subordinato ed emarginato. 

Cipro è un isola del mediterraneo che entra nell'Europa unita nel 2004, avendo un grande boom economico perché in quegli anni in realtà il suo PIL è cresciuto nella media del 3% all’anno, confrontando su quello che avviene in Italia dove addirittura il PIL decresce dell'1%. Abbiamo un economia cipriota in espansione, un economia in espansione dal punto di vista finanziario che ha riflesso i suoi effetti sulle costruzioni, aumentando quindi consumi da parte dei privati, ma chiaramente anche l'indebitamento è aumentato, perché man mano che aumentano i consumi la gente spende sempre di più anche quello che non ha, producendo anche del debito, particolarità assolutamente fisiologica. 

Cipro non ha un debito pubblico come ce l'ha l'Italia, talmente enorme da non poter essere gestito, il problema di Cipro è il debito privato, sia dei cittadini ciprioti che delle banche. Il debito dei cittadini potrebbe avere nessun effetto, mentre è il debito delle banche che preoccupa, sia la Bank of Ciprus sia la Banca Popolare di Cipro, due delle banche maggiori di Cipro, sono indebitate. Tali banche hanno un esposizione di 28 miliardi di Euro per che hanno acquistato bond greci, cioè obbligazioni del debito pubblico della Repubblica greca, concedendo mutui ai cittadini greci che oggi sono impossibilitati a pagare. Cipro adesso ha chiesto aiuto all'Europa chiedendo 17.000.000.000 €, non per risanare completamente l' esposizione debitoria, ma perché era impellente trovare questa liquidità per far fronte ha questa situazione. 

L'Europa tramite la Germania ha fatto pensare la sua voce dicendo "Benissimo noi ti aiuteremo, ti daremo i soldi che ti servono, ma non tutti, te ne diamo 10 miliardi i 7 miliardi di differenza che ti servono per l'ammontare totale della manovra devi procurarteli da te stessa". Come fa la repubblica di Cipro ha procurare quei 7 miliardi? Dietro suggerimento della Commerzbank tedesca, il governo di Cipro si è inventato un prelievo forzoso delle banche cipriote, nelle quali ci sono ben 68 miliardi di euro, che è una cifra spropositata per la repubblica cipriota. Basti pensare che il PIL di Cipro è intorno ai 10 miliardi, stiamo parlando quindi di 6 volte il PIL, è come se in Italia ci fossero depositati 6 mila miliardi di euro che corrispondo a 3 volte il debito pubblico, dove basterebbe prendere un prelievo forzoso di 1/3 per ripianarlo completamente. Questo è il grande paradosso della repubblica di Cipro, che ha dei depositi bancari di dimensioni enormi. Questi 68 miliardi, sono in parte dei cittadini, ma il 50% sono degli oligarchi russi, cioè di cittadini russi che hanno deciso di entrare in Europa tramite la porta di servizio, per non far vedere effettivamente l'origine di questi capitali, non far vedere la mole enorme di denaro che spostano. 

Tanto è vero che quando si sono diffuse le prime voci di questo prelievo forzato il presidente russo Putin ha detto che questa cosa qui non sarebbe accaduto neanche all'epoca dei soviet supremo nell'Unione Sovietica. Si tratta di un esproprio proletario, un esproprio dei ricchi a danno dei poveri. Allora che cosa succede? Succede che il presidente cipriota a detto “Benissimo procuriamo noi questi 7 miliardi”. Hanno pensato, e pensa che ti ripensa, hanno pensato a questo prelievo forzoso. Il primo piano che va sotto il nome di piano A, prevedeva il 6,75% di prelievo per i conti inferiore a 100.000 €, e un prelievo del 9,90% per i conti superiori a 100.000 €. Questo ha scatenato la prima reazione popolare, le prime reazioni di massa facendo ritornare un po’ indietro il governo cipriota. Cipro, dunque, ha pattuito con l'Europa una serie di modifiche, ha garantito i conti sotto i 100.000 €, per i conti superiori a 100.000 € ci sarà un prelievo forzoso del 20% e forse addirittura del 40%, si tratta quasi di rubare la metà dei soldi che sono disponibili sui conti correnti. Da altre fonti giornalistiche si parla perfino di congelare completamente i conti corrente superiore a 100.000 €, trasformandoli in titolo del debito pubblico della Repubblica Cipriota. 

Se qualcuno ha la mente lunga e si ricorda quello che è successo in Grecia, questo potrebbe rappresentare una perdita ben superiore al 40%, perché in cambio della liquidità sul conto corrente, verranno consegnati altrettanto titoli del debito pubblico di pari importo. Solo che poi verrà ristrutturato il debito cipriota ad una cifra notevolmente inferiore con un taglio magari addirittura superiore al 40%. Di conseguenza il rischio è che i russi potrebbero avere, come una mannaia enorme sui loro soldi trascinando necessariamente una recessione di dimensioni gravissime della Repubblica di Cipro. 

