mercoledì 4 settembre 2013

Tre perfide sorelle



Le agenzie di rating (AR) sono state al centro del dibattito dell'opinione pubblica fino alla fine del 2012, poi l'argomento è caduto nell'oblio. La ribalta delle AR è avvenuta in seguito al declassamento di ben 9 Stati dell'unione europea. Cosa sono queste AR come funzionano e che peso hanno sull'economia mondiale, come mai le loro valutazioni siano così importanti ed infine, fino a che punto i loro giudizi siano affidabili.

Queste agenzie altro non sono che degli organismi, i quali definiscono un punteggio relativo, o a degli Stati Sovrani o a società quotate in borsa, inerente alla loro capacità di solvibilità del proprio debito.

Questo dimostra che uno Stato o una società il debito lo crea vendendo dei titoli di stato nel primo caso, o delle azioni nel secondo nel mercato finanziario. In sostanza si fanno prestare dei soldi ai creditori promettendo loro la restituzione della somma prestata maggiorata degli interessi ad una determinata scadenza. 

In base a questo precetto è evidente che le agenzie di rating sono fondamentali sia per le società emittenti che per gli investitori, in quanto le stesse agenzie valutano il rischio che si corre acquistando titoli di stato o azioni societarie. Per le società emittenti, in quanto sulla base di valutazione ricevuta dalle agenzie di rating, possono fissare il prezzo delle proprie obbligazioni con il fine di piazzarle al meglio sul mercato finanziario. Per quanto riguarda gli investitori, le AR forniscono la fonte primaria da cui deriva l'informazione e dunque considerata più veritiera, più sicura all'acquisto dei titoli di società e stati

Le più considerevoli AR, fra tutte quelle che esistono nel mondo, sono principalmente tre: Moody's, Standard & Poor's e Fitch, ed hanno sede negli Stati Uniti, ma di origine anglosassone. Le AR attuano le loro valutazioni su una base di una scala stimando i titoli più sicuri con una AAA, contrariamente ai titoli più a rischio con una quotazione C o non classificato. 

La domanda che sorge spontanea, diceva Antonio Lubrano in una trasmissione della Rai "Mi manda Raitre" è: le valutazioni delle AR sono affidabili? Se sono affidabili fino a che punto?

E' facile ricordare il clamoroso caso della Lehman Brothers che pochi giorni prima del suo fallimento le AR valutavano le sue azioni un investimento più che sicuro. 

L’affidabilità del rating è andata, negli anni, progressivamente scemando, difatti il metodo di valutazione è cambiato. L’investitore prima di comprare un'azione di una determinata società, chiedeva la stima all'AR, pagando l'agenzia per il suo servizio. Negli anni '70 questo sistema è mutato, sono le società quotate in borsa a chiedere all'AR la propria quotazione pagando loro stesse la prestazione. E’ evidente che tale pratica crea un conflitto di interesse. Un altro punto preoccupante è che nel 1975 la SEC, l’equivalente USA della nostra Consob, a causa di una crescente perdita di fiducia nei confronti delle valutazioni che molte agenzie facevano, crea le NSRO, ovvero l'organizzazione di statistiche di rating, nazionalmente riconosciute. Visto che per essere una organizzazione statistica di rating riconosciuta bisognava avere dei requisiti, solamente pochissime sono state nazionalmente riconosciute deliberando un vero oligopolio, difficilmente scalfibile. 

Il conflitto d’interesse è reso particolarmente più acuto da una sorta di ricatto, in quanto le AR possono confezionare alle società che non vogliono una valutazione, non ricercandola non pagherebbero. Sicuramente è molto più probabile che una società che abbia richiesto il rating, quindi che paga, abbia una valutazione più positiva di una società che non gradisce la valutazione, cioè non paga.

L’ultimo grande problema che riguarda le AR, sono le consulenze che vengono chiamate “ancillari” ovvero più analisi che una società richiede e più è probabile ottenere una quotazione positiva. Sicuramente queste considerazioni sono solo ipotesi, tuttavia le riforme che erano necessarie dopo il crollo di Lehman Brothers e i giudizi delle AR, non sono state fatte.

La questione delle AR è estremamente complessa, di sicuro rimangono delle zone grigie in cui operano le agenzie, in considerazione che esiste una grande enfasi eccessiva sul ruolo di queste AR, hanno di fatto ad orientare le scelte degli investitori. Qualcuno prevedeva, dopo il declassamento dell’Italia, un innalzamento dello spread dei titoli italiani nei confronti di quelli tedeschi, cosa che non è avvenuta. Tecnicamente si dice che le agenzie stanno dietro la curva, in realtà stanno certificando quello che i mercati hanno già odorato. Quindi è chiaro che l’affidabilità di queste società non è un dato certificato, sarebbe auspicabile liberalizzare anche il campo delle AR per rendere i giudizi del rating più trasparenti, ma questo è una aspetto imposto e riservato soltanto ai Stati Sovrani.


Nel suo libro, John Perkins “I sicari dell’economia” ci descrive come un elite di professionisti, ben retribuiti, che ricevono la delega di comandare e trasformare l’economia dei paesi in via di sviluppo, in un continuo processo di indebitamento e di asservimento agli interessi delle multinazionali e dei governi più potenti del mondo. Uomini che lavorano dietro le quinte e sono i principali artefici dell’espansione di un impero che impone una struttura politica e sociale di loro gradimento. 
In dieci anni John Perkins è stato uno di loro, toccando con mano il lato più oscuro della globalizzazione in paesi come Indonesia, Ecuador, Panama, Arabia Saudita, prima di affrontare una graduale presa di coscienza che lo ha portato a farsi difensore dell’ecologia e dei diritti civili delle popolazioni sfruttate.

"SENZA UNA FORMAZIONE ED UNA PREPARAZIONE POLITICA, UN SOLDATO E' UN POTENZIALE CRIMINALE.........Il DEBITO è la nuova forma di COLONIALISMO, i vecchi colonizzatori si sono trasformati in TECNICI (vi ricorda qualcosa?) dell' aiuto umanitario, ma sarebbe meglio chiamarli tecnici dell'ASSASSINIO! Sono stati loro a proporci canali di finanziamento, i finanziatori dicendoci che erano le cose giuste da fare per far decollare lo sviluppo del nostro paese, la CRESCITA del nostro popolo ed il suo benessere... questi finanziatori ci sono stati consigliati addirittura raccomandati, c'hanno presentato pacchi di dossier e prospetti finanziari allettanti, erano elegantissimi quei dossier, ma ora ci ritroviamo indebitati per i prossimi 50, 60 anni cioè siamo stati convinti a compromettere i nostri popoli per i prossimi 50 anni e più..." Thomas Sankara


Nulla avviene casualmente, tutto è stato programmato compreso la crisi finanziaria, mettendo in una posiziona di forza il potere finanziario internazionale. Potere che piega i popoli in maniera vile e strisciante. L’ultimo ritrovato a servizio di queste multinazionali sono queste cosche che sono riuscite a mistificare un imbroglio a delle operazioni legali. Cosche che decidono i destini del mondo con le ormai famigerate AAA o BBB, tre sorelle, la faccia del sistema finanziario capaci di garantire montagne di titoli tossici e virulenti. Si tratta in parole povere, di un giro di profittatori e mascalzoni finanzieri dove si verificano casi ai confini della realtà finanziaria, come illustra Lannutti (presidente dell’ADUSBEF) 《La grande del rating S&P, che ha declassato l’Italia, ha una partecipazione nel fondo americano Black Rock, il quale a sua volta ha una partecipazione del 4% nel nazionariato di Unicredit, una notizia ignorata dai media nazionali. Ma come fa un AR, che dovrebbe essere super-super partes ad avere delle azioni in società?》

Chi c’è dietro a questo colosso che decide le sorti dei Stati Sovrani? Secondo Lannutti, nel suo libro “Bankster” (2010) si tratta di una sussidiaria internazionale della multinazionale McCrawHill Companies, con sede centrale a New York, gigante delle telecomunicazioni, della editoria, delle costruzioni e presente in quasi tutti i settori centrali economici.

Proprietaria fra gli altri di Business Week, nel 2005 presentava un fatturato di da 6 miliardi e profitti di 844 milioni di dollari.

