venerdì 3 agosto 2012

Lo Spread e il Colesterolo


L'anno dello spread, termine prima sconosciuto. Ma, da novembre 2011 ad oggi, è diventato "alimento" quotidiano sulla tavola degli italiani. Non c'è famiglia italiana che la sera non si chieda: "come sta lo spread oggi?" quasi si trattasse di un intimo conoscente, un familiare stretto. Del resto sullo spread è caduto il governo Berlusconi, vacilla l'economia italiana, aumenta il debito pubblico, le tasse. Per lo spread passa la differenza tra recessione e sviluppo. Lo stesso Monti lo presenta in conferenza stampa come un convitato di pietra.

Spread, dunque, come Bosone della finanza. Particella del dio economico capace di far tremare le gambe a famiglie e capi di stato.
E sullo Spread si sta consumando la domanda degli scienziati dell'economia, come per il Bosone i cervelli della fisica. Perchè Monti, ha spiegato che lo spread alto non è sinonimo di crisi. Un conto era lo spread di Berlusconi, un conto è quello di Monti. Un po' come per il colesterolo. C'è quello buono e c'è quello cattivo.
L’Italia, dunque, vive da qualche tempo in una sorte di Grande Fratello. Si sono moltiplicate a dismisura le informazioni sullo “spread”, e spesso del tutto fuorviante. Vengono riportate ogni minuto le attività dello spread, dei BTP italiani e dei Bond tedeschi. Questo modo di diffondere la notizia, premia perché allarmistico e fa presa sulle persone che non sono a conoscenza di certi meccanismi. La finanza è molto più semplice e schematica di quanto comunemente si pensa. Nessun investitore può prendere una posizione pensando di guadagnare senza assumerne un rischio. In questo gioco conta soltanto le attività speculative dei “banchieri”. Nel mercato in genere la struttura finanziaria non è importante, in quanto agli investitori interessa solo quantificare i guadagni futuri. Lo spread oggi sui Btp ha superato I 510 punti, rispetto ai Bond, ma questo è veramente tutto il significato che la politica europea tende ad  attribuirgli? Sembra invece tutta una mistificazione, delle arti magiche ai danni dei popoli,  infatti, dobbiamo sempre tenere presente che qualsiasi governo da un giorno all’altro può modificare le regole del gioco in vista del rimborso delle proprie obbligazioni, la Germania insegna.
Quindi, la possibilità di quantificare uno spread durante la vita del tittolo con altro analogo, ma emesso da altro stato è da ritenersi puramente indicativo e assolutamente ininfluente sul valore del rimborso alla scadenza, a meno che non intervengano cambiamenti nelle regole dettate dal governo, conseguentemente il valore complessivo dello spread è poco importante per decifrare eventuali rischi futuri. Per quanto riguarda l’Italia, si dovrebbe tener conto della capacità dello spread di generare Cash Flow. Nella situazione italiana, va tenuto in debito conto, che una volta pagati gli oneri del debito pubblico, le casse rimangono vuote, ecco perché è auspicabile un cambio di rotta, un taglio energico alle spese correnti improduttive e avviare opportune dismissioni del patrimonio statale, è del tutto evidente che renderebbe positivo l’avanzo di cassa.
E’ poco razionale rilevare con così tanta insistenza il valore dello spread sui titoli di stato italiani. In sintesi, lo spread non è altro che il differenziale fra i rendimenti dei titoli di stato fra due diversi paesi e i rendimenti su che cosa sono calcolati, non certo sul valore nominale del titolo, ma sul valore corrente, variabile ogni giorno. Allora? Il rendimento, è palese, non ha valore pratico, tanto meno ne ha lo spread.
Lo spread ha solo valore politico/economico per impadronirsi dell’Italia. Questa è la tremenda realtà italiana.

martedì 17 luglio 2012

Bolla anonima




Questo governo Monti, in carica dalla fine del 2011, voluto non certo dagli italiani, ma dai così detti poteri forti del colle. Imposto con la forza, perché eravamo sull’orlo del precipizio, la voragine che si era aperta diventava sempre più profonda, in quanto il precedente capo del governo non era ben visto all’estero e i mercati internazionali hanno cominciato a farci vedere i sorci verdi, come lo spread, termine fino a quel momento sconosciuto.

Ricordiamoci bene tutti che all’epoca si parlava di uno spread intorno a 450 punti rispetto ai bunds tedeschi, cioè la comparazione dei titoli di stato italiani decennali a quelli tedeschi. Sono passati nove mesi e cosa è cambiato?
Lo spread è sempre sugli stessi livelli di prima, fondamentalmente non è cambiato nulla, ma è cambiato molto in quanto l’Italia purtroppo, anche a livello intenazionale, la fiducia è peggiorata. Tutte le riforme fatte da questo governo dei tecnici fino ad oggi hanno portato poco, per non dire nulla. Oggi va di moda lo “spending review”, riforma della spesa pubblica, che si presenta sotto mentite spoglie come un ulteriore manovra ai danni dei cittadini italiani. Bene, si dia un taglio lineare, si inizia con i tagli degli impiegati statali che sono troppi, quindi una bella sforbiciata al 10% dei lavoratori e un altra al 20% dei dirigenti statali. Qua si incomincia veramente a fare sul serio. Non sono passati neanche due giorni che tutto si è ridimensionato. Siamo alle solite. Se veramente questo governo avesse avuto la volontà di tagliare linearmente il 10% degli impiegati statali, tenete presente che avremmo avuto un rtisparmio all’anno di 1.800.000.000 di €. Mentre invece stanno riducendo di 22.000 dipendenti, con un risparmio di 110.000.000 di € all’anno.

Esiste una differenza tra riforma e taglio? In Germania, la fiorente Germania capo dell’Unione Europea, risulta che i dipendenti statali sono 5.500.000 unità, molti di più dell’Italia. Questi dipendenti pubblici alemanni sono collocati in un modo che rende fortemente allo stato tedesco, quindi la Germania ha più spesa, ma hanno un rendimento molto alto del servizio pubblico.

Non solo, ma sono anche motivati e incentivati, a fare un determinato lavoro. Gli uffici pubblici italiani sono tutti scassati, sporchi con un degrado ai limiti della decenza. Se si entra per sbaglio in un tribunale, in una prefettura, in un ministero, sembra che si entra in luogo morto, con soffitti altissimi, corridoi interminabili dove perfino i tuoi passi ti incutono timore.

Utilizzano questi dipendenti in questi uffici, non hanno la macchinetta per il caffè, non hanno la macchinetta che distribuisce i giornali. Poi ci dicono che stanno lì senza far niente. Questo però non è colpa loro se nessuno gli da i compiti di fare un determinato lavoro, e nello stesso tempo ne controlla l’efficienza.