Perché una volta che questi soldi non sono più in circolazione, l’economia dell’isola, non potrà aumentare il prodotto interno lordo, causando una caduta dei consumi, un tracollo verticale di tutti i servizi finanziari del comparto delle costruzioni e i suoi indotti collegati, che ripercuoterà i suoi effetti sulla vita ordinaria di tutti i cittadini. Altra notizia che questo debito di ulteriori 10 miliardi , che dovranno essere prestati dall'Unione Europea, dovranno essere garantiti con un ipoteca, una garanzia da parte della Repubblica di Cipro sui fondi pensionistici dei cittadini ciprioti e sui beni della chiesa greco/ortodossa, chi li ha messi a disposizione. Una grandissima ipoteca in realtà sul futuro dei cittadini ciprioti. Il fatto di garantire con i fondi pensione, significa che se Cipro non ripagherà questo debito, che oggi è di 10 miliardi, ma che domani ce ne sarà sicuramente un altro di dimensione maggiore, questi fondi pensionistici verranno prelevati totalmente da parte dei creditori e della Germania, che è in realtà, il maggior creditore di questo importo. Tutta questa ricchezza verrà trasferita dai ceti popolari ai grandi apparati finanziari, soprattutto tedeschi.

Tutto questo cambierà chiaramente tutta la prospettiva della speranza, perché oggi tu non prelevi il mio denaro, facendo finta che io ancora ce l'ho, ma in verità tu ti sei preso tutto il mio futuro. In un recente discorso Papa Francesco, in una sua frase piuttosto profetica, ha detto “Non rubate la speranza ai giovani”, che chiaramente sono quelli che hanno un'aspettativa di vita maggiore, ma la speranza poi ce l'hanno tutti anche chi ha soltanto un'ora o un anno da vivere. Se tu mi rubi la speranza tu mi hai tolto il futuro, la possibilità di investire sul futuro, soprattutto la speranza di vivere. Tu in realtà mi stai togliendo la speranza di vita e questo è l’ammonimento di Papa Francesco. 

In tutto questo cosa succede? Da un lato abbiamo questo primo virus, e le persone di età avanzata ricorderà che nel ‘92 Giuliano Amato, nostro presidente del consiglio per sistemare i propri conti fece di notte un provvedimento che tolse il 6%0 dai conti correnti dei cittadini italiani. Poca cosa se guardate adesso l’aliquota straordinariamente enorme usato dalla governo di Cipro, ma quello che è grave è che questo virus che si è infilato nel sistema europeo che porterà inevitabilmente ad influenze altri paesi europei. 


E’ scontato che la Russia non starà ferma e certamente un minimo segnale di reazione ci sarà, perché questi cittadini russi, faranno pressione sul proprio governo, per imporre delle linee di politica economica, di politica monetaria, aggressive nei confronti dell'Europa Unita. Un UE con un vincolo, che rappresenta un suo problema, uno statuto della banca centrale europea (BCE), che impedisce di battere moneta perché il primo compito è la difesa dell’ inflazione e la difesa dalla solidità dell'euro, grazie alle ideologie della Germania. In questo momento nel resto del mondo, la sterlina svaluta, il dollaro svaluta, lo yen svaluta, l'unica che si rivaluta è soltanto l’Euro. 

Per questo feticcio ideologico tedesco, di evitare un'inflazione monetaria, noi stiamo subendo le conseguenze e i contraccolpi di questa situazione. In tutto questo la politica italiana e' completamente omissiva, è quasi deprimente, perché in realtà litiga sui nomi e non solo le cose, litiga sul governo da comporre, sulle maggioranza da sostenere, ma non litiga sulle cose da fare. Abbiamo mandato tanti personaggi nuovi alcuni ragazzi, alcune signorine e nonostante questo si discute su chi deve andare a fare il questore, chi deve andare a fare il presidente della commissione parlamentare. 

Questo andava bene per moralizzare la politica italiana trent'anni fa, venti anni fa, dieci anni fa, oggi con l'implosione del sistema fare queste battaglie di retroguardia, non che sia sbagliato, perché è sempre giusto ci mancherebbe altro, un po' di moralità è un po' di autorevolezza è chiaro che occorra, però le cose da fare sono altre. Sia da parte del centrodestra, sia da parte del centrosinistra, sia dalla parte della lista Monti, sia dalla parte dell’M5S, le cose che bisogna fare perché quello che è successo, che succede e che succederà a Cipro, che è successo ai greci, che ancora prima è successo in Irlanda, che succederà in Spagna, accadranno anche in Italia. 