Il presidente della McCrawHill è Arold McCraw Ill, membro del Board of Director della United Technology (multinazionale degli armamenti) e della Conoco Philips (petrolio ed energia). Tra i membri del Board of Director della McCrawHill, che decidono quindi anche della atttività della S&P, figurano sir Winfried Bishoff, presidente della City Group Europa e uomini di punta della Henry Schodrer Bank di Londra; Dougals N. Daft, presidente della Coca Cola; Ilde Ochoa Brillenmbourg responsabile capo Credit Union del FMI-World Bank; James H Ross della British Petroleum; Edward B. Rust Jr presidente della State Farme Insurance Company (colosso del settore assicurativo bancario e immobiliare; Sidney Taurel presidente della farmaceutica Eli Lylli. 

Le tre sorelle guadagnarono miliardi dando il massimo dei voti a titoli rischiosi, come la banca della Lehman Brothers. Moodys quadruplico i suoi profitti, tra il 2002 e il 2007. Le AR venivano ricompensate sulle basi di rating che davano, più triple A concedevano più erano alti i guadagni della società. Immaginate che due produttori di vino vadano da un sommelier per farsi giudicare la bontà del loro prodotto, a chi secondo voi la valutazione sarà più favorevole? .

Le AR avrebbero potuto interrompere la festa dei titoli tossici aumentando i standard di sicurezza come impone l’etica morale tagliando immediatamente il flusso di denaro nei mutuatari rischiosi, ma questa virtù nel campo economico e finanziario non esiste. Dopo lo scandalo della Lehman Brothers, gli uomini delle AR dissero che le valutazioni di rating sulle società erano soltanto una loro opinione, quindi non dovevano basarsi solo su di esse.

Deven Sharma della S&P "I nostri rating non valgono il valore
finanziario di un azione, la volatilità del prezzo o l'idoneità
dell'investimento"

Alexander Kockerbeck, capo analista di Moody’s per l’Italia fino al luglio del 2012. A detta di Kockerbeck, a partire dalla crisi del 2011 le agenzie di rating hanno deciso di dare un peso sempre crescente, nelle loro valutazioni, ad un fattore che potremmo definire “il nervosismo dei mercati”. Il ragionamento è il seguente: quando i mercati finanziari sono “nervosi” (per motivi anche diversi dalla situazione oggettiva dell’economia di un Paese), aumenta il rischio che quel Paese possa avere difficoltà a collocare i titoli del suo debito pubblico (il cosiddetto fund raising). L’aumento di questo rischio aumenta il rischio di insolvenza del Paese e quindi fa scattare il declassamento da parte dell’agenzia di rating. Questo approccio può determinare un “circolo vizioso” potenzialmente fatale, spiegato chiaramente dallo stesso analista: “Io mi metto davanti ad un investitore e gli dico: secondo me c’è il pericolo che voi non compriate più i Btp italiani, e siccome vedo questo rischio, allora declasso l’Italia di molti gradini. A quel punto gli investitori pensano: siccome l’Italia viene retrocessa, noi i Btp non li compriamo più… ecco la circolarità che può causare una spirale distruttiva.”. Ad onore della cronaca, Kockerbeck espresse a chiare lettere il suo totale disaccordo con questo approccio, ma fu messo in minoranza.



Per quale motivo si sono create tali condizioni politico-finanziarie nei confronti, quasi una soggezione, così umilianti per gli Stati Sovrani. E’ evidente che i giudizi delle tre perfide sorelle sono la conseguenza del disastro della crisi del debito pubblico, con la Germania ossessionata al risanamento delle casse pubbliche e che viene sostenuta dalle AR che orientano le decisioni dei mercati finanziari i quali continuano ad operare indisturbati nonostante la crisi che essi stessi hanno provocato. 
Stefano Sylos Labini nell’articolo “Rating e democrazia” nel sito syloslabini.info 《Siamo arrivati al paradosso che questi mercati, che poi non sono entità metafisiche ma grandi concentrazioni di potere, dopo essere stati salvati dall’intervento pubblico, si sono rivoltati contro gli Stati che costituiscono gli anelli più deboli della catena sabotando le politiche per il rilancio dell’economia. E così, mentre l’espansione del debito privato della fase precedente veniva assecondata senza battere ciglio, oggi la crescita del debito pubblico viene punita implacabilmente》.


Si parla spesso in ambienti più o meno noti o su piattaforme di social network di signoraggio bancario, tema che scatena una miriade di contrapposizioni, ma c’è un altro signoraggio che insindacabilmente ancora più subdolo e pericoloso, cioè il signoraggio intellettuale, politico e mercanteggiante, ovvero il diritto di una nazione di essere trattata secondo verità, il diritto di una nazione di essere proprietaria della propria immagine. 

Seppur indifendibile, è importante rilevare che Berlusconi, anch’egli facente parte della cupola finanziaria-mafiosa internazionale (rimanendo comunque un perdente rispetto alle lobby di potere, questo spiega la perseveranza dei continui attacchi mediatici della stampa estera), ogni tanto qualche verità la dice anche lui e cioè: l’Italia e tutti i paesi esteri, quando vengono valutati dalle AR, dovrebbero essere misurati in maniera più opportuna, sommando sia il debito pubblico che il debito privato che ogni nazione ha nel suo libretto.

Non si capisce il perché queste agenzie esaminano solo una parte del paziente malato, ciò nonostante, l’Italia secondo un articolo del ( qui WSJ) ha una somma debitoria (pubblico e privato) che compete addirittura con paesi come Danimarca, Inghilterra, Norvegia, Olanda, Germania, USA, Giappone. 

Per riuscire a capire il meccanismo della finanza occorrerebbe conoscere le regole della borsa, la quale si basa sulla vendita e gli acquisti di prodotti finanziari. Contrariamente al meccanismo dell’acquisto e la vendita di un oggetto, che anche venduto non perde il suo valore iniziale, anche se il negoziante ha applicato uno sconto, mentre in borsa avviene l’esatto contrario, nel momento stesso in cui si vende il prodotto finanziario perde di valore. Quindi giocando in questo modo le operazioni che ne conseguono sono completamente false ed il controllo dell’economia facilmente governabile dalle speculazioni. E’ palese che attraverso questo gioco si possono svalutare prodotti reali solo vendendo in borsa il suo titolo finanziario, per poi riacquistarlo ad un prezzo ancora più basso. 

Il sistema borsistico ammette di vendere, nelle sue regole perverse, anche allo scoperto, questo permette di vendere azioni che non si posseggono, riacquistandole tre giorni dopo. La speculazione in questo modo prolifera su tutta questa linea. 

A supporto di queste manovre fraudolente ed ingannevoli si inserisce anche la comunicazione ufficiale. Quando si sente di un crollo in borsa del 3%, un crollo vero dovrebbe essere del 80%, cioè nulla, anche perché il valore del 3% è un valore medio. Se in borsa un titolo ha un calo vuol dire che alcune sono scese del 20%, ma altre sono aumentate del 17%. Su questo gioco quando parte l’ordine da parte delle centrali finanziarie di far crollare l’economia, se l’economia è basata esclusivamente sulla finanza e non sulla produzione di beni reali, ai operatori finanziari di vendere sconquassano economicamente un intero paese. Con la collaborazione delle AR, i vertici della finanza mondiale possono controllare, con sistemi ricattatori, una nazione sovrana.

Tutta l’operazione potrebbe tradursi come gli ordini del capo mafia ai suoi picciotti, le AR ubbidiscono sistematicamente al potere finanziario internazionale centralizzato che comprende la city di Londra ed a Wall Street di New York.

E’ chiaro che il regime monetario, in cui siamo sommersi ed infettati, posssa manovrare e determinare a suo piacimento un crollo finanziario. L’Italia purtroppo è stata oggetto di questa speculazione, come l’ordine impartito di far vendere titoli italiani, nel 2011, dalle banche tedesche che detenevano una grossa fetta di debito pubblico italiano. 