Si parla di riforme, ma impropriamente, perchè di fatto sono tagli e ancora tagli. Magari più grandi o più piccoli che siano, ma rimangono sempre tagli che sostanzialmente creano problemi al paese, quindi non sono produttivi in termini di funzionamento della macchina pubblica. Non è digniotoso nei confronti dei cittadini.

Non ci dimentichiamo della riforma nel comparto delle università e della ricerca, che è assolutamente devastante. Ma abbandoniamo tutto questo e parliamo di spread. Questo famigerato spread, che ha causato tutto questo trambusto, da un punto di vista diverso. Si è sentito mai parlare della KFW? La KFW è una società tedesca, la quale ha un capitale dell’80% dello stato tedesco e del rimanente 20% dei lender, quindi dello stato medesimo. Questa KFW, emette dei bond e delle obbligazioni. Precisamente ha emesso delle obbligazioni,ultimamente, di 400.000.000.000 €. Queste obbligazioni non sono conteggiate nel debito pubblico della Germania, in barba ha tutti gli accordi di Maastrich. La signora Merkel ha pensato bene di estrapolare questa KFW dal conteggio del debito pubblico tedesco. Si capisce bene che con questi 400.000.000.000 € il rapporto debito/PIL della Germania salirebbe dall’80% immacolato, al 97%.

Inoltre, i signori tedeschi non considerano il debito pubblico con la previdenza, perché formalmente che è un onere pubblico è stata demandata ad un istituto privato. Sono altri 500.000.000.000 € che porterebbero il rapporto debito/PIL a oltre il 118%. Per l’Italia basterebbe privatizzare l’INPS e risolvere tutti i suoi guai nei confronti dello spread. Per quali motivo questo governo tecnico non fa un decreto super veloce dichiarando che domani l’INPS è privata, togliendola dal bilancio dello stato. Lo ha fatto la Merkel, perché non può farlo l’Italia? L’Italia ha un rapporto debito/PIL del 120%, mentre la Germania avrebbe, con i conteggi corretti fra abbligazioni e la previdenza un rapporto del 118%. Dunque, questi tedeschi non sono così precisi, non sono così eccelsi come vogliono sembrare. Direi che sono dei furbastri.

Il parametro di riferimento per lo spread è l’interesse che viene applicato sui bunds tedeschi, quindi se il nostro spread è di 480 è l’interesse che l’Italia da per l’interesse dei BTP è 4,8% in più rispetto ai bunds tedeschi. E’ intuitivo che il bunds tedesco, però, rende zero. Rende zero perché? Mica è il mercato che stabilisce che il bunds rende zero, rende zero perché la signora Merkel ha detto “Signori miei, noi emettiamo i bunds ha rendimento zero, se non li volete è così lo stesso”

Chiaramente il mercato, non essendoci alcun guadagno non compra i bunds, stessa cosa fanno i privati. Allora chi li compera questi bunds? Sono le banche tedesche che comprano i bunds, anche da un pò di tempo. Le banche tedesche a questo punto, prima sfruttano gli aiuti dalla BCE, dopodiché quei soldi li rinvestono al 4,8% nei BTP italiani. Investire del denaro con dei bunds ad interesse zero, anche se il denaro ti costa poco, ti manda in sofferenza. Uno stato che emette un buono del tesoro a tasso d’interesse zero, è uno stato tecnicamente fallito. Perché non ci sarà nessuno che impresterà mai un centesimo a qualcun altro ad interesse zero. Infatti le banche tedesche cosa hanno fatto, essendo entrati in sofferenza hanno dovuto diversificare gli investimenti andando sui titoli ad alto rischio. Nel momento in cui si è creato il trambusto a livello economico globale europeo, le banche tedesche si sono trovate in crisi.

In questi giorni si parla spesso di bolle di calore, che investe la maggior parte del territorio italiano, si parlasse anche di una bolla, che sta lì fluttuante nell’aria che prima o poi scoppia, è proprio la bolla riferita alle banche tedesche. Sarà una bella bolla che scoppierà con effetti devastanti.

Per il momento però ci dobbiamo consolare a guardare questa bolla vagare nello spazio, in quanto la signora Merkel, con il professorone, hanno avuto la bella pensata di realizzare l’unione bancaria, dando modo di europeizzare le banche tedesche. Hanno inoltre pensato di fare un nuovo ente che dovrà controllare le banche europee. Bisognerebbe ricordare alla Merkel ed al professorone che le banche, almeno in Italia, sono banche private che a loro volta hanno già aderito ad una associazione per farsi controllare, che si chiama ABI (associazione bancaria italiana). Non si vede la necessità di creare una associazione bancaria che controlli un associazione esistente, almeno che si voglia spalmare ed europeizzare le perdite delle banche tedesche. Questo è il motivo perché la Germania si può permettere di emettere i bunds allo 0%, perché pagherà poi il professorone. Per altro il professorone non ha mai ricevuto aiuti, perché in effetti gli aiuti li ha dati. Perché l’Italia negli ultimi mesi è fuori di 120.000.000.000 € che sono stati raccolti, non sono stati investiti nel nostro territorio, ma sono stati dati tutti all’unione europea. Tanto è vero che il debito pubblico italiano è aumentato di 50.000.000.000 € in nove mesi. Quindi ai 120 miliardi di € dovremmo sommare l’aumento del debito pubblico. Questo governo, con il suo professorone ci sta facendo andar fuori di oltre 200.000.000.000 €.

L’immacolata signora Merkel, con questo sistema ha preso tranquillamnte per il c.lo, tutti gli europei ed anche gli stessi tedeschi, perché si è permessa di collocare sul mercato a tasso 0% i suoi bunds, quando la sua inflazione interna è il 2%. Questo è un dato che in questi mesi non è mai emerso, dicendola lunga della collusione da parte di certi poteri: stampa, professori, economisti. Considerando che il rendimento effettivo di un titolo di stato non può essere inferiore all’inflazione, non avrebbe senso, possiamo dire che il differenziale vero tra i BTP italiani e i Bund tedeschi è in realtà di circa 250 punti, invece l’Italia paga 480 per finanziare la signora Merkel. La signora Merkel con tale sistema ha messo la propria impresa, così florida, di finanziarsi sul mercato a tassi ridicoli in barba al trattato di Maastrich. Il trattato di Maastrich, di fatto, impedisce gli aiuti di stato alle imprese, la Germania ha aggirato l’ostacolo, dicendo agli altri paesi europei, pagate voi che le mie imprese funzionano.