Il nostro paese ha bisogno urgente di andare a vedere cosa si deve fare. Fare prima che accada, farlo prima che i cittadini italiani soffrono, ed è per questo che vanno architettate nuove politiche monetarie, nuove politiche industriali e nuove politiche del lavoro. Per farla breve occorrono nuove politiche ed insieme ad esse anche nuovi politici, perché il fatto di continuare a discutere di nomi e di cognomi, ma senza dirci che cosa vogliono fare è non soltanto deprimente, ma potrebbe essere un gravissimo reato, perché qualcuno dovrà essere chiamato a rispondere, quando le cose accadranno. L’Italia è davvero in una situazione grave, e avere in Parlamento una massa di dilettanti allo sbaraglio è la cosa più impietosa che può permettersi un popolo sovrano.


mercoledì 27 marzo 2013

Dilettanti allo sbaraglio

L’Italia è stata retrocessa in serie B. Negli anni '90 noi eravamo una potenza mondiale, anzi addirittura una delle otto potenze mondiali e avevamo un rating di tripla A, passo dopo passo gradino dopo gradino alla fine siamo scesi addirittura alla serie B. Ossia, le agenzie di rating oggi ci hanno dato la BBB+ che sono soltanto tre gradini sopra la spazzatura. Non c’è di essere soddisfatti della situazione, dobbiamo preoccuparci perché tutte le politiche si sono dimostrate fallimentari. I governi che si sono succeduti non hanno fatto altro che aggravare questo stato di dissesto, nonostante 

Monti cerca di difendere le sue politiche governative dicendo che l’azione del governo è stata positiva, facendo una corsa contro il tempo, però alla fine noi siamo stati degradanti. Passo dopo passo corriamo il rischio adesso di essere nel gruppo del campionato mondiale, addirittura nella categoria dei dilettanti.

Infatti la politica si è già attrezzata a questa nuova situazione ed effettivamente di dilettanti allo sbaraglio stiamo parlando. Sono ormai vent'anni che i dilettanti in questo paese imperano e i professionisti stanno in panchina. Questi dilettanti che nel lontano ‘94, se vi ricordate, quando Forza Italia e Lega Nord riuscirono a vincere e ad essere la prima coalizione dl paese sono diventati ministri, sottosegretari, presidenti della Camera dei Deputati, non sapevano neanche dove mettere le mani. Oggi l’Italia ha una nuova formazione politica di altri dilettanti allo sbaraglio. 

Non c’è nessuna voglia di dare addosso al M5S, che ansi è fatto di persone sicuramente per bene, il problema è un altro, che la soluzione del nostro tormento non viene attraverso questo movimento. Tanto è vero che il loro manifesto politico è il presupposto di ogni democrazia seria di questo pianeta, basti pensare alla Danimarca, alla Norvegia, alla Finlandia ed alla Svezia, nel senso che la politica è una funzione, che gli uomini che si occupano di politica sono soltanto lì per manifestare una funzione in maniera transitoria e temporanea per poi riprendere la loro attività quotidiane. 

Tuttavia questo non può esser l'obiettivo di un movimento politico, è il presupposto della democrazia, è il presupposto che ci hanno insegnato perfino i nostri padri costituenti. E' chiaro che questo paese è diventato una repubblica delle banane e queste cose è ovvio, purtroppo devono essere riproposte e diventare oggetto dell'attività politica quotidiana dei partiti e dei movimenti, ma è ancora insufficiente. Il nostro problema è talmente rilevante che sfortunatamente la strada, che stiamo percorrendo, sembra disegnata come quella della Grecia, come del default della Grecia. 

Se i negozi chiudono, gli esercizi commerciali non riesco ad aprire, i giovani non riesco a trovare lavoro, le fabbriche alla fine diventano un deserto industriale di questo paese, la situazione è estremamente complessa, ed avere un po' di giovani sicuramente bravi, sicuramente per bene non risolve il problema, abbiamo bisogno, purtroppo, di fuoriclasse della politica, abbiamo bisogno in questo momento di campioni, perché il rischio di adeguarci al sistema dilettantistico e trovare adesso persone che vanno a scendere in campo, dei dilettanti allo sbaraglio, non può che amplificare il problema. 

L’Italia ha bisogno di una classe dirigente degna di questo nome, non necessariamente le scuole di partito come esistevano fino a 30/40 anni fa, però qualcosa che si avvicini a obiettivi di più importante, più autorevole, di persone con capacità che abbiano le competenze che sappiamo dove mettere le mani per risolvere il problema. Il paese deve occuparsi di cose serie. Bersani ha sostenuto dopo questa degradazione a serie B, che forse le politiche sono fallimentari, che forse l'austerity disegnato dalla Germania e dalla Merkel, forse non funziona. Allora, Bersani, perché non l'ha detto durante l'anno del governo Monti, perché non l'ha detto in campagna elettorale. 

Ogni volta qualcuno si ravvede degli errori che fa, da un lato abbiamo Berlusconi che pensa e propri interessi e Bersani che è in balia di se stesso, dall'altro abbiamo una serie di dilettanti allo sbaraglio. Io non voglio essere qualunquista, non voglio essere neanche disfattista per andare ha disegnare il deserto dei tartari per dire che non c'è speranza. La speranza c'è, la speranza l'abbiamo, le soluzioni esistono. Io non dico usciamo dall'Euro, io non dico sospendiamo l'Europa che è un grande miraggio, è una grande speranza per tutte le popolazioni di questo continente, però se la politica che è stata portata dagli euro burocrati completamente fallimentare, se l'Italia da ottavo paese più industrializzato del mondo si ritrova ad essere sorpassato da paesi come la Turchia, l'Indonesia, il Brasile c'è qualcosa che non va. 