La stessa operazione fu fatta da Ciampi, quando Ciampi permise la svalutazione delle industrie italiane tramite la privatizzazione delle stesse, con titoli a basso costo. Questo hanno fatto questi signori all’Italia ed al popolo italiano che ha memoria futura se li ricordino: Ciampi, Draghi, Andreatta, Prodi, Amato. 






venerdì 16 agosto 2013

Costituzione di carta



Fondamentalmente la gente conosce la verità. Non hanno a conoscenza i contorni delle diverse situazioni, delle diverse circostanze concrete, ma grosso modo tutti hanno la cognizione che non ce la fanno più ad arrivare a fine mese. Tutti hanno la cognizione che c'è qualcuno che è più furbo, che c'è qualcuno che mette le mani in pasta è che sicuramente non possono fare le stesse cose che fa lui. In sostanza però, queste circostanze, questi fatti che hanno generato questo stato di cose, non le vogliamo sentire perché, giustamente, siamo occupati a risolvere una serie di problemi; come sopravvivere, come pagare la scadenza delle bollette, Imu, Iva, Irpef.
Tutti questi ostacoli è molto meglio nasconderli, fare come gli struzzi, mettendo la testa sotto la sabbia. Tuttavia alla fine tutti i nodi vengono al pettine.

La situazione è estremamente grave e preoccupante, il nostro modello democratico ormai è da considerarsi completamente al tramonto. Il governo Letta che si è caratterizzato per non aver fatto nulla, perché nulla sta facendo sui temi economici, sui diritti effettivi dei cittadini, sull’assillo delle loro condizioni economiche, sulle condizioni di povertà. Nulla sta facendo, però si sta muovendo a testa bassa su quelle che sono chiamate le fantomatiche riforme costituzionali. Ci sarà un perchè se sono urgenti queste riforme. Innanzitutto, il governo Letta ha nominato un comitato di 35 saggi, precedentemente il Re Giorgio ne nominò 10, un amplificazione di saggi, in teoria in Italia esistono 45 saggi, in realtà non è così. La frase 《Beato quel popolo che può annoverare fra i suoi abitanti almeno un saggio》. In Italia ne abbiamo certificati 45, possiamo dire che il popolo italiano vince perché abbiamo molti più saggi di tutti gli altri popoli messi insieme.

Scorrendo i nominativi di questi 35 seggi c'è di tutto e di più, l’applicazione della spartizione partitocratica. C'è un tale Clementi, che potrebbe dire alla massa assolutamente nulla, giovanissimo, classe 71, famoso perché è stato testimonial di Renzi nella campagna per le primarie del PD, praticamente ce lo ha presentato, in realtà è stato il suo mentore. Quindi questo soggetto è in quota a Renzi, gli altri sono in quota al PD, in quota al terzo polo quindi Scelta Civica ed in quota al PDL, dividendosi i professori universitari, ognuno con la sua saggezza. Facendo scorrere questa lista vediamo che esistono dei casi stranissimi. Intanto c'è il presidente e componente della AGICOM, autorità garante delle comunicazioni, c'è il presidente dell'antitrust, ci sono una serie di professori, soprattutto pisani. La cosa che lascia un po' perplessi è perché di tutti questi professori universitari di Pisa, sarà la coincidenza che forse Letta è di Pisa, ma potrebbe essere soltanto una coincidenza; parecchi fiorentini, sarà perché forse Renzi è l'uomo nuovo del PD e quindi una gran parte di queste nominativi sono in quota a Renzi.

Poi ci sono come al solito Luiss e Bocconi, ad esempio c’è Rettore in quota a Monti, ciliegina sulla torta, c'è anche la fondazione San Paolo, in quota all’ex ministro Fornero.

Questi 35 saggi, sovvertendo l’art. 138 della Costituzione, dovrà riformare la Costituzione, questo è un atto eversivo, perché questo comitato non è previsto da nessuna legge. La cosa più grave è che Letta lo ha fatto con un decreto del Presidente del consiglio dei ministri, che rimane un atto amministrativo. Si deve sapere che nella gerarchia delle fonti vengono prima la Costituzione, poi la legge, infine gli atti amministrativi. E’ palese che quest’ultimo atto in realtà doveva servire per eseguire o attuare una legge, non capendo con quale autorità amministrativa, facendo una cosa straordinaria, nella forma e nella sostanza, quella di riformare la Costituzione.

Un atto eversivo e reazionario che dovrebbe essere sanzionato quantomeno di abuso di potere o di incostituzionalità. Un ulteriore gravità, commesso dal governo e da Re Giorgio, è nel disegno di legge costituzionale, questo invece è un progetto di legge del governo che verrà trasmesso alle camere. In questo disegno di legge viene stabilito che i lavori di questo comitato, che hanno tempo fino ad ottobre del 2013 dovrà essere consegnata a questa bicamerale, 20 deputati e 20 senatori. Ricevendo la delega effettiva a modificare gran parte della Costituzione:
  • forma di governo
  • forma dello stato
  • bicameralismo 
tutti atti straordinariamente importanti.

Da ottobre del 2013 fino febbraio del 2014, questa bicamerale si occuperà del lavoro fatto dal comitato dei saggi, raggiungerà un'ulteriore messa a punto grazie ai padrini politici che hanno messo questi deputati e questi senatori nella commissione bicamerale approdando, finalmente, nelle aule del parlamento. Il Parlamento avrà tempo fino ad ottobre del 2014, termine massimo stabilito dal cronoprogramma per andare a modificare completamente la Costituzione.

Ultima notazione è quella del referendum confermativo di queste riforme, se lo richiederà nei tre mesi successivi;

  • cinquecentomila cittadini italiani
  • 5 consigli regionali
  • un 1/5 dei membri di camera e senato

dovremmo fare il referendum per confermare o meno queste modifiche costituzionali.

La prima osservazione da fare è che il disegno di legge mi sembra incostituzionale, anche se l’approvazione venisse dalla stragrande maggioranza del Parlamento, in quanto non può andare contro i principi supremi della Costituzione. La Carta Costituzionale non è una Costituzione completamente modificabilie, è una Costituzione rigida, perchè alcuni principi non sono modificabili. Non è modificabile la forma repubblicana, mentre in realtà la delega è stata data, infischiandosene del rispetto costituzionale,  per riformare il tipo di Stato e il tipo di governo. La domanda da porre è 《Lo sanno o fanno finta di non saperlo》 paranoia più completa.
Questo governo che non ha un mandato chiaro ed effettivo da parte dei cittadini italiani, perché nessuno gli ha dato la delega di rivedere la Costituzione Italiana, un governo che è nato per accordi premeditati, nato per un esperimento in laboratorio, non avendo una maggioranza stabilita dagli elettori che hanno votato tre schieramenti completamente diversi. Tre forze politiche in assenza di comunicazione, dai quali ognuno cercava di essere il capo indiscusso della maggioranza assoluta in Parlamento. Adesso si sono unite per fare un governo. Questo governo addirittura sta andando oltre il mandato, creando un meccanismo di modifica della Costituzione. I principi supremi della forma repubblicana è un principio fondamentale, la rappresentanza democratica, non è modificabile.



Se qualcuno ritiene che possa essere votato il presidenzialismo o il semi presidenzialismo è in preda a convulsioni paranoiche, perché non è previsto dalla nostra Costituzione, non è leggittimo, la Sovranità appartiene al Popolo.

Il popolo esercita la Sovranità con la democrazia rappresentativa, non può eleggere un uomo solo alla guida, perchè occorre modificare completamente la Costituzione. La Corte Costituzionale, come più volte annunciato, che non si può modificare nel complessivo si può modificare un piccolo articolo, un piccolo comma, un piccolo dettaglio. L'operazione di andare a sovvertire completamente i connotati della Costituzione è un attentato alla Costituzione stessa, è un attentato all’integrità e al principio di unità della Costituzione Italiana. 

Un'attività sovversiva e quindi dovrebbe essere sanzionata, dall’altronde, pochissimi ne parlano, e nessuno però alla fine contesta. Perché le uniche persone che potrebbero contestare sono le persone che in teoria le sanno queste cose, quelle colte, quelle del mondo accademico, ma se sono pagate, il dubbio sorge.