Trovando una sostanziale spalla del professorone, la Merkel sta continuando a perpretarre questa furberia, o più esplicitamente una ruberia, in capo agli italiani, a favore della Germania e a favore di quel disegno che vuole un Europa di un certo tipo con a capo i “Banchieri”. Non a caso, tutti gli aiuti vengono fatti in funzione di salvare le banche. Si parla tanto di Bunds a rendimento zero, personalmente vorrei conoscere un privato investitore che abbia investito in Bunds. Dimostrazione di quanto ci sia in atto un finanziamento del benessere tedesco con i quattrini degli italiani, spagnoli, portoghesi, irlandesi e greci. Il dissesto delle banche tedesche è proprio evidente dal modo in cui la Merkel ha aggredito la Grecia per farsi rimborsare i soldi e i titoli che erano nelle mani tedesche. Con 80.000.000.000 € le banche tedesche, era evidente che erano in una situazione di grande sofferenza nei confronti della Grecia, e la Merkel prima che si incomiciasse a parlare dell’ipotetico default della Grecia, ha squinzagliando i suoi tecnici trovando il modo di recuperare gli 80 miliardi. Questa manovra la signora Merkel l’ha fatta in quattro mesi, appena recuperati i soldi ha iniziato a parlare di default della Grecia, che bisognava a quel punto salvarla, ma con i soldi degli altri paesi europei.

Il disegno è ancora più chiaro, nella sua perversione, si sta cercando di far confluire i soldi all’interno del centro dell’Europa e quindi della Germania. Sicuramente la Germania con questo stato di cose, può permettersi di stare bene, ma non può permettersi di dire di vivere senza gli altri paesi europei, perché la loro economia dipende anche dal resto d’Europa. E’ vero che se stiamo tutti quanti insieme possiamo realizzare una grande Europa, ma la Germania ha bisogno dell’Italia, perché senza l’Italia la Germania è KAPUT, più di quanto l’Italia ha bisogno della Germania.

In questi giorni si sente parlare con insistenza di un governo di larghe intese, con a capo il professorone. Questo ritornello lo sentiremo sempre più spesso, finché non andremo alle elezioni, in quanto si sta prefigurando l’idea che il professorone sia la guida migliore per l’Italia.



martedì 26 giugno 2012

Economia sulla sabbia

                                





Qualcuno vi ha insegnato questo a scuola? Chi ne ha fatto uso da allora? Io l’ho usato una sola volta nella vita, per fare una gabbia per conigli.







E a qualcuno di voi hanno insegnato questo a scuola? Qualcuno ne ha fatto uso? Praticamente tutti.





Fatti fondamentali sul come funziona la moneta non vengono insegnati a scuola. Sono cose ben più importanti che sapere come ottenere le migliori condizioni sulla carta di credito e sul mutuo ipotecario. Si tratta di andare a fondo e capire da dove in realtà nasce la moneta.
Per prima cosa: chi crea la moneta?
Tutti sanno che la moneta viene creata dalle banche centrali. Ma in realtà oggi quel tipo di moneta copre soltanto il 2% di tutta l’economia. Da dove salta fuori l’altro 98% della moneta? Martin Wolf, il capo redattore economico del Finacial Times, dice che “L’essenza del sistema monetario contemporaneo è la creazione di denaro dal nulla, mediante i prestiti, spesso sconsiderati, erogati dalle banche private”. Davvero, non si potrebbe dirlo in modo più conciso. In Gran Bretagna il settore che crea moneta è costituito dalle banche inglesi, compreso la banca d’Inghilterra e dalle società di costruzioni. Settore che crea moneta? Tutti sappiamo che se una persona cerca di stamparsi in casa le sue brave banconote da 10 e 20 Euro, la polizia gli piomba in casa alle due del mattino seguente e lo arresta. Quindi come facciamo a dire che le banche e le compagnie di costruzioni, le compagnie di assicurazioni creano moneta?
Quando le banche fanno prestiti, creano depositi bancari aggiuntivi sul conto di chi prende a prestito i soldi. Paul Tucker, comandante in seconda della banca d’Inghilterra, afferma “Le banche fanno prestiti semplicemente incrementando il conto corrente del cliente che li riceve, cioè fanno prestiti creando moneta”
Il ruolo di gran lunga preponderante nel creare moneta è svolto dal settore bancario. Quindi nei fatti abbiamo un sistema monetario quasi del tutto privatizzato, i soldi che stiamo usando vengono creati dalle banche private dal nulla, quando fanno prestiti. Questo è evidente, non è un complotto, è un dato di fatto concreto. La domanda successiva è: Quanta moneta creano? Chi decide quanta moneta andranno a creare?
Questi colossi finanziari stanno continuamente creando moneta, e sono sistematicamente regolati in modo da espandere prestiti creando più moneta possibile. I dirigenti al vertice danno ordine di creare moneta, ma non prendono mai in considerazione l’impatto che avrà sull’economia. Quando osserviamo grandi istituti bancari che vogliono ignorare e non badano all’impatto sull’economia e di come l’economia possa risentirne, è spaventoso. Insomma quanta moneta fino ad ora hanno creato? Alcuni numeri:

60.000.000.000.000 $ denaro circolante nel mondo
23.000.000.000.000 € costo totale della crisi tra svalutazioni e piani di slvataggio
5.600.000.000.000 € costo complessivo dei salvataggi bancari negli USA e i Europa
9.500.000.000.000 $ spesi dalla BCE, Fed Bank of England e Bank of Japan.

Eppure, ecco la storiella sul sistema bancario che ancora si sente nei media e che ancora oggi si studia nei corsi universitari di economia: le banche prendono soldi dai risparmiatori, come tittu quelli che stanno mettendo da parte per la pensione, andando ad investire in attività produttive e ciò favorisce la crescita dell’economia, creando posti di lavoro con il risultato che tutti noi diventiamo più ricchi.
Una banca può fare due tipi di prestiti:

  1. prestiti produttivi, cioè per attività che faranno crescere la capacità produttiva dell’economia. “Produttivo” non significa che il prestito sarà rimborsato o che è stato una saggia decisione erogarlo. Produttivo significa che davvero aumenterà la quantità di beni e di servizi che la nostra economia può produrre.
  2. prestiti non produttivi, come la compra vendita di immobili (non esclusivamente per abitarci) ed ogni altra forma di speculazione nei mercati finanziari. Tutto ciò non incrementa affatto la quantità di beni, non costruisce nuove case, anzi rendono più costose le case che già esistono.
Detto questo, la percentuale di prestito bancario che va alle attività produttive è soltanto dell’8% il rimanente 92% sulle attività non produttive, cioè sulla speculazione. E’ evidente che i prestiti improduttivi non aggiungono nulla alla crescita. Perciò quando sentiamo che l’economia è in recessione, che siamo scesi dello 0,1%, o che siamo cresciuti dello 0,1%, il che significhi che qualcuno ha trovato una banconota di 20 €, sotto il cuscino e l’ha spesa. Questo è quello che fanno con la creazione con la moneta che creano, hanno pompano un sacco di soldi nel mercato immobiliare ed altri mercati speculativi, che non centrano nulla con il lavoro ed il benessere delle persone. I prezzi delle case sono schizzati negli ultimi trenta anni con un aumento del 1000% ed oltre. Come mai questa riluttanza di prestare soldi per le attività produttive? Se una banca fa un prestito per un immobile, e se quel prestito va male, non rimane altro che impadronirsi dell’immobile. Mentre se la banca fa un prestito ad una impresa, di solito c’è ben poco da sequestrare. Dunque il rischio del prestito ad una impresa è molto più alto. Ci sono anche gli accordi di Basilea sui capitali che incentivano sistematicamente le banche a fare prestiti sugli immobili, rendendo più costoso prestare all’impresa. Oggi il prestito medio all’impresa si attesta fra i 30 e 100 mila Euro, mentre il mutuo medio per la casa sta fra i 150 e 250 mila Euro. Quindi i costi amministrativi per il credito all’impresa sono più alti: esaminare uno studio di fattibilità, parlare con i tecnici, capire dove vogliono arrivare. Mentre con i mutui ipotecari gran parte del lavoro è automatizzato. Insomma i costi per erogare un mutuo ipotecario sono molto più bassi. Questo è un problema fondamentale, perché l’idea di fondo del capitalismo e che il denaro fluirà verso l’imprese produttive.
Di fatto ora abbiamo un sistema in base al quale le banche non vogliono fare prestiti ai settori produttivi dell’economia, collassando il sistema. Questa è la ragione di tanta disoccupazione, di pochi posti di lavoro.
Quando si permette alla banca di creare moneta attraverso il credito, come fanno ora, tutto il rifornimento di moneta si fa prendendolo a prestito dalle banche e di conseguenza indebitantoci, pagando alla banca interessi su tutti questi prestiti. Così tutti noi cittadini paghiamo interessi di ogni Euro dell’economia. In sostanza stiamo prendendo in affitto la moneta dalla banca, una moneta privatizzata. Dunque se la banca non presta, non ci saranno soldi per l’economia. Se tutti noi ripagassimo il debito pubblico, il rifornimento del denaro si contrarrà, ci sarà sempre meno denaro in economia, sarebbe come succhiare sangue nel sistema. La gente perde il lavoro, l’economia rallenta entrando inevitabilmente in recessione, come succede ora.
Questo sistema e tutti gli incentivi sui mutui ipotecari, portano alle famose bolle finanziarie che non hanno niente a che vedere con gli affari e l’economia reale.


Questo sistema ha a che fare con le banche che pompano queste bolle, andando poi in panico negando prestiti. Tutto questo è una casa costruita sulla sabbia. Le banche aprono le danze, facendo più prestiti all’economia stimolandola, icoraggiando la gente a spendere di più perché hanno un accesso facile al credito. Si sa che la gente è più fiduciosa se il loro reddito, se il loro lavoro va bene, potrebbero avere un aumento di stipendio perché l’economia tira, pensano di potersi permettere un debito maggiore: “Mi faro una casa con un mutuo da 1/2 milione di €, invece che da 250 mila €” Ciò significa che ciascuno si indebita di più e prima o poi qualcuno non sarà in grado di pagare le rate per un debito sempre crescente. Allora cominciano a fallire, le banche vanno in panico, la gente ripaga i suoi debiti fin che può. La circolazione di denaro si contrae, si spende di meno entrando in recessione.
Le banche espandono il rifornimento di denaro, poi vanno in panico, quindi lo riducono ricominciando tutto da capo. Non avremo mai un economia stabile con questo sistema monetario. Per questo ogni 10 anni abbiamo una recessione, milioni di persone espulse dal lavoro, problemi niente a fatto necessari se avessimo un rifornimento stabile di denaro sottratto al controllo delle banche. Constatiamo che quando c’è una recessione, la gente perde il lavoro, vanno in cassa integrazione, le imprese fanno meno profitti, pagano meno tasse e le entrate dello Stato scendono sensibilmente.
Quando scendono si propongono scelte del tipo:

  1. licenziamo i polizziotti?
  2. chiudiamo gli ospedali?
  3. chiudiamo le scuole?

No, non possiamo, quindi dobbiamo prendere in prestito altro denaro, aumentando il debito pubblico. Questo succede con il debito dello Stato, che ora ammonta a circa 35.000 € a persona. La ricaduta per ogni persona, è che la quota d’interesse sul debito pubblico che si deve pagare è di 100 € al mese. Quindi ogni persona sta pagando questa tassa che credeva fosse per la sicurezza, per la sanità, per l’istruzione,invece sta finendo sui mercati finanziari. Se vuoi uscire dal debito, la sola via per riuscirci e di togliere soldi da qualcun altro, il che significa che devi mandare qualcun altro in un debito ancora più profondo. Abbiamo una ridistrubuzione dell’economia produttiva a quella non produttiva, che è il settore finanziario. Infatti tutte le aziende, negozi dell’economia reale prendono a prestito dalle banche. Molte imprese dicono che non riescono ad ottenere prestiti, ma non stanno chiedendo prestiti per espandersi. Siccome non hanno clienti per espandersi, stanno cercando prestiti solo per stare sul mercato e non fallire. Un problema di flussi di cassa, non di crescita dell’economia. Quindi anche quello che sta chiedendo il governo è che le banche prestino di nuovo alle imprese, non servirà a molto: impedirà che qualcuno fallisca, ma non farà crescere l’economia, per il benessere comune bisogna fornire denaro ai consumatori.
Poi c’è una ridistribuzione finanziaria della BCE verso paesi come l’Irlanda, Porftogallo, Spagna, Grecia, Italia tutti hanno bisogno di soldi. Stanno ridistribuendo la ricchezza dalla periferia al centro. Un sistema parassitario. C’è anche una questione prioritaria di democrazia. Tutti i nostri governanti, destra,sinistra, centro hanno contribuito ad innalzare il debito e le banche hanno riversato una montagna di soldi sull’economia. Banche che decidono se quel denaro sarà usato per attività produttive, per far crescere l’economia, o per pompare bolle finanziarie con  una conseguente speculazione sui mercati finanziari.
Dunque le banche hanno un potere di spesa superiore a quello governativo. Questo fatto di per se comporta un deficit reale di democrazia che dovrebbe preoccuparci.



mercoledì 13 giugno 2012

Giù la maschera



Monti a l’Infedele prima di essere nominato Presidente del Consiglio.
“Oggi, secondo me, stiamo assistendo e non è un paradosso, al grande successo dell’Euro. Qual’è la manifestazione del grande successo dell’Euro? La Grecia. Perché? Perché l’Euro è stato creato, si per avere una moneta unica, ma soprattutto per convincere la Germania, che ha fatto il grande sacrificio di rinunciare al Marco per avere una moneta con l’unione europea, che attraverso l’Euro e attraverso i vincoli che nascevano con l’Euro. La cultura della stabilità, il presidente Ciampi richiamava sempre alla cultura della stabilità tedesca, si sarebbe diffusa un pò per volta a tutti. Quale caso di scuola si è mai potuto immaginare di un caso limite di una Grecia che da, è costretta a dare abbastanza peso alla cultura della stabilità, che sta trasformando se stessa”