Vuol dire che la politica disegnata dal sistema europeo non è sicuramente buona, non è sicuramente legittima. Ora facciamo delle ipotesi, come si esce da questa situazione, perché le soluzioni come accennato esistono: cominciamo con nazionalizzare le banche. Nazionalizzando le banche, l’Italia comincia ad avere 40% di debito pubblico che viene compensato perché sono proprietà loro di Monte dei Paschi, Intesa San Paolo e Unicredit. Soltanto con un decreto di nazionalizzazione queste tre banche il 40% del debito pubblico non lo avremo più, perché ritorna di nuovo di proprietà dello Stato, 

Nel frattempo però le banche, siccome sono di proprietà pubblica, comincerebbero ad erogare credito nei confronti dei cittadini, potrebbero dare credito alle imprese, potrebbero rimettere in piedi il sistema economico. In realtà due strade si profilano all'orizzonte; o restiamo in un sistema di libero mercato e dobbiamo accettare tutte le conseguenze anche quelle patologiche, quelle che a noi danno fastidio, come ad esempio quello di considerare soltanto il denaro come valore fine a se stesso, e allora dobbiamo giocare al tavolo dei più ricchi dei più potenti mettendoci all'altezza del sistema neo liberale. 

Ciò significa liberalizzare tutto, significa non liberalizzare soltanto i taxi o le farmacie, ma dobbiamo liberalizzare la politica, liberalizzare la casta dei notai, liberalizzare la casta delle banche e delle assicurazioni, cioè chiunque può dare credito, chiunque può assicurare altri, quindi dobbiamo eliminare tutte le caste, non soltanto gli avvocati, i commercialisti e gli architetti, ma completamente tutto, e accettare la depravazione della regola del libero mercato, se vogliamo che il prodotto interno lordo cresca e che questo sia l'unico parametro sicuro, certo ed efficiente del sistema. 

L'altra soluzione è quello di non accettare che il libero mercato sia l'unica soluzione di questo mondo. Basta fare la politica che ha fatto Chàvez in Venezuela, basta procedere alle nazionalizzazioni delle banche, basta che il prodotto interno lordo di quel sistema cresca e non del sistema europeo. Anche, quindi, di un'Italia svincolata, per il momento, da un sistema europeo. Magari non dicendo di chiudere le frontiere, magari non uscendo completamente dall’Euro, ma anche dando una moneta in circolazione di secondo livello. 
Una moneta più debole che sia di interscambio privato all'interno di questo sistema. Di tutto questo nessuno discute, nessuno ha il desiderio di confrontarsi, di fare un dibattito nel paese, perché in questo momento la cosa più importante è: Renzi io vado a fare il leader, Bersani io voglio andare a fare il leader, Grillo io devo prendere 100% dei consensi, Berlusconi io devo aggiustare le cose mie perché sono già leader, sono già potente e ricco. 
Il panorama è completo di questa situazione. Certo non stiamo male,  stiamo molto peggio di quello che ci viene rappresentato, molto peggio di quello che può sembrare dal circo mediatico che ci è stato congegnato in questi giorni e la situazione non potrà che peggiorare. 

Dopo la tripla B a questo punto non rimane che ulteriori due passaggi, dopo di che diventeremo spazzatura, spazzatura per il mercato libero del sistema economico mondiale, spazzatura dal punto di vista sociale che la recessione economica implicherà necessariamente la recessione sociale, il conflitto sociale e a quel punto qualsiasi salvatore della patria come già avvenuto in momenti di economia di mercato splendente come prima Berlusconi e poi Grillo si affacceranno all'orizzonte a suonare i loro pifferi magici e le folle seguiranno. La storia ci ha insegnato che molte volte questi movimenti populisti si sono trasformati in movimenti reazionari, con la forza hanno garantito sempre i più ricchi e i più potenti. Rinnovare, cambiare, cambiano loro stessi per non far cambiare nulla. Siamo noi popolo che dobbiamo far cambiare le cose ed è per questo che il grido di allarme e di aiuto, nella quale è necessario cambiare le cose, inventando nuove politiche sociali a cominciare dalla Costituzione Italiana.

giovedì 14 marzo 2013

Corto circuito




La fine dei leader politici è alla fine, Bossi, Di Pietro, Fini, Casini, D’Alema, e prossimamente anche Berlusconi. Questa notizia che potrebbe sembrare eclatante, in realtà non fa altro che ripercorre quello che abbiamo sempre detto quello che la logica dei tempi moderni in realtà, rappresenta la fine dei partiti cosiddetti personali. Noi siamo andati dietro troppo a delle virtù carismatiche delle persone che avevano delle funzione leaderistiche, abbiamo abbandonato la cosiddetta partecipazione democratica. Il fatto che il singolo cittadino contribuisca, così come dice la Costituzione, alla vita politica del paese, questo può farlo sia da singolo sia nelle formazione sociali, dove si svolge la sua personalità. 
Così recita la nostra Costituzione, che di solito si svolge nei partiti politici, almeno questo è il sistema democratico che è stato inventato dai nostri costituenti, come in tutte le democrazie liberali occidentali e onestamente compiute e mature.
 