Queste persone che dovrebbero essere libere, autonome ed indipendenti, libere di contestare e criticare tutte le scemate che vengono dette, ma se le stesse persone vengono pagate un minimo di conflitto d'interessi esiste.
Abbiamo commesso un errore grandissimo consentendo, tacitamente, l’introduzione del pareggio di bilancio, un atto violativo della Carta Costituzionale. Il principio del pareggio di bilancio porta con se una soffocazione del diritto al lavoro, del diritto alla salute, del diritto alla casa, del diritto alla pensione, del diritto alla vita dei cittadini: tutto questo non è più consentito.                                     

Siamo arrivati ad un assurdo paradosso e cioè, ci hanno tolto la speranza, hanno riempito il presente di angoscia e la tempesta ancora deve arrivare.


lunedì 24 giugno 2013

La grande voragine



Nel 1935 il primo ministro canadese diceva che se un paese perde la sovranità e il potere sulla propria valuta, non importa più chi fa le leggi. Sta a significare che una nazione possa nominare il migliore dei parlamenti possibili, ma se non ha il controllo della moneta, della valuta, dell'offerta di denaro e del tasso di interesse poco conta chi fa le leggi. Thomas Jefferson, uno dei grandi padri fondatori e presidente degli Stati Uniti d'America diceva che se le banche private emetteranno la propria valuta, il proprio denaro prima o poi la gente americana perderà la propria proprietà, i figli di queste persone perderanno la loro casa e si sveglieranno un giorno senza un tetto nel paese, nel continente conquistato dai loro padri. E' evidente e necessario che le nazioni, i popoli  riprendono il possesso la proprietà del denaro e la sovranità sulla moneta.

Nelle discussioni di tutti i giorni al bar, nell'ambiente di lavoro, a casa, per strada il tema è uno solo: ma come si esce da questa situazione, come è possibile che ancora questa fase possa trascinarsi oltre e fino a che grado potrà arrivare. A questa domanda occorrerebbe dare una risposta. E’ noto, purtroppo, che poche persone sono in grado oggi di darla questa risposta, ansi, le politiche messe in campo in questo periodo vanno totalmente, diametralmente all’opposto rispetto a quello che in realtà dovrebbe essere. 

Tutti i nostri problemi sono dovuti a un solo ed unico fattore che lo chiamiamo in maniera scaramantica debito pubblico. Il debito pubblico è diverso dal debito privato, ma è molto simile perché sempre un debito è. Facciamo finta per capire che noi stiamo parlando della nostra situazione economica familiare. Abbiamo un reddito che però non ci basta a coprire le spese ordinarie della vita, abbiamo bisogno di fare un ulteriore lavoro, però c'è un aggravante, nel frattempo nel corso degli anni abbiamo realizzato tanti di quei debiti che non riusciamo più neanche a pagare gli interessi. La stessa cosa funziona per lo Stato Italiano o per qualsiasi altro Stato. Il debito pubblico non è soltanto un debito che ha soltanto l'Italia, lo hanno tutti i paesi, e in molti paesi ce l'hanno di dimensioni e misura notevolmente superiore a quello dell'Italia. Basti pensare a quello degli Stati Uniti che è di 16 mila miliardi di dollari, significa 8 volte superiore a quello dell'Italia, ma anche quello tedesco, con una cifra di 2.200 miliardi, 200 miliardi superiore a quello italiano, o addirittura il Giappone 13.500 miliardi, cifre astronomiche. Perché lo Stato fa questi debiti, perché in realtà se deve fare delle spese e soldi in cassa non ne ha, promette di dare dei soldi ha scadenza ad un determinato tasso. Chi faceva questo nel nostro sistema precedentemente? la Banca d'Italia. Banca d'Italia, un ente pubblico che vigilava sulle banche che controllava offerte di denaro ed emetteva, su indicazione del ministero del tesoro, il titolo del debito. Era un sistema che chiameremo conflitto d'interessi. Come è formata la Banca d'Italia, il 95% ella Banca d'Italia è di proprietà delle banche private e il 5% dall'INPS, ovvero un po' del popolo italiano. 

La realtà oggettiva più importante è che il 30% della Banca d'Italia è detenuto dalla banca Intesa San Paolo e il 22% da Unicredit. Insieme questi due grandi banche hanno il 52%, ovvero la maggioranza assoluta della Banca d'Italia, cioè controllano la Banca d'Italia. Quale più grande conflitto d'interessi possa esistere se alla fine il controllore e il controllato sono la stessa persona. E' come se io avessi una legge e mi obbligassi a controllare me stesso, direi sempre che io sono immune da qualsiasi difetto, da qualsiasi commissione di reato o qualsiasi illecito disciplinare, da qualsiasi malefatta, mi assolverei ogni volta. E’ un altro che mi deve controllare, è un'altra persona, è un altro ente, un altra autorità. Di conseguenza la situazione che si è venuta a verificare mostra il grande paradosso successivo al secondo conflitto mondiale dove alla fine le banche centrali degli Stati sono in realtà delle proprietà private, non sono più istituzioni di diritto pubblico, o meglio dovrebbero essere istituti di diritto pubblico, ma in realtà non appartengono ai popoli, appartengono a società private e nella specie a banche che per mestiere emettono moneta, controllano la moneta, stabiliscono i tassi d'interesse a cui quella moneta che loro producono poi deve essere rimborsata, quindi un potere enorme.

Con la conseguenza che nulla importa più che fa le leggi, nulla importa più il parlamento, nulla importa più il popolo perché questo sistema è autoreferenziale, e' un sistema che si autoalimenta, è un sistema che viene diretto da qualcuno. Non è più la teoria del complotto, non è che dietro ci sia un complotto, purtroppo è una situazione che è legale. Nel 1981 la Banca d'Italia ha un altra alterazione. Mentre prima, tutto sommato veniva concertato con il ministro del tesoro l'offerta di denaro e il tasso di interesse, dal 1981 questo sistema viene svincolato, quindi la Banca d'Italia non risponde più al ministero del tesoro, non risponde più al governo che a sua volta non risponde più al parlamento che non risponde più al popolo italiano, vive di vita propria. Questa situazione va avanti fino al 1999, quando la Banca d'Italia insieme ad altre banche europee crea la banca centrale europea (BCE), che è la grande banca che adesso controlla il sistema monetario europeo avendo la facoltà di decidere quale sia la politica monetaria dei paesi europei influezando la vita di tutti i giorni i cittadini europei. 

Oggi però la banca centrale europea ha un solo ed unico mandato, quello di tenere il tasso di inflazione e non di emettere e stampare moneta quando ce ne sia bisogno. Nella storia, molto recente, negli ultimi 10 anni, abbiamo 3 buoni esempi di politiche governative tese concretamente verso le popolazioni amministrate, sono l'Islanda, l'Argentina e l'Ecuador. Questi tre paesi hanno deciso a un certo punto che dovevano andare a verificare come si era creato il debito pubblico, perché il debito pubblico fisiologico c'è stato in Italia fino al 1981, ovvero erano partite di giro corrente: non ho soldi in cassa emetto un po' di titoli, mi faccio prestare soldi dai privati o da altre strutture finanziarie pubbliche o estere e vado avanti, ma tutto nella fisiologia delle cose. Dal 1981 questa cosa ha eventi dirompenti perché il debito pubblico comincia a radddoppiare, ma a radoppiare soprattutto per il cambiamento dei tassi, un cambiamento dei tassi deciso totalmente dai mercati. Chi sono i mercati? I mercati non è il popolo italiano, non è l'economia reale, i mercati li controllano pochi soggetti internazionali che stabiliscono quali sono le regole, quali siano i comportamenti da avere nella finanza, dove indirizzare le folle, è quello che viene chiamato il parco buoi: farla andare da una parte, farla andare dall'altra, far crollare le borse e farle aumentare, far scoppiare le bolle speculative, sono tutte azioni dirette, controllate da pochissimi soggetti. Soggetti che sanno benissimo i meccanismi per controllare i mezzi di informazione diffondendo le notizie vere e false a seconda la loro convenienza.


Nella fisiologia tutto è possibile, lo Stato può emettere titoli, può anche emettere denaro per ripagare quei titoli, creando anche un pò di inflazione monetaria, ma alla fine non è che cambierebbe molto. Sicuramente molto meglio che affamare e affossare definitivamente le popolazioni, di creare questo trasferimento di ricchezza dai tanti hai i pochi.