Monti appena insediato a palazzo Chigi.
“E qui, naturalmente io ho una distorsione che riguarda l’Europa ed è una distorsione positiva che riguarda l’Europa. Anche l’Europa, non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi e di gravi crisi per fare passi avanti.” Cosa intende Monti per passi in avanti? “I passi in avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario.” Quindi la sovranità dell’Italia dovremmo cederla ad un organismo privato della BCE? Come pensa di chiedere al popolo italiano di cedere la sua sovranità? “E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini ad una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle, diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto visibile e conclamato.” Quindi le crisi servono a cedere all’Europa i diritti e la sovranità dei cittadini? “Abbiamo bisogno delle crisi come il G20, come altri organi internazionali per fare passi avanti, ma quando una crisi sparisce e.......rimane un sedimento, perché si sono messi in opera istituzione, leggi ecc. per cui non è pienamente reversibile.” Con questo sedimento che rimane delle crisi, come farete a gestire i cittadini delle varie nazioni? “Basta vedere, anche per quando riguarda il comportamento dei poteri pubblici sono meccanismi simili a quelli che stamattina sono stati così sapientemete spiegati. E..... mi dicono che e....sono pronti praticamente dei sistemi softwar che permettono e....che permettono e....insomma l’uomo politico e....legge il suo discorso sul video elettronico ed istantaneamente viene condotto l’istant plling. Le frasi successive, le pagine successive del discorso possono automaticamente adattate a seconda della reazione della audience stesso. Questo che cos’è? Il colmo della democrazia, cioè un referendum istantaneo o è il colmo della leadership o della followerschip? Non lo so.”  Monti non lo sa, ma mi sembra tanto una fregatura. Come si possono evitare le rivoluzioni negli stati che hanno ceduto la propria sovranità? “E.....la....certamente occorrono delle autorità rispettate e si facciano rispettare, che siano indipendenti e abbiano risorse e mezzi adeguati. Oggi abbiamo in Europa troppi governi che si dicono liberali e che come prima cosa hanno cercato di attenuare la portata, la capacità di azione, le risorse e la dipendenza delle autorità che si sposano necessariamente al mercato, in una economia anche e solo liberale”
Gli stati che si sono opposti hanno hanno già cambiato i governi (Grecia, Italia, Spagna)


Monti a piazza pulita dopo 6 mesi da Presidente del Consiglio.
“Un punto che mi ha colpito dalle persone  intervistate ha detto un futuro che non esiste. Questa è la situazione in cui si trova la Grecia. Non esiste....E’ molto difficile vedere il futuro degli individui e, parliamoci chiaro la Grecia in questo momento è sotto la conduzione del FONDO MONETARIO, della BANCA CENTRALE EUROPEA e della COMMISIONE EUROPEA, ha perso la sua sovranità. Noi tutti vogliamo condividere, in Europa, la nostra sovranità con quella degli altri perché così la gestiamo meglio, in una economia integrale, ma perdere la propria sovranità perché altri sostanzialmente ti dicono: Hai bisogno di soldi, eccoli, però decido io e non decidi tu. Deve essere un umiliazione pazzesca” Perché l’Italia che cosa ha fatto fino ad ora? Non ci stiamo avviando nella stessa direzione?
Perchè la Merkel dovrebbe accollarsi i nostri debiti, come fate a convincerla all’emissione degli Eurobond? “Cara Cancelliera, voi siete un paese disciplinato, avete questo grande pregio, e..... noi siamo come gli altri paesi d’Europa chi più chi meno, noi in questo momento siamo nel chi più. Abbiamo capito che è nel nostro stesso interesse e dei nostri figli e delle future generazioni diventare disciplinati anche noi, e lo stiamo facendo. Ma se succede una esplosione finanziaria, come per esempio la crisi greca, per quanti sforzi l’Italia, la Spagna, la stessa Francia facciano e mi permetta di dirgli è che l’Italia per molto aspetti, oggi, è più avanti, certamente della Spagna, ma anche della Francia, quanto a ristrutturazione della propria economia e disavanzo di bilancio, saranno sforzi vani se nasce una sfiducia nell’Euro. Perché se la gente e....ha sfiducia nell’Euro, evidentemente avrà particolarmente sfiducia dei titoli di quei paesi che sono espressi in Euro, come lo sono tutti i paesi dell’Eurozona, ma in più i paesi lo stato ha un grosso carico di debito accumulato nei decenni passati. Per cui se, uno di questi paesi salta, sotto la pressione del contagio, è un problema per tutti. Quindi per evitare che questo accada è anche interesse della Germania: bisogna spiegare, prendo occasione per farlo, che la Germania è un grande benificiario dell’integrazione europea, come lo siamo tutti, ma anche e forse particolarmente loro, perché hanno un grande mercato europeo a disposizione. Nel quale adesso, da quando c’è l’Euro, i singoli paesi non possono più svalutare, la Germania per fortuna non voglio neanche citare questi scenari, però la.....se per esempio l’Italia dovesse un giorno uscire dall’Euro e quindi riacquistare la propria moneta autonoma, la libertà, per quanto riguarda il tasso di cambio, e....quindi la nuova lira si svalutasse rispetto all’Euro e quindi al Marco, che sta dentro e sotto l’Euro, sarebbe un grosso problema per le esportazioni tedesche, naturalmente sarebbe un grosso problema anche per l’Italia, così grosso che negli anni 80’ e primi anni 90’, abbiamo qualche volta giocato alle svalutazioni competitive, poi abbiamo saggiamente deciso di metterci nell’abbraccio comune dell’Euro”. Saggiamente.
La notizia ha circolato nella stampa nazionale per pochissimi giorni nei riguardi del conflitto d’interessi del nostro Presidente del Consiglio, Mario Monti. Stiamo sul bordo del precipizio, stiamo veramente sull’orlo della voragine così profonda che si chiama crisi monetaria, crisi economica, Mes, FMI, Euro, Europa oltre che al potere sovranazionale dei banchieri. Questi truffatori dei banchieri che vogliono a tutti i costi condizionare la nostra economia e le nostre vite. Questi banchieri che guadagnano dal signoraggio, che muovono miliardi di dollari in tutto il pianeta, influenzando e muovendo la speculazione sui mercati. Questi banchieri che condizionano i governi quando non riescono ad inserirli sul loro libro paga. Questi banchieri che siedono alle riunioni del Bilderberg, partecipano agli incontri promossi dalla Commisione Trilaterale.