FRULLATO DEMOCRATICO
Sciaguratamente in Italia c'è stata una certa sovversione dell'ordinamento democratico, i partiti che dovevano essere le cinghie di trasmissione fra il cittadino e la sovranità popolare, ovvero le forme in cui si esercita la sovranità popolare, sono delle semplici associazioni non riconosciute e non è mai stata emessa una legge nonostante la Costituzione dica che devono avere uno statuto interno, prettamente democratico e debbano essere delle personalità giuridiche. Invece sono delle semplici associazione non riconosciute, così come una ONLUS, così come un singolo comitato o una fondazione che i cittadini possono liberamente fare per associare i loro pensieri, i loro patrimoni per degli scopi sociali, per delle cooperative. In realtà manca questa legge di riferimento e in questa lacuna normativa si inseriscono dei personaggi o dei loschi figuri proprio perché manca il controllo incrociato, manca il nostro controllo, manca il controllo dei singoli tesserati. 
Se io domani mattina inventassi un movimento politico, basterebbe avere il simbolo, mi autoproclamerei presidente e segretario nazionale di questo simbolo e poi a cascata riuscirei a creare i singoli tesserati, convincendo tutti quanti delle mie virtù carismatiche e delle mie funzione leaderistiche. 
Per un problema di semplificazione democratica la gente, i cittadini, i lavoratori hanno preferito per un certo momento non occuparsi della vita politica del paese, hanno rilasciato una delega in bianco, hanno individuato 2, 3, 4, 5 personaggi carismatici a secondo delle varie epoche storiche o anche uno solo come nell'ultimo periodo. 
Hanno pensato che con questa delega in bianco ci fosse qualcuno che risolvesse il loro problema. Il paese è molto complesso le situazioni sono estremamente complesse, ma possono essere risolte, purtroppo, con procedure altrettanto complesse, la semplificazione nella vita politica del paese non è ammissibile. Dove c'era una traversa, dove c'è una scorciatoia, dove c'è una sintesi si nascondono il più delle volte anche delle magagne, poiché dove vedete una faccia patinata, una cosa che viene rappresentata nel miglior modo possibile, proprio perché ha una funzione mediatica che deve essere accondiscendente nei confronti degli altri, non sollevare dei problemi e dei dubbi, ma manifestare delle certezze. E’ come se io dicessi questa è la verità e voi per una serie di quieto vivere per una serie di riserve mentali o di ipocrisia o di delega in bianco, perché non vi va di impegnarvi nell'ambito quotidiano nei problemi di tutti i giorni, creare delle problematiche, entrare nel dettaglio dei problemi, cercare la risoluzione complessa a questi problemi, date una delega in bianco a chi in quel momento vi ispira fiducia, ma chi in quel momento mi sta ispirando fiducia lo fa per coartare il vostro consenso. 

IL CONDOMINIO
Non tutti quelli che ci tolgono la cacca lo fanno perché ci vogliono bene. 
Non è che non dobbiamo avere fiducia nel prossimo, ci mancherebbe altro, anche perché oggi il maggior problema è proprio questa mancanza di fiducia. Ognuno di noi ha delle riserve nei confronti del prossimo, non si fida. ma come è possibile il seguente paradosso, che non ci fidiamo del vicino di casa, non ci fidiamo del nostro collaboratore, non ci fidiamo casomai anche di nostra moglie, poi alla fine però per una cosa talmente importante come la vita della Repubblica, come le regole di questa Repubblica, come il nostro futuro, il futuro dei nostri figli siano delegati in bianco a dei personaggi di cui non sappiamo assolutamente nulla, persone che vengono prese da un sacco in maniera misteriosa, che vengono portati ad essere classe dirigente di questo paese. Dobbiamo prima o dopo occuparci della cosa pubblica, perché una democrazia funziona soltanto se il singolo cittadino è cosciente, responsabile, fa delle scelte giuste, informate, consapevoli e insieme agli altri cerca di trovare la soluzione per semplificare. 
Immaginando che tutta la cosa pubblica, tutta la Repubblica si riduca in un condominio, in un singolo edificio, dove tutti i cittadini sono i singoli proprietari delle singole unità immobiliari, ognuno per un quoziente ognuno per dei millesimi. 

Ora è mai possibile che noi possiamo delegare solo il proprietario dell’attico, solo l'amministratore che abbiamo preso dall'esterno, abbiano la soluzione dei nostri problemi e contemporaneamente ci disinteressiamo completamente della vita condominiale. Oppure ce ne infischiamo che il condomino del piano più alto, nominato rappresentante dei condomini, abbia un rapporto esclusivo con l’amministratore, i quali senza controllo realizzeranno delle ruberie a loro vantaggio, se l'amministratore non è sottoposto quotidianamente a controllo da parte dell'assemblea. E’ normale che il proprietario dell'unità più grande farà il proprio interesse per pagare di meno di condominio rispetto agli altri, noi non possiamo delegare la gestione della cosa pubblica ad altri, siamo noi stessi che dovremmo essere parte attiva e dovremmo darci da fare per contribuire al funzionamento del condominio.
Trasliamo questo ragionamento dal condominio alla Repubblica. 