Sono tutte le politiche messe in atto negli anni '90 che vanno sotto il nome di privatizzazione. Si è convinti che il bilancio dello stato debba essere gestito in maniera razionale, il che non sta a significare che non vanno eliminate le spese superflue, che i costi della politica sono eccessivi, che alla fine qualcosa bisogna fare per operare in una maniera da buon ragioniere o da un buon padre di famiglia, ma l'unico valore non può essere come quello che oggi è in vigore in Italia che è il pareggio di bilancio. Perchè alla luce di questo dogma tutti i diritti, tutte le facoltà, tutte le libertà individualI invece hanno un grado inferiore, in quanto se il bilancio non lo consente noi chiudiamo gli ospedali, se il bilancio non lo consente chiudiamo i tribunali, se il bilancio non lo consente noi chiudiamo le scuole, alla fine non diamo lavoro, alla fine non creiamo opportunità per i nostri giovani, tutto per questioni politiche monetarie frutto di opinioni monetarie, che sono totalmente sbagliate. Si citava precedentemente ad esempio questi tre paesi Ecuador, Islanda ed Argentina non sono fuoriusciti dalla comunità internazionale alla fine hanno vinto, vivono in una maniera decente, la loro popolazione non hanno i problemi che hanno oggi le popolazioni europee. Questo sta a significare che si possono fare politiche completamente diverse rispetto a quelle che oggi sono state messe in campo da governi che poco hanno a che fare con la sensibilità, con la cultura, con le idee, con i valori delle popolazioni che amministrano, vivono soltanto delle loro congetture personali, nelle migliore delle ipotesi possibili, nella peggiore delle ipotesi invece stanno facendo qualcosa di astuto, cinico e forse truffaldino.

La ragione è molto semplice, garantiscono soltanto alcuni, mentre in realtà se la prendono soltanto con i pochi. Si può fare  una cosa simile all'Ecuador, simile all'Argentina, simile all'Islanda, si possono adottare delle politiche completamente diverse, nuove, innovative. Una sarebbe quella di uscire fuori dall'area EURO, andare nella LIRA, cominciare a stampare lire, andare a pagare i titoli del debito pubblico stampando moneta, perchè lo Stato ne ha facoltà. Questo sarebbe un evento dirompente, come se fosse una rivoluzione, invece di andarla a fare con lacrime e sangue con rivolte e morti, si può farlo anche dal punto di vista finanziario. Questa è una delle soluzioni, ma ce ne sono tante altre che si potrebbero avviare. Il debito pubblico italiano è composto dal 46% di titoli che ha in mano la Banca d'Italia o altre banche italiane, lo Stato potrebbe andare a nazionalizzare le banche ed avere una grandissima partita di giro; tanto ti devo, tanto mi devi con la conseguenza che sparisce il 46% del debito. Un altro 10% ce l'hanno i privati, i privati italiani. Non parlo della vecchietta o del pensionato che hanno 5.000€ di Bot o i 10.000€ di Btp, io parlo delle grandi ricchezze finanzierie che sono in mano a pochissime persone.

Io vorrei sapere chi sono e vorrei saperle, perchè vorrei andare ad indagare se queste persone nella loro dichiarazione dei redditi hanno dei volumi tali che gli consentono di avere questo stock di debito pubblico, con la seguente domanda: se una persona ha 150.000€ di Bot e non ha mai presentato dichiarazione dei redditi è illegittimo o leggittimo che lo Stato ti paga gli interessi, è illegittimo o leggittimo se lo Stato non ti restituisca più il capitale. Chi muove oggi le grandi risorse finanziarie e le grande ricchezze, poteri occulti, famiglie mafiose, poteri 'ndranghetisti, con un ulteriore domanda: vorrei sapere se alcuni possessori del debito pubblico italiano siano intestazione fittizia di persone di beni a privati che si prestano ad avere la faccia pulita di questi apparati, o siano addirittura loro stesse che possono essere titolari di questi titoli. Se mai fosse, io Stato decido che questi soldi non li restituisco più, procedendo alla confisca. 


Rimane soltanto il debito pubblico vero. Una percentuale di debito del 40% in mano a finanziatori esteri, bisogna vedere però se sono banche estere o se sono privati risparmiatori esteri. Perchè se mai fosse che questo 40% fosse in mano a banche estere, sta a significare così come successo per i privati italiani, che sono state vittime di strozzo da parte delle banche per il sistema che si chiama anatocismo, cioè di interesse su interessi che sono diventati a loro volta capitali. Però se l'anotocismo oggi è vietato nel nostro sistema alle banche italiane nei confronti dei privati, deve essere vietato a maggior ragione quando il soggetto passivo è lo Stato. Lo Stato non può legittimare una prassi che è ingiusta, illecita oltre che essere immorale, il capitale è il capitale, gli interessi sono interessi e gli interessi non possono produrre a loro volta interessi. Il debito pubblico a questo punto si sgonfia, non andiamo dietro alle panzane che il debito pubblico sia colpa soltanto di qualche deputato e di qualche senatore che sono nani e ballerine, ignoranti, superficiali e pressapochisti, ma non perché sono tutti dei malviventi, alcuni rubano, ma per quanto possano rubare non posso aver fatto questa grandissima voragine. Questo sistema va indubbiamente riformato dalle origini, il debito pubblico è pertanto una grandissima illusione, una grandissima bufala.











domenica 2 giugno 2013

Due Italie



Esistono due Italie parallele, l’Italia di quelli che non lavorano e quelli che lavorano sono sotto pagati, contrariamente l’Italia dei manager dei dirigenti che sono troppo pagati. Una differenza fra queste due Italie, due mondi sempre più distanti.

Maurizio Crozza nella puntata del 21 maggio 2013 a Ballarò diceva: “ …..ecco, io non so se esistono due mondi paralleli, ma di sicuro esistono due Italie parallele. C’è quella degli operai e impiegati fra i meno pagati d’Europa, li paghiamo così poco che agli operai della Chrisler di Detroit, Marchionni ha detto: o firmate il contratto o sposto la produzione a Torino. Poi c’è l’altra Italia, quella dei manager pubblici più pagati della galassia. L’Italia è come quei treni che alla stazione Termini, fateci caso sullo stesso marciapiede, da un lato dal Freccia Rossa scendono i modelli di Armani con trolley, dall’altro sul locale da Viterbo, scendono il popolo di Mosè dopo 40 anni a piedi nel deserto”.

La forbice della disuguaglianza sociale in Italia si è sempre più allargata in modo smisurato negli ultimi anni. Il salario medio accumulato in quattro anni da un lavoratore dipendente è oggi a 104.000€ lordi. Nello stesso periodo, di quattro anni, il compenso dei top manager italiani a raggiunto la bellezza di 17.304.000€ lordi, con una differenza di 17.200.000€ in quattro anni. Una forbice che ha dell’incredibile se lo paragoniamo agli anni ’70, con un rapporto dei salari dei dipendenti e il compenso dei manager era di 1 a 20, venti volte superiore, nel 2012 il rapporto è arrivato 1 a 163. Un manager guadagna 163 volte più di un suo dipendente operaio. Rapporto del sindacato del credito della CGIL nell’anno 2012. La statistica del sito aggiunge che la paga dell’operaio e dell’impiegato in 7 anni è aumentata solo dello 0,5% rispetto al tasso d’inflazione, mentre il compenso dei top manager è aumentato invece del 23%. http://www.fisac-cgil.it/.

Cifre che sono impressionanti in quanto dimostrano una forbice di disuguaglianza troppo ampia, si nota nell’articolo che i 7 amministratori delegati delle 7 maggiori aziende romane hanno percepito uno stipendio nell’anno 2012 quanto 864 lavoratori dipendenti e quanto 1.728 lavoratori a contratto di collaborazione, soprattutto giovani. Il lavoro in questi anni, contrariamente ai principi della Costituzione, è sceso nella considerazione generale della società, il lavoro vale di meno sia in termini culturali sia in termini economici e sociali, un riduzione della dignità dentro il mondo del lavoro. Ci sono 100 uomini d'oro che guadagnano quasi 400.000.000 € l'anno, molti dei quali, un ingiustizia sulle ingiustizie, dirigono aziende che hanno i bilanci in rosso. Se fossero dei premi, dei bonus per un attività positiva con profitto, qualche giustificazione in più ci sarebbe, ma il problema è che molti di essi hanno dimostrato di non essere capaci di gestire le loro aziende. E' necessario quindi di riprendere la questione retributiva e salariale, anche perché pur avendo un lavoro oggi si rischia di essere poveri.