Queste commissione a cui siede e partecipa a pieno titolo il professore Mario Monti. Lo stesso soggetto che nei giorni scorsi è stato sollevato dal qual si voglia sospetto dall’antitrust. Infatti il signor Pitruzzella, presidente dell’antitrust che semestralmente rilascia una relazione sui conflitti d’interesse che possono interessare i membri del governo, nell’ultima relazione ha proposito di presunte o accertate di eventuali conflitti d’interesse si rileva che: non sussistono confllitti d’interesse in capo al Presidente del Consiglio Mario Monti in quanto, sia la commissione Trilaterale che il Club del Bilderberg, non essendo iscritte come società e non avendo, quindi, rilievo imprenditoriale non possono determinare per chi è iscritto o frequenta le loro riunioni, conflitto d’interesse.
Quindi il Presidente del Consiglio, Mario Monti, può esercitare leggittimamente tutti i suoi compiti istituzionali. Parola di Pitruzzella. Andate in pace.
Inutile ricordare cosa sono e qual’é la natura di queste associazioni, è noto a tutti che queste organizzazioni che operano nell’occulto, vista la loro fondazione del 1973 della Trilaterale e 1945 del Bilderberg, sono da sempre sospettatte di ordire nell’ombra, complotti per dominare la finanza mondiale. Evidentemente per il signor Pitruzzella, queste due congregazioni sono meno potenti e pericolose della Bianchi e Verdi falegnameria S.R.L. di Vigevano, oppure della  Investiment S.R.L. di Canicattii.
Credo e ritengo sia opportuno che qualcuno spieghi a questo burocrate che il mondo e il conflitto d’interessi sono ben altra cosa, rispetto alla sua idea personale.

giovedì 7 giugno 2012

Prigionieri di un incubo




Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’euro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perché le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’Eurosistema. 
Ma cos’è quest’Eurosistema?
“L’Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L’Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell’UE non appartenenti all’area dell’euro.” Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l’On. Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l’affermazione del Commissario Olli Rehn: 

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012
alla Commissione Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione?
Nei tempi stabiliti dal Parlamento Europeo arriva la risposta: 
IT - E-000302/2012 - Risposta di Olli Rehn
a nome della Commissione (12.3.2012)

L’articolo 128 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea costituisce la base giuridica per la disciplina dell’emissione di banconote e monete in euro da parte dell’Eurosistema (costituito dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali). La proprietà delle banconote e delle monete in euro dopo l’emissione da parte dell’Eurosistema è disciplinata dalla legislazione nazionale vigente al momento del trasferimento delle banconote e monete al nuovo proprietario, ossia al momento dell’addebito del conto corrente bancario o dello scambio delle banconote o monete.
Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, ovvero a chi ha accettato l’addebito, a chi ha accettato di indebitarsi. Non solo. Olli Rehn, per giustificare l’affermazione secondo la quale rispondeva a Borghezio che l’Euro appartiene nella fase dell’emissione all’Eurosistema, cita l’articolo 128 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, dove nel comma 1 si legge:
La Banca centrale europea ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote in euro all’interno dell’Unione. La Banca centrale europea e le banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell’Unione. 
E’ chiarissimo. Non c’è scritto da nessuna parte che la proprietà giuridica dell’euro emesso appartiene alla BCE o alle BCN. C’è soltanto scritto che la BCE può autorizzare l’emissione di euro a se stessa e alle BCN, dovendo controllare l’inflazione nella zona euro, così come stabilito dal Trattato di Maastricht. Ribadisce che solo l’Eurosistema può stampare le banconote o creare elettronicamente i valori nominali. Ma nessun riferimento giuridico, nessun trattato, nessuna legge, nessuna deliberazione, niente di niente ci dice che l’Eurosistema ha la facoltà di addebitare la moneta. E’ evidente che si appropria di questo grande ed esclusivo privilegio.
Ciò che diceva il prof. Giacinto Auriti trova finalmente conferma in un atto ufficiale della Commissione Europea: le Banche Centrali si appropriano del valore della moneta perchè emettono solo addebitando, prestando, e il prestare è una qualità esclusiva del proprietario. Auriti chiamava questo meccanismo la truffa del signoraggio, parola sulla quale oggi si fa volutamente grande confusione, essendo per la massa direttamente associabile alla farfallina di Sara Tommasi e a qualche improbabile personaggio del mondo della politica che fa avanspettacolo che le si accompagna.
Non a caso l’indomito professore dell’Università di Teramo aveva denunciato la Banca d’Italia (organismo privato in mano per il 94% a banche commerciali e fondazioni bancarie) per truffa, associazione a delinquere, usura, falso in bilancio e istigazione al suicidio (grave piaga dei tempi nostri). Infatti la moneta, essendo il mezzo di scambio con il quale i cittadini riescono ad interagire tra loro dando vita al mercato, ovvero riuscendo a scambiarsi reciprocamente beni e servizi prodotti grazie al loro lavoro, deve appartenere esclusivamente a chi lavora, ovvero al popolo. Chi si appropria indebitamente del valore della moneta non fa altro che sfruttare il lavoro del popolo, lucrare sulle fatiche e sulla produzione altrui chiedendo che gli vengano pagati gli interessi sul prestito erogato. Questa è la gigantesca distorsione del nostro tempo, questa è la Grande Usura. E sotto il giogo di questa malefica piaga, sono finiti tutti i popoli d’europa che oggi pagano sulla propria pelle una crisi sistemica e indotta, figlia di un paradigma che dal 1694 (anno di costituzione della prima Banca Centrale, la Bank of England) si è imposto sulla vita dell’uomo.
Il meccanismo dell’indebitamento degli Stati da parte di organismi privati quali sono le Banche Centrali Nazionali è presente quasi ovunque. La Federal Reserve conia negli USA il dollaro, la Bank of England conia nel Regno Unito la Sterlina, la BCE conia l’Euro. Ma per quanto ci riguarda, esiste un’abissale differenza, che rende il sistema ancora più perverso: gli Stati dell’Unione non possono ricevere il credito direttamente dalla BCE (cosa che invece accade in modo diretto e subordinato negli altri paesi, ed Es. negli USA dove il Congresso ordina di stampare e la FED esegue) ma devono finanziarsi sul mercato, la parolina magica con cui ci prendono per i fondelli. In poche parole funziona così: la BCE crea denaro a suo piacimento, lo da in prestito alle banche commerciali (Draghi ha recentemente creato circa 1000 miliardi di euro prestandoli all’1%) e queste possono decidere se acquistare o meno i cosiddetti BOND, i titoli del debito (con tassi che vanno dal 5 al 7%). Non è possibile, quindi, per i paesi della UE attuare una propria politica monetaria, pur volendo accettare il meccanismo dell’indebitamento pubblico.
Tutto è nelle mani della Grande Usura. I signori della Goldman Sachs, banca d’affari targata USA, siedono vertici delle grandi istituzioni bancarie, Mario Draghi ne è l’emblema. Ora hanno deciso di gestire direttamente anche le Istituzioni politiche, Mario Monti e Papademos sono i primi alfieri al servizio della Goldman. 
La politica è messa sempre più all’angolo, ostaggio del sistema finanziario che controlla partiti, sindacati e mondo dell’informazione.
L’unica soluzione che abbiamo è quella di informare il più possibile. Questi meccanismi perversi devono essere conosciuti da tutti, nonostante il boicottaggio del sistema dell’informazione del regime usurocratico. Lo sforzo deve essere titanico, la volontà e la determinazione non devono piegarsi di fronte a niente.
La proprietà della moneta appartiene ai cittadini che la valorizzano con il proprio lavoro. La Banca Centrale Europea commette quindi un furto quando ci concede un prestito con la nostra moneta e si fa pagare persino gli interessi.
Ma il gioco delle tre carte è arrivato al capolinea, perché sono tante le persone che si sono rese conto di essere state truffate.
Che si tratti di una truffa e che abbiano l’intenzione di continuare a prenderci per i fondelli lo dimostra il fatto che il governo tecnocratico prima ci ha fatto pagare tasse a non finire e poi, considerato che un numero crescente di Paesi ha detto basta, ha fatto sapere che avrebbe investito considerevoli somme di denaro nella crescita, tacendo però sul fatto che, per procurarsele, sarà costretto a fare un altro debito con la BCE.
Ma pagare interessi crescenti su un debito che non esiste è un comportamento stupido che non può durare all’infinito. Pertanto, se non si riuscirà a capire che dobbiamo tornare alla sovranità monetaria non usciremo più da questo incubo. Questo è il problema fondamentale da risolvere al più presto, tutto il resto è noia.
Fino a quando non sarà presa questa decisione aumenteranno i suicidi e le persone che cercano il cibo nella spazzatura, le proteste si faranno sempre più violente e il nostro Paese diventerà ogni giorno più ingovernabile.