DEMOCRAZIA PERSONALIZZATA
Se noi ci lamentiamo che questa Repubblica fa male, che non risponde al nostro interesse, che la cosa pubblica in realtà non è pubblica, ma è privata, perché qualcuno pensa soltanto agli affaracci suoi, è colpa nostra, siamo noi che non stiamo controllando, siamo noi che abbiamo delegato in bianco qualcun altro a risolverci dei problemi. 
I problemi nella vita ci saranno sempre, solo che esistono sistemi che incentivano la soluzione e sistemi che si allontaneranno sicuramente dalla soluzione. Ognuno di noi è capacissimo nella vita privata ha risolversi il proprio problema, ha trovare una soluzione. Una propria soluzione!!!
Dobbiamo uscire da questo individualismo, da questo egoismo, da questo lavaggio del cervello che ci hanno fatto, dove ognuno si è auto generato, auto partorito la sua soluzione. Noi usciremo dai problemi soltanto se troveremo la soluzione e la soluzione non può essere che una soluzione collettiva, una soluzione condivisa. Ognuno di noi ha la sua posizione, ognuno di noi ha le sue esperienze, ha le sue capacità, ha il suo modo di pensare ha la sua di ideologia, noi dobbiamo trovare le forme di comunicazione di tutte queste persone e che fra di loro parlino, per trovare una sintesi di questi valori. 

DIVISI E UNITI
La Costituzione di questa Repubblica, è uno dei testi normativi più importanti e più belli che le democrazie occidentali abbiano mai fatto, ma perché è così bella? Perché ce l’ha data qualcuno sulla montagna o una autorità divina? Sono stati degli uomini, è stata l'Assemblea Costituente, dove c'erano tanti uomini.
Una Costituzione prodotta perché è stata la sintesi di tanti valori, tanti valori che erano addirittura contrastanti, discrepanti e conflittuali. Pensiamo alle forze politiche che hanno dato vita alla Costituzione, da un lato c’era la sinistra: 
  • il partito socialista 
  • il partito comunista 
  • il partito sardo d'azione
dall'alto c’erano le forze conservatrici: 
  • il partito liberale 
  • il partito popolare poi diventato democrazia cristiana 
  • c’era il partito repubblicano 
  • il partito liberale 
C'erano cattolici e comunisti, visioni contrastanti della vita e invece sono riusciti a trovare una condensato comune, una piattaforma comune di valori in uno stesso testo ed e' uscito fuori un testo bellissimo che tutte le università del mondo ci invidiano e studiano, proprio perché è il  condensato di quei valori e di un parlamento che sia fatto di tante sensibilità diverse, di tante capacità, in modo che fra di loro si incontrino e trovino la soluzione.
 
La stessa cosa come l’assemblea condominiale, anche i singoli condomini devono confrontarsi sulle scelte da fare, su bilancio, sulla riduzione dei costi e sugli investimenti e su che cosa fare. Solo attraverso l’incontro e il dialogo fra di loro riusciranno a trovare una soluzione confacente e la migliore in assoluto possibile. Non delegando ad un amministratore che viene dall’esterno come nel caso ad esempio del governo Monti. 


SOVRANITA' POPOLARE
Esso, ha trovato soluzioni soltanto per una parte del condominio. Troverà la sua soluzione, applicherà il suo modo di pensare, applicherà la sua filosofia, preferendo agevolare le banche e le società finanziarie e le compagnie di assicurazione, piuttosto che il popolo, compiendo delle scelte. La scelta l’ha fatta ad esempio sull’articolo 18, l'ha fatta sulla riforma del lavoro, l'ha fatta salvando le banche, l'ha fatta facendo ridurre il welfare nei confronti dei cittadini e aumentato il carico fiscale. 

Per i ceti medio bassi queste sono scelte politiche non scelte tecniche. Le scelte tecniche, si può definire tale, quando a parità di opzione politica si sceglie quella tecnicamente migliore in assoluto. Se io devo aumentare l’aliquota sulle famiglie che hanno un reddito inferiore a 35.000 € è una scelta politica, se devo andare a far la patrimoniale sui patrimoni grandi, superiore ad un milione di euro, è una scelta politica, non è una scelta tecnica e quindi queste scelte politiche devono essere fatte da governi politici.