La disparità è talmente forte perché nel nostro paese la questione della disuguaglianza non riesce ad entrare nell'agenda politica, nessuno negli ultimi venti anni si è preoccupato del fatto che non si poteva sostenere un livello di disuguaglianza così grande, anzi sono state messe in campo diverse iniziative che l'hanno maggiormente aumentata, siamo arrivati al paradosso che vengono premiati manager che sono del tutto incapaci. Invece negli ultimi chi ha subito le maggiori difficoltà, a prescindere da questa enorme disuguaglianza delle retribuzioni, sono sempre i più poveri. I dati dell'Istat rilevano che l'andamento dell'inflazione negli ultimi anni ha mostrato che l'aumento del costo dei beni di consumo ha inciso molto di più sui redditi bassi, incidendo sugli alimentari, sul costo dell'energia elettrica, per cui oltre al fatto che si è aperto il divario sui compensi, anche il divario sul costo del sopravvivere ha inciso di più sui poveri.

In Italia, nel tempo, è saltato il sistema sociale per garantire a tutti i cittadini la fruizione dei servizi sociali indispensabili, è saltato la remunerazione del lavoro, il monte complessivo dei salari e degli stipendi è sceso per la crisi finanziaria, per la sotto occupazione, per la disoccupazione e la inevitabile precarietà abbastanza diffusa. In alri paesi europei meno indebitati di noi, un welfare per quanto imperfetto in qualche misura riesce ancora a reggere. Si pensi all'esistenza del reddito minimo che in Italia non esiste, oggi se una persona perde il lavoro è davvero drammatico, non riesce più a raggiungere quel livello di dignità previsto dalla Costituzione. Il nostro sistema sociale va rivisto proprio sul piano del walfare. Quanto più il nostro stipendio è basso oggi, con il metodo contributivo, la nostra pensione nel futuro sarà ancora più bassa. E' evidente che il sistema messo in atto dalle nuove politiche di austerità stanno producendo oggi poveri, ma sta creando nuove generazioni di poveri.

Un sistema dove non si salva nessuno, la crisi colpisce tutto presente e futuro, soprattutto i giovani che si vedono negare il loro avvenire. Il problema della disoccupazione giovanile che ormai è un fenomeno europeo, che in Italia è particolarmente acuto, tanto più che in Italia essendoci un welfare che non solo è crollato, ma già non era molto efficace prima, in gran parte il sostegno è affidato alle risorse familiari. Quello che si riscontra in questi ultimi anni è che il welfare familiare ha tenuto, ma con la crisi che stiamo attraversando, potraendosi ancora pere molto, il welfare familiare italiano sta tenendo sempre di meno. Le retribuzioni stanno quasi scomparendo, i giovani non riescono ad entrare nel mondo del lavoro, i risparmi si asciugano e la famiglia non può più distribuire, senza che fuori ci sia nulla.

C' è necessita di mettere in campo misure per agevolare le aziende, dare ossigeno ai lavoratori, alle famiglie ed anche alle piccole imprese, agli artigiani, creando una spirale positiva stimolando il consumo, su cui sta arrivando la mannaia dell'IVA. Imposta dell'IVA che dovrebbe essere diminuita ed essere più equa per la riduzione dell'IMU, perché quello che sta succedendo che di nuovo daremo dei soldi ai più ricchi e li toglieremo ai più poveri. Due Italie sempre più distanti.



L'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero non perde le buone abitudini. Nel mirino delle sue parole ci sono sempre i lavoratori italiani che questa volta definisce come "poco produttivi e troppo costosi". In sintesi la Fornero elegantemente accusa gli italiani di essere "lavativi" e di pretendere salari elevati. Peccato che milioni di suoi connazionali lavorano dieci ore al giorno pern 600-800 euro al mese. Lei comunque con la sua busta paga da docente universitario costa abbastanza e con lei anche sua figlia che come "mamma" ha intrapreso la carriera accademica.


L'ex ministro torna a farsi sentire con un'intervista a Class Tv. Così dopo aver chiamato i giovani "choosy", ovvero con poco spirito di adattamento, dopo aver consigliato a tutti di "tornare a lavorare la terra" ora è giunto il momento di essere tacciati come "scansafatiche". La sua riforma che avrebbe dovuto incentivare l'occupazione è stato un flop clamoroso. E ora anche lei si rende conto che quella riforma forse va rivista, come ha già annunciato il nuovo ministro del lavoro Giovannini: "Sono d’accordo con il ministro Giovannini che vada modificata, nessuna norma nasce perfetta, si fanno esperimenti". Se poi gli esperimenti sono sulla pelle degli italiani alla Fornero poco importa. 

Lei non rinnega la sua esperienza di governo e prova un pò di nostalgia: "Nonostante il grande carico di sofferenza sento ancora l’orgoglio di essere appartenuta al governo Monti, Era facile criticare un governo senza appartenenza politica, Mario Monti era molto impegnato come tutti noi. Abbiamo scontato nel nostro operato assenza di risorse e credo che anche l’attuale governo avrà i medesimi problemi". 

Intanto in dote al nuovo governo la Fornero ha lasciato la grana esodati. Anche su questo punto l'ex ministro pensa di non avere colpe: "Abbiamo salvaguardato 130 mila esodati, su tutti gli altri non mi posso esprimere, spero che il nuovo governo trovi la copertura finanziaria". Poi sempre sugli esodati attacca l'Inps: "L’istituto non ha alcun diritto di rispondere in modo soggettivo su questo tema. Se una persona è stata riconosciuta come salvaguardata non c’è nessuno, nemmeno ai vertici, che possa dare un’opinione diversa. Se non si adegua ritengo debbano esserci delle sanzioni".

domenica 26 maggio 2013

Muffa fangosa



Lo scontro tra l’impero Britannico e gli alleati di Lyndon LaRouche continua a crescere; su come puntellare questo defunto sistema finanziario se con continui salvataggi, se abbassando i tassi di sconto e fornendo pacchetti di “stimolo economico”, oppure se sottoporre questo sistema ad una procedura di riorganizzazione per bancarotta ed istituire la (clicca) Nuova Bretton Woods proposta da Lyndon LaRouche. Una proposta che coinvolgerebbe un accordo di Russia, Cina, India e gli Stati Uniti.

In Italia questo scontro ha raggiunto un punto di rottura a seguito dell’intervento di Lyndon LaRouche al Parlamento Europeo a Strasburgo alla fine del 2008, il quale affermava, sottolineando, l’assoluta follia della recente mossa delle banche centrali sia negli Stati Uniti sia in Europa con cui abbassare i tassi di sconto e spianare la strada all’iperinflazione e l’importanza di adottare la sua politica con cui riorganizzare la bancarotta e creare un sistema internazionale di credito a cambi fissi tra le monete nazionali. 

All’ECOFIN di Parigi, summit inaugurato dal governatore della Banca d’Italia, nonché dal Financial Stability Forum, Mario Draghi, il ministro italiano dell’economia Giulio Tremonti ha esordito facendo eco a LaRouche attaccando il Financial Stability Forum (FSF) per avere promosso e aver ulteriormente aggravato la crisi finanziaria.
Tremonti ha criticato la riduzione dei tassi della Riserva Federale al valore di 0% e ha definito folle l’ascoltare coloro che come Draghi e il FSF nulla hanno capito della crisi.

In relazione alla crisi finanziaria Tremonti ha detto: “E’ demenziale stare ad ascoltare e prendere lezioni da chi non ha capito nulla o ha capito molto e ha sbagliato tutto”

L’FSF era diretto da Gordon Brown per cercare di salvare il sistema finanziario monetario in bancarotta. Nel 1999 su suggerimento di Gordon Brown, Mario Draghi fu nominato presidente del FSF. Il Financial Stability Forum fu creato dai Britannici dopo il crac, avvenuto nel 1998 dal fondo chiamato Long Term Capital Management al fine di impedire, usando un’espressione dell’ex presidente Clinton, la realizzazione di una “nuova architettura finanziaria”, cioè la nuova Betton Wroods di Lyndon LaRouche.