martedì 22 maggio 2012

Un fantomatico mercato




In Europa, come nel resto del mondo le borse, oggi, sono nelle montagne russe. Domani scendono, dopo domani salgono. I governi dicono che non hanno soldi e poi invece insieme alle banche centrali stanziano la bellezza di 3000 miliardi di $, più o meno l’8% del PIL mondiale, garantiti dai rispettivi governi, quindi garantiti dai cittadini. Questo per tappare le falle dei bilanci delle banche, garantendogli i prestiti, una assicurazione completa al sistema bancario. Come se non bastasse gli stati si mettono a sostenere l’economia reale, guarda caso cominciando a sostenere il mercato dell’automobile, non solo, ma vedendo lo spaccato dell’economia mondiale odierna:


ESISTONO 2 MONDI:


1)      l’economia reale da 70.000 miliardi di $, praticamente il PIL mondiale
2)      un mercato finanziario derivati compresi, che fa girare 700.000 miliardi di $
Tale rapporto significa che i signori apprendisti stregoni, i maghi Merlino della finanza, sono riusciti a moltiplicare per 20 il lavoro di ciascuno di noi, facendolo diventare fonte di ricchezza per loro esentasse. Su quei 70.000 miliardi di $ tutto il mondo paga le sue tasse, finanziando le spese dei governi, la spesa pubblica comprese quelle di sostegno del sistema bancario. Anziché elargire un poco di soldi ai poveracci che stanno perdendo casa grazie a mutui truffa costruiti dalle banche stesse.
Poi ci si lamenta che qualcuno cerca di non pagare le tasse, OVVIO, le sente come un debito non dovuto. Come più volte ripetuto che se il popolo italiano prendesse coscienza di come funziona il meccanismo del debito pubblico, nessuno pagherebbe un centesimo.
Cerco di spiegare in parole semplici come ci stanno rovinando.
Supponiamo che ha fronte di una massa monetaria preesistente nel 1990 ci sia stata la prima emissione monetaria. Nel 1991 avremmo dovuto pagare gli interessi su quella emissione, quindi l’interesse di un anno di un esiguo capitale. La massa monetaria non ne risente eccessivamente, subisce un sensibile aumento pari alla quantità di denaro erogato dal sistema bancario meno gli interessi pagati l’anno successivo. Significa  che chiunque avesse avuto bisogno di liquidità il sistema avrebbe garantito il suo debito. Inoltre supponiamo che nel 1995 sia avvenuta la seconda emissione, in realtà le emissioni avvengono ogni qual volta lo stato ha necessità di denaro più volte in un anno, si può notare che gli interessi pagati sono relativi al capitale appena erogato  aggiunti del capitale circolante erogato nel 1990 la massa totale è ancora abbastanza ampia. Nel 2000 supponiamo che sia avvenuta la terza emissione. Si nota che gli interessi pagati sono relativi al capitale relativi appena erogato aggiunti degli interessi ricapitalizzati maturati dal capitale circolante erogato nel 1990 e 1995. Comincia ad essere un debito consistente, quindi pagare gli interessi significa togliere una fetta consistente dalla massa monetaria, la quale comincia a scendere sensibilmente. Così anche nel 2005 si ripropongono gli stessi scenari. Nel 2010 con l’ennesima emissione gli interessi ricapitalizzati da pagare sono relativi a quelli maturati da tutta la massa circolante dal 1990 in poi, più quelli relativi all’ultima emissione. A questo punto si nota che la massa monetaria totale è scesa di molto nonostante le emissioni siano state sempre regolari, o di maggiore importo come si vede dall’andamento dalla linea verde. Questo andamento è dovuto per pagare gli interessi dalla massa monetaria emessa, abbiamo dovuto togliere i soldi dalla massa monetaria stessa, e dove se no? Visto che la banca centrale nell’emettere moneta non ha emesso la cifra per pagare gli interessi, i quali con il passare dei decenni si sono moltiplicati esponenzialmente, avvicinandosi alla massa monetaria in circolazione.
In un quadro del genere le imprese cominciano a soffrire di credito, e tutti siamo un poco soffocati da una mancanza di liquidità, praticamente notiamo che i soldi non girano, come sta accadendo in questi giorni. Sorge una domanda: “Quando si ha il vero crash?” Quando i costi del debito pubblico coincideranno e supereranno la massa di denaro necessaria ad effettuare i scambi commerciali. Questo da un analisi economica basata sul calcolo puro e semplice degli interessi avverrà molto presto se il popolo italiano non si riappropria dell’emissione della moneta.
Le banche ci governano, la nostra libertà è ormai un ricordo, la manovra fiscale di Monti va totalmente a danno del popolo. Tutto per far ingrassare i banchieri e consentire a loro di praticare il signoraggio indisturbatamente.
Infatti nel decreto “Salva Italia” del governo Monti è compreso l’abbassamento del limite delle transazioni in contanti. Molti penseranno che questo è un provvedimento a limitare il sommerso e a combattere l’evasione fiscale. Innanzitutto, a mio avviso, non si combatte con questi provvedimenti che sono solo fumo per gli occhi, l’evasione fiscale è ben altra ed avviene attraverso le banche lussemburghesi, attraverso i conti correnti che mettono in comunicazione in forma anonima due banche e diversi correntisti fra loro, facendo transitare in questi tunnel miliardi di € in forma assolutamente oscura. Dunque a cosa è servita questa manovra? Serve a fare l’ennesimo regalino al sistema bancario, costringendo i cittadini italiani a far passare tutte le proprie transazioni attraverso il sistema bancario, da modo alle banche di aumentare le proprie riserve.