Anche il passato/presente governo, non è un governo tecnico, è un governo politico. Il problema è che questo governo politico non l'ha nominato la democrazia, non è la sovranità popolare che è stata esercitata nelle forme e nei limiti stabiliti dalla Costituzione. C'è stato un momento di appannamento della vita  democratica, è andato in corto circuito il sistema. 
I partiti non hanno avuto la capacità di esprimere una democrazia, perché non sono ordinamenti democratici, ma sono partiti personali. Prendiamo ad esempio la Lega Nord. La Lega Nord è un partito che sembrerebbe più democratico degli altri perché più radicato sul territorio, però ha una caratteristica che è governata da un principe e la sua famiglia. Qualsiasi decisione potesse essere presa nei vari angoli della repubblica padana, in realtà però, poteva essere messo in discussione dalla famiglia e da Bossi stesso. Si rammenti il caso di Verona, del sindaco Tosi, che aveva intenzione di fare le liste alle sua candidatura al comune, ma ha avuto una serie di problemi per mettersi contro il potere della famiglia Bossi. Gli altri partiti sono ancora nella situazione peggiore perché non hanno neanche articolazione territoriale. Il PD ha solamente dei circoli che sono riuniti sulle carte e ci sono tesserati che non esistono. Il PDL addirittura non ha neanche dei circoli è nato con i circoli di Forza Italia solo che non ci sono i tesserati, ci sono solo dei sovvenzionatori, gente che paga una tessera ma che non si riunisce, non elabora delle linee politiche, perché la linea politica è stata affidata prima a Silvio Berlusconi, poi ad Angelino Alfano, che nessuno ha nominato, che nessuno ha eletto, è stato unto dal signore ed e' stato traghettato a fare il segretario nazionale del partito. Poi abbiamo SEL che è fatto soltanto da Nichi Vendola per il resto non esiste. L’Italia dei valori che è fatto solo da Di Pietro, con una piccola parentesi del partito di Ingroia e il resto non esiste. L’UDC che è fatto da Casini e il resto non esiste, FLI che è guidato da Fini e il resto non esiste. Allora se la situazione è la seguente, come pensiamo di poter essere in una democrazia. La realtà è che oggi la democrazia è in pericolo, ma è in pericolo non per colpa dei marziani, è in pericolo per colpa nostra, perché non abbiamo avuto la capacità di controllare l’amministratore di condominio, non andiamo alle assemblee di condominio e anche andando, non riusciamo a prendere decisioni giuste, perché non abbiamo un confronto democratico. 
Molte volte stiamo zitti, molte volte siamo in silenzio, molte volte ci disinteressiamo completamente della gestione della cosa pubblica. Noi abbiamo la necessità di fare una riforma culturale, abbiamo necessità di andare a parlare tra di noi, abbiamo necessità di luoghi di riunione, che questi siano i social network, che siano sezioni di partito, che siano organizzazioni di sindacato che siano altri tipi di formazione sociale. L’invito è che tutti i cittadini non devono isolarsi, non devono emarginarsi, in quanto il problema non potrà risolvere qualcuno più in alto di noi o qualcuno dotato di virtù carismatiche, perché la storia ha insegnato che quando è arrivato qualcuno con tali poteri i problemi non li ha risolti a noi, li ha risolti a se stesso. 
L’invito è che tutti i cittadini devono tornare a fare politica, non attività di partito del vecchio sistema dove uno si prende la tessera per avere indietro un favore, uno deve prendere una tessera per andare a partecipare attivamente nella propria opzione politica, nella propria posizione ideologica con la stessa legittimazione, perché da qualsiasi angolo di visuale si vede il problema in ogni caso c'è l'interesse a risolverlo, che questo sia di destra o di sinistra, o che sia di centro, l'importante è che ci sia attività politica, ci sia partecipazione da parte dei cittadini.

lunedì 18 febbraio 2013

Il dubbio


Con un personaggio di rilievo del genere, con un vasto pubblico pronto ad ascoltare e credere ciecamente ad ogni cosa che dice, è ritenuto pericoloso dai poteri forti che devono assicurarsi che non tutte le verità vengono spifferate.


Beppe Grillo è stato il migliore allievo di Giacinto Auriti, professore di economia, che denunciò pesantemente la truffa del Signoraggio, eppure il fu comico genovese parlò dello scandalo della moneta a debito solo in uno spettacolo risalente al 1998. Cosa può essere successo, perché non parla più della radice di tutti i mali, la creazione di denaro dal nulla. Andando a spulciare la carriera di Beppe Grillo, si può scoprire che negli ultimi anni la Casaleggio Associati ha assunto una società editrice del comico genovese.

La Casaleggio Associati nasce il 22 gennaio 2004 a Milano da 5 persone: Enrico Sasson, Gian Roberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich.
La mission ufficiale dell’azienda è di sviluppare una consulenza strategica di rete per le aziende e di realizzare rapporti sull’economia digitale. Nel loro sito ufficiale è pubblicato un video molto eloquente e allo stesso tempo allarmante: “PROMETEUS: IL FUTURO DEI MEDIA”, si tratta della visione futurista che i soci fondatori della Casaleggio hanno a livello di Media. 

La Casaleggio Associati sponsorizza, oltre al resto, ha sponsorizzato un video gioco chiamato “SECOND LIFE”. Un video gioco di ruolo destinato alla massa. Un intrattenimento virtuale che unisce giocatori di tutto il pianeta, tramite il proprio avatar, possono vivere una seconda vita, con un proprio conte corrente e relazioni amorose.

Perché (clicca qui PROMETEUS.) Prometeo è una figura della mitologia greca, titano, figlio di Giapeto e di Climene, che sottrae il fuoco, simbolo della luce, per riportarla agli uomini sulla terra. La strana coincidenza, per chi ci crede naturalmente, è lo stesso fuoco che ha portato Lucifero dal regno dei cieli. La Casaleggio, adottando il simbolo di Prometeo, non sarà sicuramente esoterica, ma è significativo che davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia una statua gigante di Prometeo, voluta proprio dal magnate in persona!