Il FSF in verità non è altro che uno strumento di controllo britannico del sistema delle banche centrali. Il quartier generale dell’ FSF è a Basilea nell’ufficio della banca per i regolamenti internazionali, la banca centrale delle banche centrali creata nel 1930 dallo stesso Impero Britannico. Essa è così famigerata che il governo americano avrebbe voluto abolirla nel corso degli accordi di Bretton Woods a causa dell’aiuto da essa prestato ai nazisti. Ora, l’attacco di Tremonti aveva polarizzato interamente il mondo politico italiano, con i britannici in contro attacco usando alcuni schemi geopolitici per sbarazzarsi di Tremonti.

Hitler e le industrie americane


I circoli finanziari sostenuti da Londra e raccolti intorno a Mario Draghi hanno da subito condotto un’intensa campagna diffamatoria, mediatica e politica, che include un appello al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi affinché licenziasse Tremonti. 

Nel 1994, con l’assunzione di Draghi a presidente del comitato delle privatizzazioni, ottenne la privatizzazione e la deregolamentazione di tutte le industrie produttive e di tutte le infrastrutture italiane, sottomettendo l’Italia ai capricci del libero mercato. Tuttavia l’Italia non fu l’unico bersaglio: lo scopo era la distruzione delle sovranità nazionali in tutta Europa. Impegnate a tale destinazione, questa fazione tenne un incontro nel giugno 1992 a bordo dello yacht, della regina Elisabetta, il Britannia, al largo delle coste di Civitavecchia, in compagnia di banchieri, londinesi ed europei, di speculatori sulle valute nazionali, come il ben noto George Soros e dirigenti delle aziende dello Stato Italiano. Complottarono sulla distruzione del sistema monetario europeo e la privatizzazione delle industrie e delle ricchezze italiane.

In qualità di direttore generale del ministero del tesoro, Draghi introdusse quell’incontro indicando nel sistema politico italiano l’ostacolo delle riforme economiche proposte. Dopo quell’incontro, George Soros e soci condussero un imponente speculazione valutaria ai danni della lira italiana, ai danni della sterlina inglese, ai danni del franco francese e delle altre monete europee, riuscendo infine a forzare la svalutazione del 30% della lira, che non soltanto distrusse la valuta nazionale, ma comportò l’uscita dal Sistema Monetario Europeo facendolo collassare, spianando la strada all’Euro. Analogamente Antonio Di Pietro, in collaborazione con Transparency International, si fece strumento con l’operazione Mani Pulite contro il governo italiano, usando come pretesto la corruzione e le inchieste sulle tangenti tra imprenditori e politici della distruzione di tutto il sistema politico italiano.
Questa operazione fece si che tutti i partiti politici, fondatori della Repubblica Italiana, che ne avevano scritto la Costituzione e che avevano combattuto il sistema del libero mercato e della globalizzazione, fossero estromessi dal Parlamento Italiano.

Altri membri della fazione del Britannia hanno lavorato sull’introduzione dell’euro e all’eliminazione in Europa delle sovranità nazionali. Tra questi c’è Alberto Giovannini presidente della Giovannini Group presso la Commissione Europea, il quale non soltanto lavorò alla transizione all’Euro, ma fu anche un dirigente dell’LTCM durante la crisi del 1998. Vi è poi Alberto Alesina, che ha plasmato l’ideologia della fazione separatista attiva in Belgio. Questa è dai primi anni novanta, la fazione di ispirazione britannica che ha promosso la globalizzazione e la speculazione finanziaria, sta affossando l’industria e ogni capacità produttiva dell’Europa, facendo collassare i livelli di vita della sua popolazione, e ha condotto e finanziato gran parte delle operazioni di destabilizzazione e terrorismo mediatico all’interno dell’Unione Europea.

Non sono fedeli ad alcuna nazione ne dediti alla promozione del Bene Comune dei popoli; sono invece parte della “muffa fangosa” dell’oligarchia internazionale che sta gestendo il sistema economico in fallimento. Così quando parliamo della fazione attorno a Mario Draghi, si parla delle politiche della “Nuova Bretton Woods” di Gordon Brown, mirate sostanzialmente a salvare il sistema, eliminare le nazione sovrane, consolidando il pieno controllo degli istituti bancari e di regolamentazione a livello mondiale. 

















martedì 14 maggio 2013

L'appapazzamento

I 10 saggi hanno finalmente terminato il loro lavoro, siamo tutti contenti, abbiamo da gioire, da giubilare perché finalmente l'Italia ha una speranza, ha una chance, ha un futuro. Perché i 10 saggi hanno consegnato la relazione al Presidente della Repubblica e siamo tutti soddisfatti perché sappiamo qual’è il percosso e dove dobbiamo andare, abbiamo le coordinate esatte dei parametri di riferimento. La realtà invece è un'altra.


La prima osservazione da considerare è perché il presidente Napolitano ha chiamato questi dieci saggi, dove non è disegnato e previsto da nessuna parte dalla Costituzione, con un sistema che potremo dire di eversione dell'ordine democratico e dall’ordine costituzionale. 

10 saggi che assomigliano moltissimo al collegio dei salmi della serenissima repubblica di Venezia del 1300 oppure alle monarchie illuminate in cui la storia ci ha abituato. 

Quando c’era un monarca assoluto per far vedere che era illuminato chiamava dei saggi che lo consigliavano delle cose che doveva fare. 

Bisogna fare una riflessione su una pregiudiziale: come lì ha scelti il Presidente della Repubblica questi 10 saggi? In questo paese che è singolare, bizzarro che potremmo definire una non Repubblica democratica, esiste un albo per tutte le cose, esistono albi per gli avvocati, per i geometri, per gli architetti, dentisti, psicologi e addirittura per gli impiantisti delle caldaie, per i meccanici degli autoveicoli, con tutto ciò non esiste l'albo dei saggi. 

Com'è possibile che per le cose importanti non ci sia un sistema di selezione, mentre per le cose del popolo, per le cose poco importanti invece ci sia una serie di barriere all’accesso e all'ingresso delle professioni o nei lavori. 

In realtà le cose importanti sono ad appannaggio di pochi e non di tutti, devono essere soltanto i soliti nomi, i soliti noti, i soliti amici degli amici che possono concorrere a determinate postazioni, tutti gli altri devono litigare devono lottare per le lenticchie del pane quotidiano, questa è la situazione che si è verificata. 

La saggezza intanto non è di questo mondo, ma quei pochi esempi illuminanti che abbiamo nella storia come Confucio, come Buddha, come Gandhi sono passati alla storia proprio perché erano singolarità, particolarità, erano delle persone uniche nel loro genere. L'Italia è un paese importantissimo, perché, di saggi né ha 10, addirittura forse né ha anche di più di 10, in quanto ha avuto la facoltà di scegliere tra tanti saggi. 

Una Repubblica che ha un grande futuro, un grande avvenire, dobbiamo essere contenti perché ne abbiamo da buttare di saggezza. 

Tutta questa situazione è infarcita di banalità, di bestialità; banalità e bestialità a iosa. 


Innanzitutto questa circostanza si apre con una serie di punti caldi, come un monito, come un avvertimento: caro Presidente, caro governo, caro parlamento, caro popolo italiano il problema principale dell’Italia, in questo momento, è il lavoro. Ci volevano 10 saggi per capirlo? 

Dicono che esistono tre milioni di disoccupati, calcolo assolutamente falso, perché i disoccupati sono notevolmente di più. 3 milioni sono le persone che sono iscritte nelle liste di collocamento, sono i disoccupati cronici, strutturali, quelli che hanno fatto domanda nei centri per l'impiego. 