Quando un cittadino paga un bene con la carta di credito o un assegno, gli viene stornata dal proprio conto (conto che realizzato con il proprio lavoro, soldi avvalorati da un impegno quotidiano) la banca li prende e li mette in un cumulo, in un fondo, in una riserva che paga al venditore del bene con un semplice clik di un computer, cioè in quel preciso momento genera del denaro virtuale. Molti diranno, ma se il venditore va in banca e richiede la somma per contanti? E’ possibile, ma non è così, i grandi numeri che riportano le statistiche ci dicono che soltanto il 2% della massa monetaria esistente presso i conti correnti viene richiesto per contanti dai proprietari. Le banche ben conoscono che c’è questo 2% di richiesta, con l’aggravante che questo dato tenderà a calare con il “Salva Italia” e i cittadini non sa più che farsene dei contanti, visto che non li può usare. Di conseguenza avendo una bassa richiesta controbilanciata da un numero di transazioni bancarie più alto, verrà ad aumentare il fondo monetario interno al sistema bancario. Un fondo che banca lo potrà usare come riserva, indica che in base alla legge sulla riserva frazionaria, che consente alle banche di prestare oltre 50 volte il proprio avere, consente alle banche di prestare ancora di più denaro di quanto non possono fare adesso. Questo è il progetto del governo Monti per rilanciare l’economia, sapendo fin dall’inizio che così non potrà in nessun modo favorire le attività produttive, in quanto le banche prestando denaro, continuerebbero ad emettere denaro virtuale e i beneficiari di questi prestiti dovendo restituire il capitale dovranno rastrellare denaro contante dal mercato, contribuendo a demonetizzare ancora di più il mercato, senza contare gli interessi che graveranno su questi prestiti che andranno ad assottigliare la massa monetaria esistente.
Questa la maniera che il governo Monti vuole rilanciare l’Italia, cioè togliendo i soldi in mano ai cittadini?
Questo dunque, dovrebbe essere il colpo di grazia così almeno andiamo in default. Ben venga il collasso dell’economia italiana, ben venga l’uscita dall’Euro, per poter (come ha fatto l’Argentina) adottare una moneta nostra, riappropriarci della sovranità monetaria conseguentemente a quella politica, guardando ad un futuro di lavoro, ad un  futuro di un economia sana non gonfiata e non  pilotata dalle multinazionali, dai grandi capitali, dal così detto mercato. Quando si parla di borsa si fa riferimento sempre ad un fantomatico mercato che risente dei movimenti politici, ma altro non è che grandi multinazionali che costringono ad adottare dei provvedimenti politici a loro confacenti, PENA la perdita di valore delle borse e conseguentemente la perdita di valore dell’economia. Questo è il mercato, il mercato non sono i cittadini che giocano in borsa. Il mercato è i capitali e gli speculatori che operano in borsa, facendo collassare l’economia, se i provvedimenti adottati dal governo non sono in linea con i propri interessi.
Per tanto, questi provvedimenti governativi, se sono in linea con gli interessi delle multinazionali, non possono essere in linea con gli interessi del comune cittadino, che si alza la mattina per andare a lavorare. Una ragione in più perché l’Italia si trova oggi a dover sentirsi dire “ti devi rimboccare le maniche e fare tutti questi sacrifici”. In realtà questi sacrifici non dovrebbero essere pensati perché un economia seria e in un paese dove esiste veramente la sovranità della moneta, qualsiasi debito contratto è comunque un debito interno. La differenza oggi è che il nostro debito è detenuto da un soggetto esterno. Tutto ciò che sta accadendo in Italia e in Europa in questi mesi è che ci stanno togliendo la nostra libertà. La libertà dei cittadini non è solo quella di camminare libero per strada, parlare liberamente e manifestare il proprio credo, ma anche quella di poter tramutare il proprio lavoro in soddisfazione personale, di poter scambiare i frutti del lavoro con un suo simile, senza chiedere autorizzazione o legittimazione ad un terzo soggetto giuridico, intromessosi abusivamente.
Molte volte mi domando “cosa sono i soldi, a che servono?” e ripenso all’età della pietra, dove il pastore aveva bisogno di avere un poco di verdura.  Il pastore si recava dal contadino offrendogli una ricotta in cambio di varie piante di ortaggi e della frutta. Un giorno il pastore ebbe bisogno di una quantità maggiore di ortaggi e frutta, offrendo al contadino due ricotte. Il contadino non accettò lo scambio in quanto temeva che due ricotte erano troppe, perché la seconda ricotta poteva deperirsi con il tempo. Il pastore, a quel punto, prese un sassolino ci graffiò il suo nome e lo dette al contadino in cambio della ricotta e gli disse che quando aveva bisogno di ricotta di riportagli indietro questo sassolino. Il pastore in quel momento aveva creato moneta e il contadino a sua volta poteva darlo ad un terzo soggetto, cioè il sassolino poteva circolare liberamente permettendo al possessore di riscuotere la ricotta del pastore.
Ora se applichiamo questo semplice concetto all’economia, potremmo noi scambiarci i sassolini, con una banca che sia la nostra, creata da uno stato con una banca statale che possa ricevere i nostri sassolini, prestarli a chi ha bisogno con un piccolo interesse controllato. Questa si chiama economia sociale sana in cui è al centro l’interesse di tutti e non di pochi. Oggi nel mondo succede tutt’altro.
Paolo Ferrero, quando spiega che non è necessario fare la manovra Monti. E' in corso da tempo una speculazione finanziaria sui titoli di stato italiano, perché -- sostiene Ferrero -- la banca d'Italia non acquista più, come invece avveniva prima dell'avvento dell'euro, il debito pubblico italiano. L'Italia dovrebbe prendere esempio dalla banca giapponese o da quella tedesca che acquistano i rispettivi i titoli di stato per calmierare il mercato.

Per impedire che continui la speculazione occorre che i titoli di stato siano acquistati direttamente dalla banca centrale, cioè da chi batte la moneta: è inutile versare l'acqua in una vasca, cioè rastrellare denaro con le manovre finanziarie per contenere il debito pubblico, se non si tappa quest'ultima, cioè se non si arresta la speculazione in atto come purtroppo sta ancora avvenendo in Grecia, dove gli speculatori continuano ad agire sapendo che l'Europa continuerà a versare soldi.