Ma ritorniamo ai soci fondatori della Casaleggio Associati, che secondo Marcello Pamio, dal sito finanzachiaro.it, afferma: "Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati , è necessario conoscere la Webegg Spa : un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia.

-Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg.
-Luca Eleuteri (socio Casaleggio) tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.
-Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg.
-Enrico Sasoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg
-Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e stranamente, organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano"

Su cinque soci della Casaleggio, ben quattro lavoravano per la Webegg Spa con incarichi molto prestigiosi e importanti! E poi cos’è successo? Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia).

Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana! Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati. Questo dato è molto interessante perché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese.

Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM). La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group,ecc. Tra queste, quella che più c’interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie che controllano il mondo!

E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo (nonostante le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno, ecc.) abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e/o petrolifero!

Tra le compagnie che detiene nel portafoglio la JP Morgan c’è anche la multinazionale Monsanto. Una compagnie che si occupa del settore alimentare che promuove cibi tipo OGM, dalle quali Grillo non parla mai dei probabili danni di questi alimenti, anzi definisce paranoico chi sostiene l’incontrario. Come definisce ossessionato Pascucci, suo mentore per i suoi spettacoli negli anni ’90 contro il Signoraggio Bancario. Grillo sa delle scie chimiche che attraversano il nostro paese, e non solo, questi strani fenomeni che si vedono nei cieli? E’ possibile pensare che tali scie non sono altro che inquinanti per le piantagioni, giustificando il ricorso della modificazione genetica, gli OGM per l’appunto? Il Grillo ambientalista, perché non ne parla, perché non fa una campagna d’informazione contro queste scie? Resta il dubbio se il fenomeno Grillo è anch’esso un prodotto nuovo da dare alle masse.

Il fenomeno Grillo l’ho abbiamo già vissuto, un reflusso, un ritorno ad una sorta di contestazione a tutto campo. Come non ricordare il fenomeno dell’uomo qualunque, il “Qualunquismo”. Un qualunquismo dell’immediato dopo guerra fu un fenomeno apparentabile al Grillismo. Un movimento anche lì, che faceva ad un personaggio eccentrico, Guglielmo Giannini, un giornalista brillante, spregiudicato nel linguaggio. Riuscì a sconvolgere, si inserì in un atmosfera che aveva bisogno di questi toni eclatanti, di quella retorica, che è ritornata con Grillo, piena di esagerazione, di parole grosse, di parole forti. Guglielmo Giannini, reintrodusse la parola zebedei, che sconvolse i nostri nonni ed i nostri padri, ma lui se ne giovò per polemizzare con i suoi oppositori. Il qualunquismo ai suoi tempi ebbe una affermazione che in qualche modo sembra annunciare quella che potrebbe avere Grillo alle prossime elezioni.

La simbiosi dei due personaggi è molto simile, trovando queste analogie in molti paesi, in cui un personaggio dilatato, esagerato viene fuori imponendosi. Si impone alla fantasia di elettori stanchi, usurati, delusi in momenti storici particolarmente difficili, come questo che stiamo attraversando, e come era nel ’46 in Italia dell’uomo qualunque.

Fatte le debite proporzioni il Messico ha avuto Pancio Villa, la Francia ha avuto Alfred Bougeard, gli Stati Uniti d’America hanno avuto Michael Moore, possono essere accostati a Beppe Grillo. Beppe Grillo è un personaggio abile, un capo popolo, un monologhista, una persona competente alla comunicazione. Conosce il popolo, conosce i punti deboli, conosce i momenti in cui affondare le proprie ragioni. Bravissimo, tramite la Casaleggio Associati, ad usare la tecnica digitale, mentre intorno abbiamo dei politici più portati alla pastorizia , giovandosi come un rivoluzionario di altri tempi che usavano i forconi. Grillo è il proprietario del movimento, usando il movimento come se fosse il suo vestito personale, il padrone di questa iniziativa politica.
Ora che cosa succederà a questo movimento a gestione padronale, non lo possiamo sapere, ma sappiamo sicuramente l’esperimento di Parma. Parma era una città desolata e distrutta dalle precedenti amministrazioni e questo cambiamento che si deve al M5S, ha aperto i cuori alla speranza, ma la speranza è lenta a muoversi, ed anche i grillini sono lenti, perché fino ad ora non è successo niente. Almeno i parmigiani si sono liberati di una gestione terrificante degli ultimi anni. La sfida che attende il movimento è quella di contrapporre il leaderismo e la democrazia, come scrive Pirgiorgio Corbetta su Panorama “Il leaderismo contiene un ambiguità di fondo nei confronti della democrazia: si pone come difensore della restituzione ai cittadini dello scettro della politica contro i traditori che se ne sono impossessati, ma nello stesso tempo scivola verso forme di leadership, carismatica che sono la negazione della democrazia.” Se il movimento non sarà in grado di risolvere la tematica, sarà un episodio che appare con forza, ma subito dopo si dissolverà.