In realtà la vera disoccupazione è data dalla differenza fra la popolazione attiva, cioè quelle persone che sono comprese fra i 18 e 65 anni che hanno la capacità efficiente di poter lavorare, in Italia sono ben 37 milioni e gli occupati reali che sono 23 milioni, quindi disoccupati effettivi di questo paese sono ben 14 milioni di cittadini, non i 3 che propagandano. Tutti questi dati sono chiaramente truccati perché la gente non deve sapere, non deve conoscere, non deve avere gli elementi giusti di valutazione, perché altrimenti diventa un pericolo. Diventa un pericolo perché comincia ad usare il cervello, comincia a capire che il problema è grave, comincia ha volere delle soluzioni reali e non delle pezze che loro stanno mettendo. Altre banalità: la legge elettorale è una porcata, è incostituzionale. Se ne sono accorti adesso che la legge elettorale è incostituzionale? Una legge che ha nel suo nome, nel suo dna i suoi connotati: porcellum. 

Una grande porcata, dove basta un singolo voto di differenza, in barba al principio di eguaglianza di questa Repubblica, per cui un singolo voto può valere il doppio o il triplo, perché quel singolo voto permette a quella lista di prendere la maggioranza di seggi. Per fortuna questo vale soltanto per la camera e non per il senato. Per fortuna su questo affronterò il pensiero dominante, con quello che la maggior parte pensa, cioè un pensiero in contro tendenza in questo momento vale a dire: nella bozza che è stata trasmessa al Presidente della Repubblica, si parla non solo della modifica della legge elettorale, ma anche della modifica del sistema costituzionale, dell'impianto costituzionale di questo paese. L’intento è di volere portare una sola camera. Aboliamo il senato trasformiamo questo senato, perché in realtà è un doppione puro e semplice della camera che ci crea un po' di problemi.  

In realtà, perché i costituenti hanno disegnato un bicameralismo perfetto, facciamoci questa domanda, perché hanno voluto fare un doppione? Usciamo fuori dalle logiche frettolose, del comune sentire, un comune intendere dell’opinione pubblica, perché preferiscono andare con il pilota automatico del quieto vivere o sulla assuefazione del pensiero dominante. 

Occorre riflettere sulle cose, la verità è che si voleva fare in modo che ogni legge fosse frutto effettivo di meditazione. Le leggi, siccome sono destinate a durare, in teoria per un serie indefinita di anni, non si fanno leggi sulle onde delle emozioni o sulle pulsioni materiali. Le leggi sono fatte per durare nel tempo, al contrario in Italia c’è la necessità di fare leggi su tutto, secondo di quanto dura un governo o di un gruppo di persone che ha determinato quella legge, salvo poi cambiarla appena cambia il regista, appena cambia la classe dirigente, appena cambia la persona a cui non va bene. 

Per questo vanno meditate le leggi, vanno esaminate e ragionate, perché le leggi servono per i cittadini e i cittadini devono essere consapevoli che il percorso per arrivare ad una legge, visto che deve durare tanto e deve interessare 60 milioni di italiani, sia fatta bene. In Italia, viceversa, come l'ultimo governo Monti, le leggi sono tutte realizzate con decreti d’urgenza, senza elaborazione né dalla camera né dal senato 

In realtà l'esperienza di una sola camera l’abbiamo già avuta, perché questi 13 mesi del governo Monti hanno dimostrato una cosa semplicissima, che è il contrario di quello che sostengono i saggi, ovvero che anche semplificando la democrazia e facendo in modo che una sola persona comandi, che si nomina i suoi ministri e che questi pacchetti di norme vadano in parlamento per essere approvate senza neanche una discussione, perché la questione fiducia sta a significare “O la votate o chiudiamo qui la partita”. 
proposte-saggi
Napolitano ha approvato, Letta è al lavoro

Di fronte a questo ricatto sono passate leggi più scellerate, più ottuse di questo paese. 

Si è verificato, dunque, che anche semplificando le cose, anche facendo finta che esiste una sola camera, le cose non si aggiustano. Facendo una riflessione su chi effettivamente rappresenta il popolo e cosa c’è di democratico nel fatto di avere una sola camera con la possibilità di avere la maggioranza con un singolo deputato di differenza, determinando le regole del gioco per tutti. 

Mentre l'assemblea costituente ha realizzato i due rami del parlamento per fare in modo che la politica sia dialogo, sia possibilità di ragionare insieme, di trovare una soluzione, non l’appapazzamento, ma la mediazione, la sintesi dei valori e delle posizioni, proprio perché devono vivere pacificamente in maniera ordinata, in questo sistema, tutti i cittadini non soltanto una parte. Altrimenti assisteremo a colpi di mano, a colpi di clava di una posizione rispetto ad un'altra, ci sono dei partiti, ci sono posizioni, ci sono 316 deputati che stabilirà quali sono le regole del gioco che devono valere per tutti gli italiani. Si può benissimo andare dietro a queste corbellerie, il problema è che ci accorgeremo fra qualche anno, così come ci siamo accorti, per il ventennio precedente, che tutte queste leggi sono in realtà TRUFFE. 

Sono truffe politiche, imbonitori del paese che sono ben pagati lautamente, pagati per esprimere un'opinione personale a favore ed a vantaggio solo di una posizione, fatta di burocrati, banchieri, finanzieri e gente che lavora per questi. Servi sciocchi perché prendono le briciole al di sotto del tavolo, cani rabbiosi che sono alla ricerca di qualche ossetto, di qualche lenticchia, poi il resto del popolo completamente zavorrato e piegato sotto uno stivale. Popolo italiano che in questo momento sta dimostrando una grande saggezza perché sta accettando tutti i tipi di provocazione possibile, sta accettando che i cittadini vengono chiamati esodati e trasferiti in categorie giuridiche nuove che prima erano inesistenti, di non avere più la pensione, di non avere più ospedali, di non avere più le scuole, di non avere il lavoro così come dice la Costituzione che invece è un diritto. 

Popolo italiano sottoposto soltanto ad avere delle pressione negative come questa bufala del debito pubblico e del truffa del Fiscal Compact e non reagire. Quindi grandissima saggezza della popolo sovrano, pochissima saggezza da parte di coloro che in questo momento detengono il POTERE. Come mai il Fiscal Compact entrato in vigore il primo di gennaio 2013 e l’Italia ha già versato 25 miliardi di euro affossando ancora di più il debito pubblico, mentre la Germania non solo ad oggi non è entrata in questa regolamentazione, ma addirittura la camera ha rispedito al mittente questo Fiscal Compact. 

A settembre si svolgeranno le elezioni in Germania, se vincerà la Merkel, forse aderiranno a questo trattato salva stati (ammazza stati), se invece vincerà l'opposizione, come sta salendo il dissenso di una parte del popolo tedesco, non ci entrerà mai più. L'Italia che è sempre stata subalterna, che è sempre stata serva sciocca dei poteri finanziari, non solo ha accettato il pareggio di bilancio, ma addirittura ha già versato la propria quota di quest'anno, in un momento in cui i soldi servivano ai cittadini in difficoltà, servivano alle imprese, servivano alle famiglie, serviva allo stato stesso per ripagare il debito pubblico, per pagare gli interessi, invece hanno strozzato completamente la politica di bilancio per andare a pagare la prima rata del trattato salva stati. 

Questo pone un principio di responsabilità, se io commetto un accidente qualsiasi né sono responsabile e qualsiasi cittadino italiano può portarmi in tribunale, se io sono il Presidente della Repubblica, sono un ministro, sono un deputato un senatore non sono responsabile di quello che faccio. E’ questo il problema che dobbiamo risolvere, il presidente del Consiglio, il governo e i ministri dovranno, prima o dopo, essere chiamati a rispondere di questa responsabilità, perché non basta la responsabilità politica con il voto, perché sono bravissimi a truccare le carte ad essere sempre loro a cambiare la struttura, a cambiare i simboli e di ottenere di nuovo i voti dei cittadini truffandoli. 

La responsabilità politica, purtroppo non è come negli altri stati che una volta che uno ha fatto una malefatta arriva la campagna di stampa che ti delegittima, ti denigra e ti impedisce di candidarti. Nel nostro paese non solo fanno le porcherie, si ricandidano e vengono rieletti, allora occorre il tribunale del popolo, occorre la possibilità di portarli davanti a qualcuno per essere giudicati. La massa, il popolo, la comunità, la collettività e la società nel suo insieme in definitiva si è dimostrata più saggia dei 10 saggi nominati da Napolitano.